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Il primo sciopero generale dell’era Tsipras

Il 12 novembre c’è stato il primo sciopero generale dell’era Tsipras. A cui ha aderito lo stesso partito di governo: Syriza.

Un doppio avvertimento al governo del Paese e all’Unione europea: i greci non possono più sopportare l’austerità. Per questo molti dirigenti dal partito governo, dopo la scelta di Tsipras di firmare il memorandum, hanno partecipato alla manifestazione. Sullo sfondo, la serrata trattativa tra Atene e la Troika per lo sblocco di 10 miliardi di euro destinati a ricapitalizzare le banche.

Calati i riflettori sulla Grecia, dopo che il premier Alexis Tsipras ha accettato il duro memorandum dei creditori (Bce, Fmi, Unione europea), restano pesantissime le condizioni di vita di operai, pensionati, insegnanti, professionisti, disoccupati.

Chi ha una casa, e ha fatto un mutuo che non riesce a pagare, rischia il pignoramento. Curarsi è difficile. Migliaia di persone non riescono a pagare la luce e rischiano il taglio della corrente. Una nuova grana per il Governo.

Un quadro che conferma la drammaticità della situazione e le difficoltà del governo greco ad affrontare una durissima crisi, gestita tardi e male da parte dell’ Europa, e aggravata dal dogma dell’austerità.

La protesta è stata promossa dal sindacato del settore privato ( Adely) e da quello pubblico (Gsee) e ha trovato nel sindacato del partito comunista Kke un’altra sigla aderente. I cortei si sono svolti nella storica piazza Syntagma,dove ci sono stati alcuni scontri tra anarchici e polizia.

Zoe Lanara è una dirigente del sindacato greco Gsee

Quali sono i motivi di questo sciopero generale?

Protestiamo ancora una volta contro le politiche disastrose della Troika. Stiamo assistendo a questo scenario dal 2010 e ogni volta è sempre più devastante per i pensionati e I lavoratori. Adesso abbiamo un memorandum ancora più duro. Le pensioni e gli stipendi hanno già subìto molti tagli e i creditori ne impongono altri. I tagli costringono le persone sotto la soglia di povertà. Le banche sottraggono le persone dalle proprie case. Per tutti questi motivi abbiamo organizzato quest’ultima protesta. Ma non dimentichiamoci che negli ultimi cinque anni abbiamo scioperato 35 volte.

Il sindacato ha delle proposte?

La prima è quella di spingere, a livello europeo, per maggiori investimenti che possano creare posti di lavoro e che ci facciano uscire dalla recessione. Serve una nuova politica economica , e non solo qualche misura qua e là, che può aiutare ma che non basta a uscire dalla crisi.

Non vi sentite in una posizione scomoda a scioperare contro un governo di sinistra?

No. Abbiamo protestato contro ogni governo che si è succeduto negli ultimi anni: quello socialista, quello di centrodestra. Oggi lo facciamo con un governo di sinistra.

Tsipras sbagliò a firmare il memorandum con i creditori?

Io credo che il governo debba trovare strade alternative rispetto a quelle proposte finora. Invece vediamo solo confusione: un giorno esce con un provvedimento, il giorno dopo con un altro.

Il governo terrà in considerazione il vostro sciopero?

Questa protesta è stata la più riuscita degli ultimi anni. L’adesione è stata attorno al 90 per cento. Abbiamo avuto una grande risposta su internet, con quattro milioni e mezzo di click sullo sciopero. Abbiamo visto nuove facce, soprattutto pensionati. Nuove sigle sindacali, nuovi striscioni. Credo che questo sia un messaggio che qualsiasi governo dovrebbe tenere in considerazione.

Argyrios Argiris Panagopoulos
Argyrios Argiris Panagopoulos

Argiris Panagopoulos, è il responsabile di Syriza in Italia

Il vostro giudizio sullo sciopero generale ?

Ognuno faccia la sua parte: i sindacati devono fare i sindacati, il governo deve agire come governo. Non ci devono essere governi amici per i sindacati . Spetta a noi raccogliere il messaggio che arriva da chi protesta.

Detto ciò siamo al primo sciopero generale dell’era Tsipras. Un chiaro avveertimento al vostro Governo.

Sì è vero, ma molti di quelli che oggi hanno scioperato votano per Syriza e probabilmente, dovessimo rivotare , sarebbero ancora con noi, perchè siamo l’unica alternativa al neo liberismo. La gente si fida di noi.

Tsipras però incassa il primo sciopero generale

Sapevamo bene che come Syriza andavamo a gestire una situazione molto difficile in cui bisognava fare anche sacrifici. La questione vera ora è che non paghino sempre gli stessi, e noi ci battiamo per questo.

Quindi Tispras è preoccupato per questo sciopero generale ?

Alexis in questo momento è preoccupato di fermare il pignoramento sulla prima casa. Dobbiamo salvare queste famiglie, quelle che non ce la fanno a pagare i mutui.

Però ammetterà che la situazione è singolare . I sindacati fanno lo sciopero generale anche contro il Governo e Syriza, principale partito di governo, appoggia lo sciopero?

La mia chiave di lettura è questa: penso che questo sciopero generale può essere usato anche contro i creditori, come pressione nelle trattative, per dire vedete la gente non accetta i sacrifici pesanti. Sacrifici che ci hanno imposto con la pistola puntata sulla tempia. E anche per questo che Syriza ha appoggiato lo sciopero.

Resta il fatto però che lo sciopero, oltre contro la Troika, è anche contro il memorandum accettato dal vostro Governo

Ognuno lo interpreti come vuole. Il fatto è che qui non è discussione la credibilità di Tispras e di Syriza. Non si puo giudicare un governo da uno sciopero, in Grecia la situazione è molto piu complessa e noi oggi stiamo affrontando una difficile trattativa per ridare un futuro a questo paese.

  • Autore articolo
    Piero Bosio
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    Lombardia: ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra alleate per gli affari. 62 persone condannate

    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

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