Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di mer 26/02 delle ore 15:30

    GR di mer 26/02 delle ore 15:30

    Giornale Radio - 26/02/2020

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mer 26/02

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 26/02/2020

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mer 26/02 delle 07:15

    Metroregione di mer 26/02 delle 07:15

    Rassegna Stampa - 26/02/2020

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Due di due di mer 26/02

    Due di due di mer 26/02

    Due di Due - 26/02/2020

  • PlayStop

    Sacca del Diavolo di dom 23/02

    Sacca del Diavolo di dom 23/02

    La sacca del diavolo - 26/02/2020

  • PlayStop

    Jack di mer 26/02 (seconda parte)

    Erykah Badu, Niia, Francesca Michielin, Re:earth, Queen, Live, The Specials, Brunori Sas, Angelo Branduardi, Amy Winehouse (seconda parte)

    Jack - 26/02/2020

  • PlayStop

    Notte Vulnerabile di mar 25/02

    Notte Vulnerabile di mar 25/02

    Notte vulnerabile - 26/02/2020

  • PlayStop

    Jack di mer 26/02 (prima parte)

    Erykah Badu, Niia, Francesca Michielin, Re:earth, Queen, Live, The Specials, Brunori Sas, Angelo Branduardi, Amy Winehouse (prima parte)

    Jack - 26/02/2020

  • PlayStop

    Radio Session 26-02-20

    a cura di Matteo Villaci

    Radio Session - 26/02/2020

  • PlayStop

    Considera l'armadillo mer 26/02

    Considera l'armadillo mer 26/02

    Considera l’armadillo - 26/02/2020

  • PlayStop

    L'altro martedì 25/02/2020

    40 anni in diretta! 1980 - 2020�..Conducono Eleonora Dall’Ovo e Ira Rubini..Speciale Libri dalle 21.30 alle 22.00..Dopo anni di collaborazione…

    L’Altro Martedì - 26/02/2020

  • PlayStop

    Memos di mer 26/02

    Razionalità e panico, paura e sicurezza; e poi regola, eccezione, contagio, immunità. E’ il lessico della crisi da coronavirus. Una…

    Memos - 26/02/2020

  • PlayStop

    Note dell'autore 26/02/20

    GIULIANA CHIARETTI - ESSERE MILANO - presentato da AGNESE MIRALTA

    Note dell’autore - 26/02/2020

  • PlayStop

    Cult di mer 26/02 (seconda parte)

    Cult di mer 26/02 (seconda parte)

    Cult - 26/02/2020

  • PlayStop

    Cult di mer 26/02 (prima parte)

    Cult di mer 26/02 (prima parte)

    Cult - 26/02/2020

  • PlayStop

    Barrilete Cosmico di mer 26/02

    Come il Corona Virus ha risvolti sulla vita quotidiana degli sportivi; Melloblocco anche quest'anno non si farà, i perché; Rubrica…

    Barrilete Cosmico - 26/02/2020

  • PlayStop

    Prisma di mer 26/02 (terza parte)

    Prisma di mer 26/02 (terza parte)

    Prisma - 26/02/2020

  • PlayStop

    Prisma di mer 26/02 (seconda parte)

    Prisma di mer 26/02 (seconda parte)

    Prisma - 26/02/2020

  • PlayStop

    Prisma di mer 26/02 (prima parte)

    Prisma di mer 26/02 (prima parte)

    Prisma - 26/02/2020

  • PlayStop

    La stella e il calamaro

    Scritta da Roberto Piumini e narrata da Massimo Bacchetta

    Favole al microfono - 26/02/2020

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di mer 26/02

    Rassegna stampa internazionale di mer 26/02

    Rassegna stampa internazionale - 26/02/2020

  • PlayStop

    Il demone del tardi - copertina di mer 26/02

    Il demone del tardi - copertina di mer 26/02

    Il demone del tardi - 26/02/2020

  • PlayStop

    Fino alle otto di mer 26/02 (terza parte)

    Fino alle otto di mer 26/02 (terza parte)

    Fino alle otto - 26/02/2020

Adesso in diretta

Approfondimenti

Ma gli Stati Uniti d’Europa sono lontani

L’Europa guarda agli Stati Uniti e aspetta di sapere con chi avrà a che fare nei prossimi quattro anni. Con quale presidente si riaprirà la trattativa sul trattato di libero scambio, il contestatissimo Ttip. Chi sarà l’interlocutore per la lotta al terrorismo. Che rapporto avrà la nuova amministrazione americana con la Russia, vicina di casa dell’Europa, con la ferita ancora aperta dell‘Ucraina.

Tra poche ore sapremo chi troverà Bruxelles alla cornetta del telefono dello studio ovale. Ma – per quello che interessa noi europei – la questione resta quella rimarcata con perfidia da Henry Kissinger tanti anni fa. “Quando dobbiamo parlare con l’Europa non sapiamo a chi telefonare”, disse l’allora segretario di Stato. E da allora le cose non sono cambiate. Sembrava stessero cambiando, in realtà, sembrava che la strada imboccata dall’Unione europea fosse irreversibilmente, anche se lentamente, quella degli Stati Uniti d’Europa. Ma oggi è tutto in forse e, anzi, è lo stesso progetto europeo a essere in discussione. L’ultimo scontro Renzi-Juncker è un esempio: al di là del merito della questione soldi e investimenti: il capo di governo di uno dei paesi principali dell’Unione dice semplicemente: non mi interessa, io faccio quello che voglio. Qualche anno fa sarebbe stato impensabile. L’Unione europea ha sbagliato tanto. Molto a causa dell’inadeguatezza dei suoi centri di comando a Bruxelles. Tanto, e forse ancora di più, per le convenienze e l’opportunismo dei governi nazionali.

Ma oggi è un fatto che l’Unione è una dis-unione. E guardando agli Stati Uniti non può non avvertire la propria condizione ancora di più. L’Europa non è una democrazia. Il Parlamento di Strasburgo è poco più di un simulacro. La Commissione è debole perché, in assenza di forti personalità politiche, e Juncker non è tra queste, è in balìa dei governi nazionali. Questi ultimi hanno smesso da tempo di pensare a un futuro comune. I partiti transnazionali non esistono, se non in periodiche kermesse di scarsa utilità. Non è nulla di nuovo, lo sappiamo da tempo, ma ora questo deficit di democrazia ci è esploso in mano. E se i cittadini europei non sono più europeisti la ragione è soprattutto questa. Il dramma dei migranti ha fatto da detonatore. E si è capito che l’Europa politica e democratica non c’è. Tra poche ore ascolteremo l’inno americano. L’inno alla gioia è sempre più, solamente, la nona di Beethoven.

  • Autore articolo
    Alessandro Principe
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni