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Coronavirus e cultura. Parte l’iniziativa culturale #IlBelContagio

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cinema teatri chiusi

Oliviero Ponte di Pino, critico, saggista a curatore di manifestazioni culturali come Bookcity, è intervenuto nella trasmissione Cult per raccontare #IlBelContagio, iniziativa virale nata dal disagio dei lavoratori del teatro e del loro pubblico.

Fra i partecipanti, già molti illustri nomi come Laura Marinoni, Andrée Ruth Shammah, Federica Fracassi e tanti altri, hanno realizzato brevi e significativi video per riaffermare che la cultura, lo spettacolo e la bellezza sono indispensabili (e devono essere virali).

La chiusura dei teatri di diverse Regioni causata dall’emergenza sanitaria ha avuto un effetto devastante sullo spettacolo dal vivo, con conseguenze particolarmente gravi sui lavoratori e in generale sull’economia: perché, a differenza di quanto pensano alcuni, “con la cultura si mangia”. L’intervista di Ira Rubini a Cult.

Come è iniziata?

È tutta colpa tua Ira! Dopo la trasmissione della settimana scorsa insieme a Federica Fracassi siamo andati a prendere un aperitivo e ci è venuta l’idea di inventarci qualcosa per il problema dei teatri e la cultura dal vivo ormai sospesa. E invece di stare a lamentarci o chiedere rimborsi, abbiamo deciso di raccontare alle persone che cosa ci stiamo perdendo nel momento in cui non possiamo più andare a teatro o al cinema e cosa ci stiamo perdendo nel momento in cui non ci incontriamo più in questi luoghi di cultura.

In tanti hanno deciso di aderire e partecipare. Come funziona?

Bisogna fare un piccolo video, lungo un minuto o poco più, in cui ciascuno di noi racconta il suo #IlBelContagio. C’è un contagio cattivo, quello del COVID-19, e quello buono della cultura e delle idee. Ciascuno di noi quindi racconta il proprio #IlBelContagio, che può essere uno spettacolo, un libro, un’idea nel quale spera di coinvolgere gli altri. Vogliamo cercare di ribaltare questa retorica un po’ paranoica nella quale stiamo sprofondando. I video vengono raccolti in una playlist, ma se ne arriveranno molti proveremo a fare qualcosa di più strutturato. Il mondo della cultura, e in particolare il mondo dello spettacolo, sta vivendo una situazione molto complicata. Noi il 14 marzo avevamo in programma l’edizione 2020 de Le Buone Pratiche e abbiamo deciso di tenerlo ugualmente. Stiamo studiando le modalità più efficaci, ma ci sembrava fondamentale in questo momento prendere la parola e discutere di quello che sta succedendo per cercare di capire un po’ meglio quali risposte è possibile dare. Il problema non è solo quello che sta succedendo in queste settimane, il problema sarà anche la ripartenza: rimettere in piedi una socialità che in questo momento è assolutamente messa in secondo piano.

Quando l’emergenza sarà finita bisognerà fare una chiamata al pubblico e agli spettatori, ma sono sicura che risponderanno in tantissimi.

Sì, il problema non riguarda soltanto il teatro. Noi oggi pomeriggio lanciamo la call per la nuova edizione di Bookcity che abbiamo deciso di fare solo online per evitare assembramenti, che sono oltretutto vietati, ma anche per rimettere in moto la macchina ugualmente. Noi partiamo in ogni caso, siamo sicuri che a novembre faremo un’edizione di BookCity bellissima.

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    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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