Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di sab 22/02 delle ore 22:30

    GR di sab 22/02 delle ore 22:30

    Giornale Radio - 23/02/2020

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di sab 22/02

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 23/02/2020

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di ven 21/02 delle 19:51

    Metroregione di ven 21/02 delle 19:51

    Rassegna Stampa - 23/02/2020

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    The Box di sab 22/02

    The Box di sab 22/02

    The Box - 23/02/2020

  • PlayStop

    Il Sabato del Villaggio di sab 22/02 (seconda parte)

    Il Sabato del Villaggio di sab 22/02 (seconda parte)

    Il sabato del villaggio - 23/02/2020

  • PlayStop

    Il Sabato del Villaggio di sab 22/02 (prima parte)

    Il Sabato del Villaggio di sab 22/02 (prima parte)

    Il sabato del villaggio - 23/02/2020

  • PlayStop

    Pop Up di sab 22/02 (terza parte)

    Pop Up di sab 22/02 (terza parte)

    Pop Up Live - 23/02/2020

  • PlayStop

    Pop Up di sab 22/02 (seconda parte)

    Pop Up di sab 22/02 (seconda parte)

    Pop Up Live - 23/02/2020

  • PlayStop

    Pop Up di sab 22/02 (prima parte)

    Pop Up di sab 22/02 (prima parte)

    Pop Up Live - 23/02/2020

  • PlayStop

    Il Suggeritore di sab 22/02

    ira rubini, il suggeritore, rita pelusio, urlando furiosa, teatro san babila, declan donnelan, la tragedia del vendicatore, piccolo teatro strehler,…

    Il suggeritore - 23/02/2020

  • PlayStop

    Ten ten Chart di sab 22/02

    Ten ten Chart di sab 22/02

    Ten ten chart - 23/02/2020

  • PlayStop

    Mind the Gap di sab 22/02

    Mind the Gap di sab 22/02

    Mind the gap - 23/02/2020

  • PlayStop

    Passatel di sab 22/02

    Passatel di sab 22/02

    Passatel - 23/02/2020

  • PlayStop

    Sidecar di sab 22/02

    Sidecar di sab 22/02

    Sidecar - 23/02/2020

  • PlayStop

    I Girasoli di sab 22/02 (seconda parte)

    I Girasoli di sab 22/02 (seconda parte)

    I girasoli - 23/02/2020

  • PlayStop

    I Girasoli di sab 22/02 (prima parte)

    I Girasoli di sab 22/02 (prima parte)

    I girasoli - 23/02/2020

  • PlayStop

    Sabato Libri di sab 22/02 (seconda parte)

    Sabato Libri di sab 22/02 (seconda parte)

    Sabato libri - 23/02/2020

  • PlayStop

    Sabato Libri di sab 22/02 (prima parte)

    Sabato Libri di sab 22/02 (prima parte)

    Sabato libri - 23/02/2020

  • PlayStop

    Itaca di sab 22/02 (seconda parte)

    Itaca di sab 22/02 (seconda parte)

    Itaca - 23/02/2020

  • PlayStop

    Itaca di sab 22/02 (prima parte)

    Itaca di sab 22/02 (prima parte)

    Itaca - 23/02/2020

  • PlayStop

    Itaca Rassegna di sab 22/02

    Itaca Rassegna di sab 22/02

    Itaca – Rassegna Stampa - 23/02/2020

  • PlayStop

    Mash-Up di ven 21/02

    Mash-Up di ven 21/02

    Mash-Up - 23/02/2020

  • PlayStop

    Doppia Acca di ven 21/02

    Doppia Acca di ven 21/02

    Doppia Acca - 23/02/2020

Adesso in diretta

Approfondimenti

Il petrolio si è ingoiato la libertà di stampa

Arzu Geybulla è una giornalista azera che non può più tornare nel suo Paese. Dal 2014 vive in esilio volontario in Turchia, dove scrive per varie testate fra cui Al Jazeera, Open Democracy, Radio Liberty, Osservatorio Balcani e Caucaso e Radio Free Europe. Sempre nel 2014, la BBC l’ha inclusa fra le cento donne più influenti del mondo. L’abbiamo intervistata in occasione del Festival dei Diritti Umani in corso a Milano, di cui è ospite.

