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Bloccata la protesta contro le esercitazioni

I manifestanti sono riusciti ad entrare nella base nonostante la polizia. Qui gli ultimi aggiornamenti dalla manifestazione organizzata questa mattina a Capo Teulada nel Sulcis dalla Rete No Basi, un coordinamento che chiede lo smantellamento delle zone militari nella regione. Oggetto della protesta la Trident Juncture 2015, una missione di addestramento – in sedici luoghi diversi – cominciata il 3 ottobre (in chiusura il 6 novembre), con 28 Paesi partecipanti.

Manifestante No Basi: il racconto delle 17.30

La Questura aveva fatto sapere di non voler consentire la manifestazione. Nei giorni scorsi erano anche arrivati 12 fogli di via validi tre anni per i militanti che si erano avvicinati alle aree oggetto della missione NATO. Questa mattina sono stati consegnati altri tre fogli di via. I manifestanti sono partiti lo stesso, diretti a Capo Teulada, ma la polizia ha bloccato il pullman su cui viaggiavano.

Ascolta il racconto di un attivista della Rete No Basi.

Questa mattina il pullman che portava i manifestanti verso Capo Teulada è stato fermato dalla polizia.

Il racconto dell’attivista

Lo scopo dichiarato della missione NATO è organizzare gli eserciti partecipanti in modo da poter “pacificare” in modo rapido le aree in conflitto. La Rete No Basi, antimilitarista per vocazione, si oppone a chi vuole fare della Sardegna un set per azioni militari. Soprattutto perché la regione già paga e ha pagato in passato un prezzo altissimo per le esercitazioni militari: il 61% del territorio è coperto da servitù militari. Il poligono di Quirra è il simbolo di questo dramma: altissima incidenza di tumori, malformazioni, indelebili tracce di inquinamento.

Questa manifestazione è stata comunicata alla Questura il 29 ottobre, scrivono gli organizzatori in un comunicato. I media sardi però riportano la notizia del ritiro dei permessi, che in via ufficiale, però, non c’è stato. E gli organizzatori vanno avanti, qualunque cosa accada.

La Trident Juncture è la più grande esercitazione realizzata dalla Nato dai tempi della guerra fredda. Si svolge in Italia, Spagna e Portogallo dal 3 ottobre al 6 novembre, e significativamente coinvolge anche militari dell’Ucraina, nonostante quel paese non sia membro dell’Alleanza Atlantica.

Una prova di forza legata al rinnovato attivismo della Nato in chiave anti Putin, come ci ha spiegato Manlio Dinucci, analista geopolitico e autore del recente saggio “L’Arte della Guerra, Annali della Strategia USA-NATO (1990-2015) “.

L’intervista è di Lorenza Ghidini e Gianmarco Bachi

Manlio Dinucci – Trident Juncture 2015

 

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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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