Approfondimenti

Il 2018 che se ne va

Per definire il periodo natalizio non si può certo usare l’aggettivo “sereno”. Il mondo è come in apnea, in attesa di capire quale piega prenderà la situazione internazionale nei prossimi anni. Il 2018 stato un anno pieno di segnali non proprio rassicuranti: soprattutto per la messa in discussione della dimensione multilaterale nei rapporti fra gli Stati, a partire dalla situazione dall’Unione Europea per arrivare agli accordi commerciali internazionali. Più che all’affermazione del sovranismo stiamo assistendo al ritorno della politica delle cannoniere, e cioè a dinamiche tipiche dei tempi in cui le grandi potenze coloniali piegavano altri popoli a suon di cannonate. Una politica che, nel XXI secolo, forse può essere esercitata dagli Stati Uniti e, in misura molto minore, da Russia e Cina, ma non certo da quelle piccole nazioni dell’Est europeo o del Mediterraneo che si comportano come se avessero qualche chance di cavarsela da sole.

Eppure questo non è stato un anno di sole negatività. Se non altro perché il rischio bellico nucleare della Corea del Nord è stato almeno momentaneamente stoppato, grazie al dialogo con gli Stati Uniti. In Medio Oriente il conflitto siriano è calato di intensità anche grazie al risoluto intervento russo, che ha colpito duramente l’ISIS, mentre la Turchia, con una piroetta degna di menzione, è passata dalla parte dei vincitori per portare avanti la sua guerra infinita contro il popolo curdo. Intanto, all’interno dei confini nazionali, l’autocrate Erdogan è riuscito nell’impresa di reprimere il dissenso e cambiare natura allo Stato nel completo silenzio internazionale: anzi, con l’Europa che sta finanziando le sue controriforme, pagando il dazio richiesto perché la Turchia non riapra le porte della rotta migratoria balcanica.

Dalla vicenda siriana, Putin è riuscito a ottenere un reddito politico che ha subito speso sul fronte dell’Ucraina. In sostanza, la posizione centrale assunta dalla Russia sullo scacchiere euro-asiatico permette a Mosca di infischiarsi dall’embargo europeo e di continuare la politica di consolidamento e di allargamento dei confini ereditati al momento del crollo dell’URSS.

In America Latina a fare da contraltare alle affermazioni delle destre, anche estreme come in Colombia e in Brasile, c’è stata la prima vittoria di un presidente proveniente dalla sinistra in Messico, il “socio povero” degli Stati Uniti. Anche in Africa si registrano segnali contraddittori sul fronte dei conflitti in corso, come quello nelle regioni settentrionali della Nigeria e quello tra anglofoni e francofoni in Camerun. Le buone notizie sono la fine dell’antica ostilità tra Etiopia ed Eritrea e la stabilizzazione crescente dell’Africa australe. Per il Nordafrica, invece, sono ancora tempi difficili: dalla Libia, dove la ricostruzione di uno stato unitario è boicottata dai signori della guerra, all’Egitto, sotto una dittatura che ormai ha zittito qualsiasi forma di protesta.

 

La pagina più vergognosa del 2018 è stata la Cop24 in Polonia sul cambiamento climatico, o meglio il suo fallimento, perché il carbone continuerà a regnare indisturbato in tutto il mondo. Ai problemi posti dalla globalizzazione e dall’ambiente si sta rispondendo con il ritorno al passato, senza capire che è impossibile riavvolgere il filo della storia. Un fallimento che è l’emblema di un atteggiamento più generale, e di una politica urlata che ricorre a un linguaggio sempre più diretto e propone solo soluzioni semplici. Una politica che fa un uso sapiente dei social per creare, manipolare e spacciare notizie che così diventano verità e consenso.

Prima di lasciarci, Umberto Eco aveva parlato di Internet dicendo che la rete aveva reso autorevoli una legione di imbecilli, quelli che una volta parlavano solo al bar. Il punto è che ormai gli “imbecilli da tastiera” sono solo gli strumenti di chi, invece, se ne intende fin troppo della vecchia arte della manipolazione di massa. Attuata oggi con mezzi mai immaginati prima.

