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Italia in isolamento: le iniziative e le difficoltà a Segrate

Comune di Segrate

Il primo cittadino di Segrate, Paolo Micheli, racconta a Radio Popolare la situazione nel comune alle porte di Milano e parla delle difficoltà che i cittadini e l’amministrazione stanno affrontando in queste settimane tra intere famiglie in quarantena, concittadini ricoverati in ospedale e una parte della popolazione più giovane che fa fatica ad adattarsi alle misure restrittive.

L’intervista di Serena Tarabini a Fino Alle Otto.

Com’è la situazione nel vostro comune?

Purtroppo ieri abbiamo avuto un secondo deceduto. Ci sono diversi miei concittadini che si trovano in ospedale in una situazione drammatica. Li stiamo monitorando insieme alle autorità sanitarie e le famiglie, stiamo cercando di capire come procedono le loro vite in ospedale.
Ufficialmente a Segrate ci sono una ventina di cittadini con coronavirus, ma le informazioni che ci danno i medici di base sono un po’ diverse: probabilmente i numeri sono un po’ più alti. E poi c’è una quantità di persone in quarantena. Noi registriamo spavento e molta agitazione in tutte le famiglie colpite da questa malattia. Dall’altro lato riscontriamo degli atteggiamenti di superficialità. È complicato per noi sindaci cercare di costringere la popolazione, soprattutto i più giovani, a rimanere a casa.
Continuo a pensare che la persuasione sia più utile delle sanzioni. Oggi la cosa che deve starci a cuore è la nostra vita, ma i ragazzi fanno un po’ fatica a capirlo. Andiamo in giro coi megafoni per dire alle persone di rimanere a casa. Credo ci sia anche una responsabilità della politica. All’inizio, quando è arrivata la prima ondata di questo virus, la politica avrebbe dovuto dare fin dal principio regole stringenti. E invece ci stiamo arrivando passo dopo passo. Non voglio giustificare questi atteggiamenti, ma arrivandoci passo dopo passo questa cosa potrebbe aver generato un po’ di confusione. Siamo arrivati un po’ tardi alla chiusura totale e forse all’inizio il messaggio è stato un po’ confuso. Io ogni giorno chiamo le famiglie che sono in quarantena o i loro parenti. Ieri ho chiamato una famiglia per sapere come stava il padre e mi hanno risposto con voce rotta che era appena morto. Noi non eravamo ancora stati avvistati, è stato sconvolgente anche per me. Ho chiamato un anziano che si trovava in ospedale per COVID-19, piangeva a dirotto perché la moglie malata di tumore aveva preso il COVID-19 in un altro ospedale. Non la vede da due settimane, non aveva sue notizie da giorni e ad un certo punto è arrivata una chiamata dall’altro ospedale dicendogli che avrebbero dimesso la moglie perché avevano bisogno di posti letto. Era disperato perché la moglie non è in grado di stare da sola e mi chiedeva un supporto.
Ho chiamato un’altra famiglia di un ammalato che si trova in ospedale per capire com’era la situazione e ho scoperto che una signora di 86 anno era rimasta da sola e che non stava mangiando da tre giorni. Il dramma di questa malattia è davvero complesso e va a colpire in maniera profonda la parte più fragile della nostra popolazione. Questo è davvero il tempo della responsabilità, è il momento di mettere da parte i nostri egoismi.

Anche lei è sottoposto a questo regime restrittivo. Come fa a conciliare i suoi impegni da amministratore con queste limitazioni?

A Segrate abbiamo contingentato il personale e attivato lo smart working per tutti i casi in cui era possibile. L’edificio del comune è abbastanza svuotato e portiamo avanti quelle che sono le funzioni essenziali.
Io continuo ad andare in comune insieme ai collaboratori più stretti, ma quello che faccio è anche cercare di aggiornare la popolazione su quello che sta succedendo. Cerco di fare da megafono delle informazioni per raccontare la complessità e la delicatezza del momento. Sono in isolamento sia a lavoro che a casa.

Foto dalla pagina Facebook del sindaco di Segrate Paolo Micheli

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    Le Olimpiadi invernali potrebbero lasciare in eredità a Milano una sanità più povera. Durante il periodo dei Giochi l’ospedale Niguarda comincerà a gestire le attività di ambulatorio del punto di primo intervento di Livigno, in Valtellina, ma non lo farà solo per le settimane delle gare. Una delibera di Regione Lombardia ha stabilito che questo nuovo modello diventerà ordinario: medici di pronto soccorso e ortopedici presteranno servizio sia a Milano sia in provincia di Sondrio per colmare le carenze della zona montana. Una prospettiva che tra i sanitari coinvolti sta creando malumori sempre più diffusi. Bruno Zecca, segretario della Funzione pubblica Cgil Medici della Lombardia, al microfono di Luca Parena.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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    Il collegamento con Dario Falcini del magazine musicale online rockit, per parlare del festival di musica emergente previsto sabato 17 gennaio al Circolo Magnolia di Segrate. La rubrica LGBT con Piergiorgio Pardo, che oggi ci racconta la repressione della cultura queer in Iran e la storia di una cantautrice lesbica persiana

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    Un papavero rosso racconta l’amore ai tempi della Resistenza

    Lea Gemelli, ghost writer in crisi, vuole scoprire la storia del suo prozio Lionello, partigiano morto in guerra. Con l'aiuto di un archivista gentile risale al 1940, quando Lionello e Dina si incontrano su un treno diretto al fronte e vengono travolti dalla guerra e dall’amore. Grazie alla loro storia, anche Lea riuscirà a riconciliarsi con sé stessa. Il libro inaugura la collana "Amanti" della casa editrice indipendente iDobloni. L’autrice Sara Magnoli ne ha parlato con Ira Rubini.

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