Dopo una riunione di sei ore che si è svolta a Diyarbakir, il Comitato esecutivo centrale del Partito democratico dei popoli (Hdp) ha deciso di sospendere le attività parlamentari del partito, sia nelle assemblee generali sia nelle commissioni. “Non è stata violata solo la volontà popolare delle sei milioni di persone che hanno votato per l’Hdp – si legge nell dichiarazione che accompagna la decisone – ma anche le libertà democratiche, i princìpi di uguaglianza, la liberazione delle donne, la coscienza di tutti quelli che lottano contro ingiustizie e che noi rappresentiamo”.
Il partito curdo ha annunciato che andrà casa per casa, quartiere per quartiere, strada per strada per ascoltare le necessità e i problemi del proprio popolo e decidere insieme come andare avanti. Il
Comitato ha anche condannato la bomba scoppiata a Diyarbakir subito dopo gli arresti: azione
rivendicata ufficialmente dai Tak, i falchi del Kurdistan, “contro i fascisti dell’Akp, lo stato di occupazione dei territori curdi, le distruzioni e i massacri ai danni del popolo curdo”, come si legge nel comunicato. L’organizzazione dei Tak, separatasi dal Pkk, si è già resa responsabile di altri attentati.
Da parte sua il governo prosegue implacabile nella repressione del dissenso: confermati gli arresti per otto persone, quattro sono state rilasciate. Sotto controllo più di cento persone fermate nel corso delle proteste di domenica, tra cui il segretario regionale del partito affiliato all’Hdp a Diyarbakir, Sebahat Tuncel, con l’accusa di propaganda terroristica.
Tramite i loro avvocati, gli arrestati hanno fatto arrivare messaggi ai loro sostenitori, un invito a non farsi abbattere e continuare la lotta per la democrazia, “che prosegue con loro dentro o fuori dal
carcere”, ha detto la copresidente del partito Figuen Yüksekdağ. Uno dei messaggi più significativi è arrivato dall’altro copresidente Selahattin Demirtas:” E’ sufficiente una candela per illuminare il buio in cui la Turchia sta precipitando: continuiamo a tenere accesa quella candela”.
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La Battaglia di Pavia: una mostra racconta gli splendori di una antica metropoli
Ai Musei Civici del Castello di Pavia è in corso la mostra "1525 - 2025 La battaglia di Pavia". Attraverso le opere di maestri come Leonardo da Vinci, Ambrogio Bergognone, Bernardino Zenale, Pietro Perugino, la mostra testimonia la fioritura artistica e culturale di Pavia nel Rinascimento. La battaglia è raffigurata in sette spettacolari arazzi monumentali del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, eccezionalmente concessi in prestito per l’occasione, tessuti negli anni 1528-1531 dalla manifattura fiamminga di Jan e Willem Dermoyen su disegni di Bernard van Orley, per celebrare la vittoria delle truppe di Carlo V sull’esercito francese guidato da re Francesco I. Per la mostra è stato ricomposto anche un polittico, che Ambrogio Bergognone realizzò per la Certosa e le cui tavole sono oggi divise in luoghi e proprietà diversi.
Testo e intervista di Tiziana Ricci. Ascolta l’intervista ad Annalisa Zanni, presidente del comitato scientifico che ha curato la mostra.
Dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00, Elisa Graci e Dario Grande vi accompagnano alla scoperta del suono di oggi: notizie, tendenze e storie di musica accompagnate dalle uscite discografiche più imperdibili, interviste con artisti affermati e nuove voci, mini live in studio e approfondimenti su cinema, serie TV e sottoculture emergenti. Il tutto a ritmo di giochi, curiosità e tanta interazione con il pubblico. Non fartelo raccontare, alza il Volume!
Noi e altri animali
È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia.
Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando.
In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15.
A cura di Cecilia Di Lieto.
Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare.
Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro!
Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30.
La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine.
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La "dottrina" Trump: dopo il Venezuela, la Colombia?
Trump minaccia direttamente il presidente colombiano Gustavo Preto (foto): "deve stare attento al suo didietro" ha detto, nonostante la sinistra colombiana abbia preso le distanze da Maduro da molto tempo. Ma l'obiettivo dell'amministrazione USA sono le elezioni legislative e presidenziali di primavera. L'incognita delle guerriglie al confine con il Venezuela, i tre milioni di rifugiati venezuelani e il ruolo della violenza politica in un Paese estremamente polarizzato sono le incognite che Paolo Vignolo, docente di Storia contemporanea all'Università nazional di Bogotà, ci propone come riflessione. "Quello che gli USA stanno dicendo è che non tollereranno un nuovo governo di sinistra in Colombia e faranno di tutto per influenzare le elezioni a favore della destra, cosa che hanno già fatto in Argentina, in Honduras e in maniera meno spudorata in Cile ed Ecuador". L'intervista di Claudio Jampaglia e Cinzia Poli.
«Aspiranti fascisti. Vademecum per contrastare la più grave minaccia alla democrazia». E’ il titolo dell’ultimo libro (Donzelli 2025) dello storico argentino Federico Finchelstein, docente alla New School for Social Research di New York, luogo di riferimento del pensiero critico e progressista negli Stati Uniti. «Con le sue ricerche – ha scritto lo studioso delle destre Guido Caldiron - Federico Finchelstein sta compilando una sorta di mappa delle culture politiche antidemocratiche e reazionarie che ci sono state tra XX e XXI secolo». Lo storico argentino presenta una griglia interpretativa dei populismi e dei fascismi, da cui emerge anche la categoria dell’aspirante fascista. Da un lato Finchelstein utilizza «i quattro pilastri del fascismo: la violenza e la militarizzazione della politica; le bugie e la propaganda; la politica della xenofobia; la dittatura». Dall’altro lo storio incrocia quei pilastri con tre epoche storiche differenti: la prima e la seconda metà del ‘900 e il XXI secolo. Finchelstein è stato oggi ospite di Pubblica.
Trasmissione trisettimanale, il lunedì dedicata all’America Latina con Chawki Senouci, il mercoledì all’Asia con Diana Santini, il giovedì all’Africa con Sara Milanese.
A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 07-01-2026
Presto Presto - Interviste e Analisi di mercoledì 07/01/2026
Federico Baccini da Bruxelles fa il punto sugli impegni dei "volenterosi" per costituire una forza multinazionale di interposizione in Ucraina con il supporto logistico e aereo statunitense. Il nuovo campo di sfida tra Europa e USA è la Groenlandia che l'amministrazione Trump è decisa a conquistare con un accordo o militarmente, Leonardo Parigi, fondatore di Osservatorio Artico, la principale testata giornalistica dedicata all’Artico e al Polo Nord, ci racconta la posta geostrategica e la possibilità che di questi tema si parli a lungo. Dopo il Venezuela, la Colombia: le minacce di Trump al Presidente Petro alla viglia di una stagione elettorale tra legislative e presidenziali, nell'analisi di Paolo Vignolo, docente di storia contemporanea all’università nazionale della Colombia. Infine, a 30 giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali, Serena Tarabini ci racconta cantieri, ritardi e insensatezze dei giochi che dovevano essere i più sostenibili della storia ma che non sono stati.
Presto Presto – Interviste e analisi - 07-01-2026
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