Il mondo del 2019 dovrà chiedersi se va bene continuare a distruggere quanto si è fatto fino a ieri senza costruire nulla di nuovo, lasciando il potere di governare il presente e indirizzare il futuro a chi manovra l’opinione pubblica da dietro le quinte del mondo digitale. La legge fiscale di Trump, la riforma pensionistica di Bolsonaro in Brasile, la flat tax italiana lasciano facilmente capire che, anche questa volta, i populisti finiranno molto presto per colpire quello stesso popolo che dicono di rappresentare. Una lezione che ormai dovremmo conoscere bene, ma che in molti abbiamo dimenticato.

  • Autore articolo
    Alfredo Somoza
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di gio 28/10/21

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 28/10/2021

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di gio 28/10/21 delle 07:15

    Metroregione di gio 28/10/21 delle 07:15

    Rassegna Stampa - 28/10/2021

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Di tutto un boh di gio 28/10/21

    Di tutto un boh di gio 28/10/21

    Di tutto un boh - 28/10/2021

  • PlayStop

    Considera l'armadillo gio 28/10/21

    Si parla, grazie alla segnalazione dell'ascoltatore Alberto, con Toni Farina, rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Consiglio Direttivo del Parco Nazionale…

    Considera l’armadillo - 28/10/2021

  • PlayStop

    Jack di gio 28/10/21

    intervista con La Rappresentante di Lista per l'uscita del libro Maimamma, collegamento con i Marlene Kuntz da Ostana dove stanno…

    Jack - 28/10/2021

  • PlayStop

    Cercatori d'oro

    quando andiamo a setacciare il Ticino alla ricerca del metallo più prezioso, tra una commovente cerimonia e due sordide puntate…

    Poveri ma belli - 28/10/2021

  • PlayStop

    Seconda pagina di gio 28/10/21 delle 12:47

    Seconda pagina di gio 28/10/21 delle 12:47

    Seconda pagina - 28/10/2021

  • PlayStop

    Cult di gio 28/10/21

    ira rubini, cult, festival letteratura migrante 21, palermo, davide camarrone, escape room gianni rodari, verbania, we are muesli, matteo pozzi,…

    Cult - 28/10/2021

  • PlayStop

    Tutto scorre di gio 28/10/21

    Tutto scorre di gio 28/10/21

    Tutto scorre - 28/10/2021

  • PlayStop

    Prisma di gio 28/10/21

    LA FINE DEL DDL ZAN. E ADESSO? Microfono aperto con Luca Paladini portavoce dei Sentinelli. CANNABIS TERAPEUTICA, CARENZA CRONICA NELLE…

    Prisma - 28/10/2021

  • PlayStop

    Il demone del tardi - copertina di gio 28/10/21

    Il demone del tardi - copertina di gio 28/10/21

    Il demone del tardi - 28/10/2021

  • PlayStop

    Seconda pagina di gio 28/10/21 delle 07:49

    Seconda pagina di gio 28/10/21 delle 07:49

    Seconda pagina - 28/10/2021

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di gio 28/10/21

    Rassegna stampa internazionale di gio 28/10/21

    Rassegna stampa internazionale - 28/10/2021

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di gio 28/10/21

    Rassegna stampa internazionale di gio 28/10/21

    Esteri – La rassegna stampa dei giornali internazionali - 28/10/2021

  • PlayStop

    Caffe nero bollente di gio 28/10/21

    Caffe nero bollente di gio 28/10/21

    Caffè Nero Bollente - 28/10/2021

  • PlayStop

    The weekly report di gio 28/10/21

    The Weekly Report di questa settimana ci porta nei luoghi di Bob Dylan a partire dalla pubblicazione di Like a…

    The Weekly Report - 28/10/2021

  • PlayStop

    Jazz Ahead di mer 27/10/21

    Jazz Ahead 145 - Playlist: ..1. Son Of, The Claudia Quintet feat. Eileen Myles, Evidence-Based, Flexatonic Records, 2021..2. Fetus, The…

    Jazz Ahead - 28/10/2021

  • PlayStop

    News Della Notte di mer 27/10/21

    News Della Notte di mer 27/10/21

    News della notte - 28/10/2021

  • PlayStop

    Gimme Shelter di mer 27/10/21

    Gimme Shelter di mer 27/10/21

    Gimme Shelter - 28/10/2021

  • PlayStop

    Il giusto clima di mer 27/10/21

    Parliamo della crisi su tutti i mercati di risorse fossili con Simone Tagliapietra del Bruegel Think tank, del centenario della…

    Il giusto clima - 28/10/2021

Adesso in diretta