Approfondimenti

Clinton e Trump verso la nomination

E’ una vittoria netta, senza possibilità di discussione, quella ottenuta da Hillary Clinton e Donald Trump nelle primarie dello Stato di New York.

Il dato è anzitutto evidente nei numeri. La Clinton conquista il 57,9 per cento dei consensi, contro il 42,1 di Bernie Sanders. La vittoria di Trump è ancora più chiara, con il 60,5 per cento dei voti. John Kasich, secondo, è al 25 per cento; Ted Cruz, al terzo posto, si aggiudica il 14 per cento.

Al di là del dato aritmetico, il trionfo di Clinton e Trump è importante dal punto di vista politico.

[youtube id=”rG8cGkbGbYQ”]

Dopo otto sconfitte consecutive, Hillary Clinton aveva bisogno di una vittoria convincente. E’ quello che è successo. La candidata prevale in tutti i cinque boroughs di New York City: vince a Manhattan, nel multiculturale Queens e a Brooklyn, dove è nato Sanders. L’ex segretario di stato si impone anche a Long Island. Sanders vince soltanto nelle zone rurali della Clinton County. Elettori più anziani, donne, neri, ispanici preferiscono la Clinton. Sanders prevale soltanto tra i maschi bianchi sotto i 40 anni.

Si tratta dunque di quella vittoria che il partito democratico si aspettava, per fugare i dubbi politici attorno alla candidatura di Hillary. Lei, di fronte ai suoi sostenitori allo Sheraton di Times Square, ha enfatizzato proprio il carattere ormai “chiuso” di queste primarie, ma ha anche cercato di non approfondire i contrasti con Sanders. “Sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci separano”, ha detto la Clinton, che deve fare tutto per unificare il partito e lanciare la sfida a Donald Trump.

Il messaggio che per ora arriva da Sanders non sembra andare nel senso sperato. Dalla Pennsylvania, dove si vota martedì prossimo, il senatore ha detto di andare avanti e ha polemizzato con le regole di voto delle primarie a New York – che richiedono che un elettore si registri almeno sei mesi prima del voto -, parlando anche di notizie di “diffuse irregolarità” che arrivavano da molti seggi.

Per Sanders e i suoi si pone però a questo punto, inevitabile, un dilemma: come andare avanti, in queste primarie; che tipo di messaggio lanciare. Per discutere del futuro il senatore si vedrà tra poche ore con i suoi principali collaboratori nel quartier generale in Vermont.

Per Donald Trump, quella di ieri è in qualche modo una tappa decisiva. Le vittorie di Ted Cruz in Wisconsin, Colorado, Wyoming avevano trasmesso l’impressione che la sua campagna conoscesse le prime incrinature. Non è così. Il trionfo a New York è netto. Trump prevale in quattro dei cinque boroughs di New York; soltanto a Manhattan John Kasich gli contende la vittoria, per il resto nel Queens il magnate newyorkese ottiene il 67 per cento circa, il 64 per cento nel Kings County (che copre Brooklyn) e una netta maggioranza dei voti a Long Island e upstate New York

[youtube id=”mHwrSPlygVo”]

Resta, per lui, un problema politico, e cioè quello che succederà alla Convention di Cleveland, a luglio. In queste settimane sono continuate le manovre di parte del partito repubblicano, e soprattutto del suo principale avversario, Ted Cruz, per scatenare una “contested Convention“, in cui i delegati di Trump verranno invitati a sostenere un altro candidato. Proprio a queste manovre è parso esplicitamente riferirsi il candidato, che dopo la vittoria a New York ha parlato dalla “sua” Trump Tower. “Nessuno dovrebbe impossessarsi dei delegati e autoproclamarsi vincitore, a meno di non aver ottenuto quei delegati attraverso il processo di voto” ha detto Trump, che ha aggiunto: “Questo è un sistema truffaldino, un sistema manipolato e noi vogliamo prevalere nel modo più antico: cioè, vinci se prendi i voti”.

Nel discorso della vittoria, il candidato ha cercato comunque di trasmettere un’immagine più composta, “presidenziale”. Niente insulti nei confronti degli avversari, niente mossette e mimica facciale esagerata: un’impostazione che deriva dalle innovazioni portate nella campagna dal nuovo collaboratore di Trump, Paul Manafort, un consulente che ha lavorato per tutti i presidenti repubblicani, da Gerald Ford a Ronald Reagan ai due Bush. Il messaggio che Trump a questo punto vuole trasmettere è chiarissimo: quello di una candidatura, la sua, confermata dai numeri ma ormai anche dallo stato delle cose politiche.

  • Autore articolo
    Roberto Festa
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio venerdì 09/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 09-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve venerdì 09/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 09-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di venerdì 09/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 09-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di venerdì 09/01/2026 delle 19:47

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 09-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Slide Pistons – Jam Session di sabato 10/01/2026

    La frizzante trasmissione di Luciano Macchia e Raffaele Kohler. Tutti i sabati su Radio Popolare dalla mezzanotte all'una. In onda le scorribande musicali dei due suonatori d’ottone in giro per la città, assecondate da artisti formidabili e straordinari.