“Me ne sono andata per la prima volta nel 2001 per studiare all’università in Turchia, poi sono tornata in Azerbaijan per lavoro, successivamente sono tornata a Istanbul, continuando però a viaggiare in a Azerbaijan e a scriverne come giornalista.

Dal 2014 non posso più tornare in Azerbaijan perché sono stata oggetto di una grande campagna diffamatoria da parte delle autorità azere. Scrivevo della mancanza di libertà di stampa nel mio Paese, tenevo conferenze in giro per il mondo, anche nelle università. Allo stesso tempo a Istanbul collaboravo con una rivista turco-armena e le autorità azere hanno usato proprio questo pretesto per attaccarmi.

I media di stato e quelli vicini al governo mi hanno accusato di tradimento, mi hanno etichettata come ‘traditrice’. Questa campagna diffamatoria ha avuto subito effetto. Ho ricevuto minacce di morte, sono stata insultata, sia a voce sia sui social media. Ero scioccata dal fatto che un sacco di persone che nemmeno mi conoscevano, credessero così facilmente alle accuse delle autorità e scrivessero cose così orribili sui social media.

Così dal 2014 ho deciso di non tornare più in Azerbaijan, non tanto per la paura di essere arrestata, ma per la paura che le autorità non mi avrebbero poi più permesso di ritornare in Turchia, o di lasciare il Paese.

Poi nel 2016, quando pensavo che le acque si stessero calmando, la magistratura nel mio Paese ha avviato un’inchiesta penale contro una testata giornalistica online con cui io collaboravo, scrivendo articoli in inglese. E’ stata resa nota una lista di una quindicina di giornalisti sotto inchiesta e c’era anche il mio nome.

Questa è stata la conferma che non sarei tornata a casa per un bel po’. Così sto vivendo in una sorta di esilio auto-imposto a Istanbul”.

 Qual è la situazione dei giornalisti che sono rimasti a lavorare in Azerbaijan?

“E’ molto difficile: un sacco di giornalisti che sono lì sono soggetti ad intimidazioni e abusi. Solo ieri il manager di una tv online è stato condannato a 30 giorni di detenzione amministrativa con l’accusa di aver resistito alla polizia. Ma secondo il suo avvocato, il motivo del suo arresto era che lui assomiglia a un’altra persona ricercata con cui lui non ha nessuna connessione. Malgrado questo è stato condannato.

Alcuni giorni fa tutte le testate indipendenti che rimangono in Azerbaijan sono state portate in tribunale con l’accusa di incitare proteste, di fare propaganda religiosa. E stiamo parlando di 5-6 testate che erano rimaste indipendenti.

Il governo sta sempre più raffinando la sua strategia. Prima perseguitava i singoli giornalisti con accuse strumentali, come l’evasione fiscale o l’abuso di potere, o cercava di chiudere le testate scomode. Adesso sta emendando alcune leggi e usa queste modifiche contro i giornalisti e i giornali”.

 Il fatto che l’Azerbaijan sia un Paese ricco di petrolio, che impatto ha sulla libertà di stampa e di espressione?

“Il petrolio ha inghiottito la libertà di stampa in Azerbaijan. Il mio Paese ha vaste risorse energetiche ma il governo le usa non a beneficio della popolazione: le usa per suo proprio profitto. C’è un’enorme corruzione nel Paese, e questo porta al fatto che se non hai soldi o non sei vicino al governo non puoi fare molto e non puoi neppure criticare.

Penso che davvero il petrolio abbia danneggiato la libertà di espressione e soppresso tutto quello che avrebbe potuto fiorire in termini di libertà di stampa in Azerbaijan, comprese le sacche di libertà che resistevano nel mio Paese.”

  • Autore articolo
    Michela Sechi
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni