Approfondimenti

Che cosa è successo oggi? – Domenica 19 luglio 2020

Conte Merkel

Il racconto della giornata di domenica 19 luglio 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia in Italia alla difficile trattativa europea sul Recovery Fund a cui è legato il destino del governo Conte. 28 anni fa la mafia uccideva Borsellino e la sua scorta. Addio alla fondatrice del Fondo Ambiente Italiano Maria Giulia Crespi, morta a 97 anni. Infine, i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

Sono 219 i nuovi casi accertati di coronavirus in Italia. 3 i morti: il numero più basso dall’inizio dell’epidemia. Complessivamente i morti sono stati finora 35.045.  Questo il bollettino di oggi diffuso dal ministero della Salute

In Lombardia nessun decesso nelle ultime 24 ore: è la prima volta che succede dal 22 febbraio, quando ci fu la prima vittima lombarda, a Casalpusterlengo. I nuovi positivi accertati nella regione sono oggi 33, a fronte di 7.039 tamponi effettuati. 

C’è dunque una flessione dei nuovi positivi rispetto al dato di ieri (249). Dopo cinque salite consecutive, dunque oggi si registra una discesa dei contagi accertati. 

A livello globale, invece, siamo di fronte a un record di nuovi contagi. Secondo i dati raccolti dalla Johns Hopkins University sono 250mila nelle ultime 24 ore. 

“Oltre 250 mila casi di Covid in 24 ore. È il nuovo record di contagi a livello mondiale in un solo giorno  –  ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza – Questo ci dice che siamo nel pieno della battaglia. È fondamentale continuare a tenere comportamenti corretti: uso della mascherina, distanziamento di almeno un metro e lavaggio frequente delle mani”.

Recovery Fund: la difficile trattativa continua

Sarà una lunga notte a Bruxelles. Il vertice sul Recovery fund è a un passo dal fallimento. L’opposizione dei cosiddetti “paesi frugali” è molto forte, tanto forte da far pensare che ci sia la volontà politica da parte loro di far saltare ogni accordo. Le trattative per sbloccare la situazione sono andate avanti inutilmente tutto il giorno. Le divisioni sono profonde tra i leader europei. I “frugali” (Olanda, Svezia, Austria, Danimarca, a cui si è aggiunta la Finlandia). 

L’Europa è divisa. E’ vero che la maggioranza dei paesi vorrebbe un’intesa, ma l’opposizione e la diffidenza dei nordici nei confronti dei paesi del Sud, prima fra tutti l’Italia, ha raggiunto livelli che raramente in passato erano stati raggiunti. 

Alla vigilia, Conte si era fatto forte dell’appoggio di Francia e Germania. Macron e Merkel però non sembrano aver messo in campo tutto il loro peso politico per arrivare a una soluzione come quella richiesta dal governo italiano. La trattativa prosegue e, è probabile, andrà avanti a oltranza.

Il giorno del giudizio per Giuseppe Conte

(di Michele Migone)

Se il vertice dovesse fallire, se si trovasse un accordo al ribasso rispetto alle richieste italiane, per Giuseppe Conte sarebbe un guaio politico molto serio. Il Presidente del Consiglio aveva una priorità: soldi subito e senza vincoli di spesa. Ma, allo stato attuale, tutte le opzioni sul tavolo non sono positive per lui. I miliardi del fondo sono indispensabili per rilanciare l’economia italiana dopo il lockdown.

Conte ha puntato tutte le sue carte su questi finanziamenti. Se non arrivassero, perché salta ogni intesa, sarebbe soprattutto un suo fallimento. Non potrebbe tornare a mani vuote a Palazzo Chigi. Si aprirebbe un problema di leadership del governo. La sua posizione, già contestata dentro e fuori la maggioranza, dagli industriali, per esempio, sarebbe così debole da produrne, forse, la caduta.

Se invece i miliardi dovessero arrivare, ma tardi, nel 2021, il suo governo dovrebbe affrontare quella che tutte le previsioni indicano come la fase più critica e delicata del prossimo futuro, i mesi che da settembre vanno a gennaio, i mesi in cui la crisi economica farà sentire con più forza i suoi morsi. Anche in questo caso, Conte sarebbe troppo debole dal punto di vista politico per affrontare questa situazione.  Rischierebbe la poltrona.

Se, infine,  terza opzione, ci fosse l’intesa, ma fosse  vincolata a condizioni su come spendere i soldi europei, Conte si troverebbe con il Recovery Fund nella stessa posizione in cui si trova con il MES. I 5Stelle parlerebbero di commissariamento dell’Italia, le opposizioni farebbero fuoco e fiamme. La maggioranza, già logorata, rischierebbe. Insomma, questi tre giorni potrebbero segnare il destino del Presidente del Consiglio.

L’anniversario della strage di via D’Amelio

A Palermo oggi  la commemorazione della strage di via D’Amelio: il 19 luglio di 28 anni fa veniva ucciso dalla mafia Paolo Borsellino e i 5 agenti della sua scorta. 

“La limpida figura del giudice Borsellino – che affermava che chi muore per la legalità, la giustizia, la liberazione dal giogo della criminalità, non muore invano – continuerà a indicare ai magistrati, ai cittadini, ai giovani la via del coraggio, dell’intransigenza morale, della fedeltà autentica ai valori della Repubblica”. Questo il messaggio del presidente Mattarella.

Tra gli interventi a Palermo quello di Carlo Smuraglia presidente onorario della Anpi:

Barabara Sorrentini ha raccolto il ricordo di Nando Dalla Chiesa:

 

Addio a Maria Giulia Crespi, fondatrice del FAI

(di Tiziana Ricci)

Donna minuta, ma di carattere forte e volitivo, ha portato avanti una vera battaglia per la difesa di ambiente e beni culturali.
Figlia di grandi industriali lombardi da ragazza ebbe la fortuna di avere tra i suoi insegnanti Fernanda Wittgens, la grande Soprintendente che fece risorgere Brera dopo la seconda guerra mondiale. Da lei apprese l’amore per l’arte e per il patrimonio culturale ed artistico.

Nel ’62 insistendo col padre entrò nella proprietà del Corriere della Sera, giornale che contribuì a rinnovare attraverso le direzioni di Spadolini e soprattutto di Piero Ottone. A collaborare furono chiamati scrittori e giornalisti come Pier Paolo Pasolini e Goffredo Parise. Fu lei a chiamare personalmente Antonio Cederna ad occuparsi di temi ambientali.

Nel ’75 fondo’ il FAI ( Fondo Ambiente Italiano ) con Renato Bazzoni. Del FAI e’ stata Segretario Generale fino al ’96, poi Presidente fino al 2009 e poi sempre accanto a chi lo guidava come Presidente onoraria.

Maria Giulia Crespi, figlia della grande borghesia lombarda amava ripetere: ” Chi ha avuto molto, molto deve dare”, così sosteneva il ruolo del volontariato nella società civile e lo praticava in concreto. Notevole poi il suo strenuo impegno per la difesa della terra, di un’agricoltura senza veleni. E’ stata tra i fondatori dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica,
insegnata e praticata nella sua Azienda Agricola della Zelata sulle rive del Ticino.

La sua passione e il suo impegno sono contenuti nell’autobiografia ” Il mio filo rosso ” pubblicata da Einaudi nel 2015.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

 

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