    Slide Pistons – Jam Session - 09-01-2026

  • PlayStop

    Doppia Acca di venerdì 09/01/2026

    Dal 2011 è la trasmissione dedicata all’hip-hop di Radio Popolare.

    Doppia_Acca - 09-01-2026

  • PlayStop

    News della notte di venerdì 09/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 09-01-2026

  • PlayStop

    Percorsi PerVersi di venerdì 09/01/2026

    Poesie, liriche, sonetti, slam poetry, rime baciate, versi ermetici, poesie cantate. Ogni settimana Percorsi PerVersi incontra a Radio Popolare i poeti e li fa parlare di poesia. Percorriamo tutte le strade della parola poetica, da quella dei poeti laureati a quella dei poeti di strada e a quella – inedita – dei nostri ascoltatori.

    Percorsi PerVersi - 09-01-2026

  • PlayStop

    Musiche dal mondo di venerdì 09/01/2026

    Musiche dal mondo è una trasmissione di Radio Popolare dedicata alla world music, nata ben prima che l'espressione diventasse internazionale. Radio Popolare, partecipa alla World Music Charts Europe (WMCE) fin dal suo inizio. La trasmissione propone musica che difficilmente le radio mainstream fanno ascoltare e di cui i media correntemente non si occupano. Un'ampia varietà musicale, dalle fanfare macedoni al canto siberiano, promuovendo la biodiversità musicale.

    Musiche dal mondo - 09-01-2026

  • PlayStop

    Sui Generis di venerdì 09/01/2026

    Una trasmissione che parla di donne e altre stranezze. Attualità, cultura, approfondimenti su femminismi e questioni di genere. A cura di Elena Mordiglia.

    Sui Generis - 09-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di venerdì 09/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 09-01-2026

  • PlayStop

    Caos ad Aleppo. L'esercito siriano assedia i quartieri curdi e lancia un ultimatum

    Caos in Siria. Dopo aver assediato i quartieri curdi di Aleppo, l'esercito siriano ha lanciato un ultimatum alle Forze Democratiche (SDF). Ascolta l'intervista da Damasco al giornalista e cooperante Marco Magnano.

    Clip - 09-01-2026

  • PlayStop

    Una donna tra autoanalisi e stand-up comedy. Intervista a Beatrice Arnera

    Recentemente è stata vittima di messaggi d’odio sui social legati a una sua vicenda personale. Beatrice Arnera sta portando in scena il suo spettacolo “Intanto ti calmi”. “E’ una frase che mi sento dire in continuazione e lo spettacolo - spiega l'attrice - è un modo per esorcizzare questa sensazione di dover sempre essere calmata o messa a tacere”. La rabbia nei confronti dell’ottusità che ci circonda e la nostra inadeguatezza nell’affrontarla o contrastarla si trasforma in materia comica e buffa, mescolata a musica e a prosa, ma non per questo meno profonda. “La guerra non è mai la soluzione in nessuna circostanza. Spesso ci dimentichiamo che l’alternativa alla guerra potrebbe anche solo essere spostarsi”. Protagonista di diverse commedie e serie tv, con “Intanto ti calmi” Arnera riflette sulla condizione femminile a partire da lei, per arrivare a una dimensione universale che coinvolge le donne della sua generazione. "Non mi rivolgo soltanto alle donne, anche se molto di quello che abbiamo scritto con Giulia Fiume parte da considerazioni sul vissuto di ognuna di noi". Asccolta l'intervista di Barbara Sorrentini a Beatrice Arnera, in scena al Teatro Lirico con “Intanto ti calmi”.

    Clip - 09-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di venerdì 09/01/2026

    Il giro del mondo in 24 ore. Ideato da Chawki Senouci e in onda dal 6 ottobre 2003. Ogni giorno alle 19 Chawki Senouci e Martina Stefanoni selezionano e raccontano fatti interessanti attraverso rubriche, reportage, interviste e approfondimenti. Il programma combina notizie e stacchi musicali, offrendo una panoramica variegata e coinvolgente degli eventi globali.

    Esteri - 09-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di venerdì 09/01 18:32

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 09-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di venerdì 09/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 09-01-2026

  • PlayStop

    30 anni di Cut: il trio punk bolognese si racconta a Volume

    Da 30 anni sono una delle band indipendenti più importanti del panorama underground italiano. Sono i Cut, trio bolognese che per festeggiare questo traguardo ha da poco annunciato un tour tra Italia e Regno Unito e la ristampa di ‘Bare Bones’, il loro terzo album, da tempo introvabile. In vista del concerto di questa sera al Bloom di Mezzago, la band è passata ai microfoni di Radio Popolare per raccontarsi: dalla Bologna anni '90 in cui ha mosso i primi passi, all'incontro con Iggy Pop, ai nuovi progetti per il 2026. Ascolta l’intervista ai Cut a cura di Dario Grande ed Elisa Graci.

    Clip - 09-01-2026

Adesso in diretta