Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di lun 27/01 delle ore 09:29

    GR di lun 27/01 delle ore 09:29

    Giornale Radio - 27/01/2020

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di lun 27/01

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 27/01/2020

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di lun 27/01 delle 07:15

    Metroregione di lun 27/01 delle 07:15

    Rassegna Stampa - 27/01/2020

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Prisma di lun 27/01 (seconda parte)

    Prisma di lun 27/01 (seconda parte)

    Prisma - 27/01/2020

  • PlayStop

    Prisma di lun 27/01 (prima parte)

    Prisma di lun 27/01 (prima parte)

    Prisma - 27/01/2020

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di lun 27/01

    Rassegna stampa internazionale di lun 27/01

    Rassegna stampa internazionale - 27/01/2020

  • PlayStop

    Prisma di lun 27/01

    Prisma di lun 27/01

    Prisma - 27/01/2020

  • PlayStop

    Di Lunedi di lun 27/01

    Di Lunedi di lun 27/01

    DiLunedì - 27/01/2020

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 27/01 (terza parte)

    Fino alle otto di lun 27/01 (terza parte)

    Fino alle otto - 27/01/2020

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 27/01 (seconda parte)

    Fino alle otto di lun 27/01 (seconda parte)

    Fino alle otto - 27/01/2020

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 27/01 (prima parte)

    Fino alle otto di lun 27/01 (prima parte)

    Fino alle otto - 27/01/2020

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 27/01

    Fino alle otto di lun 27/01

    Fino alle otto - 27/01/2020

  • PlayStop

    Batteristi eclettici - Bollicine del 26/1/20 (seconda parte)

    una puntata dedicata a quei batteristi che si sono poi cimentati in progetti solisti o in band alternative, a partire…

    Bollicine - 27/01/2020

  • PlayStop

    Batteristi eclettici - Bollicine del 26/1/20 (prima parte)

    una puntata dedicata a quei batteristi che si sono poi cimentati in progetti solisti o in band alternative, a partire…

    Bollicine - 27/01/2020

  • PlayStop

    Prospettive Musicali di dom 26/01

    a cura di Alessandro Achilli. Musiche di Syd Barrett, Liberation Music Orchestra, Keith Tippett Group, Taste, Aqsak Maboul, The Westbrook…

    Prospettive Musicali - 27/01/2020

  • PlayStop

    Sacca del Diavolo di dom 26/01

    Sacca del Diavolo di dom 26/01

    La sacca del diavolo - 27/01/2020

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 26/01 (terza parte)

    Sunday Blues di dom 26/01 (terza parte)

    Sunday Blues - 27/01/2020

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 26/01 (seconda parte)

    Sunday Blues di dom 26/01 (seconda parte)

    Sunday Blues - 27/01/2020

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 26/01 (prima parte)

    Sunday Blues di dom 26/01 (prima parte)

    Sunday Blues - 27/01/2020

  • PlayStop

    Sunday Blues di dom 26/01

    Sunday Blues di dom 26/01

    Sunday Blues - 27/01/2020

  • PlayStop

    Bollicine di dom 26/01 (prima parte)

    Bollicine di dom 26/01 (prima parte)

    Bollicine - 27/01/2020

  • PlayStop

    Bollicine di dom 26/01 (seconda parte)

    Bollicine di dom 26/01 (seconda parte)

    Bollicine - 27/01/2020

  • PlayStop

    Domenica Aut di dom 26/01

    Domenica Aut di dom 26/01

    DomenicAut - 27/01/2020

Adesso in diretta

Approfondimenti

“Il Nostro Pianeta” è un atto di ecologismo politico

il nostro pianeta

La scorsa settimana, nell’indifferenza quasi generale (almeno per quanto riguarda i media mainstream italiani), le Nazioni Unite hanno diffuso un dettagliato rapporto globale sullo stato di salute della Terra, dalle conclusioni catastrofiche. La distruzione della natura avviene a una velocità terrificante: oggi, metà degli ecosistemi terrestri non esiste più, la biomassa dei mammiferi selvatici è precipitata dell’82% e un milione di specie viventi è a rischio estinzione (tra queste, un terzo delle specie marine).

La responsabilità è quasi interamente umana: lo sfruttamento intensivo ed estensivo di ogni singola risorsa – dice il rapporto – lascia sul pianeta un’impronta talmente larga che non c’è spazio quasi per nient’altro. L’elencazione di fatti e cifre, per quanto sottoscritti e supportati dalla totalità della comunità scientifica, continua però a faticare a smuovere nel profondo l’opinione pubblica, ed esistono studi psicologici che spiegano anche questo: il destino della Terra viene percepito contemporaneamente come troppo grande e troppo lontano nel tempo per riuscire davvero a preoccuparsene.

Un approccio differente è tentato da Il nostro pianeta, o Our Planet in originale, una serie documentaria in otto episodi disponibile su Netflix dall’inizio di aprile: a realizzarla un collaudatissimo team della BBC capitanato dal veterano Alastair Fothergill, già responsabile delle serie Pianeta Terra e Blue Planet, che a partire dall’inizio degli anni Duemila hanno rivoluzionato il panorama del documentario naturalistico. Grazie all’utilizzo di tecnologia all’avanguardia e di camere ad altissima definizione, e di molte troupe di operatori e scienziati sparsi per il mondo per un lungo periodo, la squadra BBC è stata protagonista di straordinarie innovazioni nella ripresa documentaristica e ha consegnato al pubblico immagini sempre più spettacolari di anno in anno, tanto che le ultime stagioni di Pianeta Terra e Blue Planet, nel Regno Unito, sono state un fenomeno nazionale raccogliendo grande successo di pubblico.

Non stupisce che Netflix abbia approcciato Fothergill e soci (compreso il narratore e divulgatore Sir David Attenborough, il “Piero Angela inglese”) per chiedere di confezionare un prodotto simile per il proprio catalogo streaming, lasciando carta bianca e investendo un ingente budget: quel che i documentaristi hanno prodotto, in quattro anni di lavorazione in oltre 50 Paesi con più di 600 operatori coinvolti, approfittando della libertà e della diffusione globale garantita da Netflix è stato per molti versi inaspettato. Il nostro pianeta ha, sì, riprese spettacolari e immagini mai viste prima, come quelle di una rarissima tigre siberiana, di delfini che cacciano in maniera coordinata, di oranghi che si procacciano il cibo utilizzando una sorta di utensili.

Ma è anche un atto di ecologismo politico, esplicitando in modo diretto che quelle che stiamo guardando non sono solo “meraviglie della natura” ma anche, potenzialmente, le ultime registrazioni di un mondo in via di sparizione: ci sono sequenze strazianti che la BBC (timorosa di un prodotto “troppo deprimente”) non avrebbe mai trasmesso, ma soprattutto c’è la descrizione accurata, supportata da immagini ineludibili, di come tutto, sul nostro pianeta, sia collegato in un equilibrio intricatissimo e fragile, in una rete di co-dipendenza che stringe anche noi. Per dirci che, sì, siamo responsabili del disastro ambientale che si sta consumando, e ne stiamo già pagando le conseguenze; ma anche che non è ancora troppo tardi e che ogni gesto, anche il più piccolo, può servire a qualcosa, può avere conseguenze inaspettate.

Foto | Facebook

  • Autore articolo
    Alice Cucchetti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni