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Governo e Autostrade, cosa sta succedendo? Il punto col sottosegretario Traversi

autostrade governo

Roberto Traversi, Sottosegretario delle Infrastrutture e Trasporti, è intervenuto oggi a Prisma per fare il punto della situazione sulla posizione del governo di Giuseppe Conte e Autostrade per l’Italia e la possibile revoca della concessione.

L’intervista di Lorenza Ghidini e Roberto Maggioni.

La vicenda di Ponte Morandi ha evidenziato tutta una serie di criticità che il concessionario ha dovuto affrontare, recuperando una situazione di scarsissima manutenzione evidenziata anche da atti della Procura. Dobbiamo ripristinare gallerie e stiamo provando, con tutte le difficoltà del caso quando si lavora in Liguria e sulla tratta autostradale, a ripristinare un minimo di circolazione. Arriviamo da un mese difficilissimo e stiamo cercando di mettere in sicurezza le nostre autostrade affinché una vicenda come quella di Ponte Morandi non capiti più. Purtroppo il 30 dicembre scorso c’è stato un importante distacco della volta di una galleria da 2,5 tonnellate che per puro caso non ha coinvolto autoveicoli. È una situazione critica che adesso verrà affrontata.

Oggi pomeriggio ci sarà un incontro con i vertici di Autostrade per l’Italia. In che direzione si muoverà il governo rispetto alla revoca?

Non posso ancora saperlo, bisognerà aspettare il pomeriggio e vedere come il premier intenderà chiudere sulla revoca, perchè il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è una delle parti in causa. La decisione verrà presa da tutto il Consiglio dei Ministri e con tutti gli studi di avvocatura che il premier ha fatto sviluppare. La decisione spetta a lui, come ha sempre dichiarato in questi anni.

Quale sarà la proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti?

Il Ministero delle Infrastrutture ha dato un ventaglio di ipotesi, che vanno dalla revoca a quella più agevole dal punto di vista giuridico di una grandissima penalizzazione dal punto di vista economico della società Autostrade con una diminuzione dei pedaggi e l’aumento degli investimenti. Dal punto di vista del Movimento 5 Stelle, noi vorremmo arrivare ad una revoca, ma il Ministero e il premier dovranno anche cercare di capire cosa potrà avvenire dopo la revoca.
Questo è il punto politico. Come ha dimostrato la sentenza della Corte Costituzionale, al di là del sentimento e visto che si tratta dei soldi degli italiani, bisogna fare le cose anche giuridicamente corrette. Se ieri fosse arrivata una decisione diverse saremmo stati un po’ più in difficoltà, perchè le scelte vanno fatte col cuore, ma devono anche funzionare dal punto di vista giuridico.

Anche perché sono già passati due anni da quando voi del Movimento 5 Stelle avete iniziato a parlare di revoca…

Sì, sono passati due anni anche perché c’è stato un lungo percorso politico. Con la Lega eravamo quasi riusciti a chiudere nel primo governo Conte questa pagina. L’ex Ministro Toninelli sta raccontando ovunque che lui era pronto e che aveva il foglio, ma poi è mancata la Lega. E in questi giorni qualche esponente della Lega ha anche dichiarato che per loro non era da revocare. Nel secondo passaggio avevamo promesso la revoca per la fine dell’anno, dopo il bilancio, e c’è stato il passaggio fondamentale del Milleproroghe, con un articolo che è andato a rivisitare quello che prevedeva il bando, vale a dire che anche in caso di colpa grave il nostro Stato doveva indennizzare 25 miliardi alla società Autostrade. Ovviamente era una partita perdente già dall’inizio anche se tutto fosse andato bene. Quella norma è stata modificata con molta fatica e questo ha messo ancora di più il governo nella ragione di poter operare questa scelta con un po’ più di semplicità. Pensate però che la società Autostrade ha fatto ricorso su qualsiasi cosa, sia quando Ponte Morandi le è stato tolto dalla concessione e sia quando è stata esclusa dalla ricostruzione. Comprendo le fatiche di tutti e non commento, la Procura sta facendo delle indagini minuziose ed è anche giusto che si prenda il tempo necessario per non sbagliare.

Lei dice che sarà il Presidente Conte a decidere, ma Conte ha la fiducia del Movimento 5 Stelle nel prendere questa decisione?

La decisione verrà presa in Consiglio dei Ministri. Ogni Ministro potrà dire la sua. Si giocherò a carte scoperte e l’operato si potrà anche giudicare dall’atteggiamento che verrà portato in Consiglio dei Ministri. Effettivamente anche noi non abbiamo un quadro chiaro e i prossimi giorni saranno determinanti. Anche l’incontro di oggi lascia presupporre che c’è una trattativa ancora aperta dal punto di vista del concessionario che, come dice il premier, si è sforzato poco per venire incontro in questa fase.

Come Movimento 5 Stelle accettereste la mediazione che prevede il controllo pubblico della società e il taglio delle tariffe?

Glielo dirò dopo visto che non abbiamo ancora tutti gli elementi per commentare. Tornerò da voi e vi dirò. La partita è ancora più complessa di come abbiamo detto, vedremo cosa includerà il pacchetto. Ormai quando si parla di questo si fa una sintesi un po’ cinica, ma è stata una cosa davvero terrificante. Secondo me lo Stato deve fare lo Stato davanti ad una cosa come questa. Mi auguro che si propenda per una soluzione che faccia capire che lo Stato è presente.

(Potete ascoltare l’intervista integrale a partire dal minuto 45)

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    Colonialismo e imperialismo. Due concetti che ritornano e forse non se ne sono mai andati. Il dibattito pubblico li usa come sinonimi di alcune eclatanti azioni dell’autoritarismo trumpiano: l’attacco al Venezuela con il rapimento di Maduro, le minacce a mezzo mondo, da Cuba alla Colombia, dalla Groenlandia a Panama. Le ferite del passato, il colonialismo di due e più secoli fa, e il colonialismo di oggi, per alcuni niente di più che protettorati. Pubblica ha ospitato Maria Rosaria Stabili, professoressa emerita di «Storia dell'America Latina» all'università di Roma Tre. Si è occupata nelle sue ricerche di temi come colonialismo, processi di occidentalizzazione, esilio. L’altro ospite è stato Marco Aime, antropologo, africanista e scrittore, già docente di antropologia culturale all'Università di Genova.

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