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Altro che Brexit. Fusione Londra-Francoforte

La notizia era stata annunciata ed era attesa già da alcuni giorni. La Borsa di Londra e la Borsa di Francoforte hanno concordato i termini della loro fusione, che darà vita alla principale piazza finanziaria europea e a uno dei principali poli finanziari al mondo.

Il controllo sarà soprattutto tedesco, visto che Francoforte controllerà il 54,6% della società creata ad hoc proprio per inglobare le due Borse. Sulla base delle previsioni la fusione permetterà un risparmio complessivo di 450 milioni di euro all’anno, circa il 20% dei costi di gestione sostenuti da Londra e Francoforte lo scorso anno.

Il mondo della finanza va così in direzione opposta rispetto a quello della politica. Tra pochi mesi in Gran Bretagna ci sarà il referendum per uscire dall’Unione Europea. I capitali finanziari, invece, preferiscono far fronte comune con la Germania di Angela Merkel.

Per capire la portata di questa fusione e le possibili ricadute sull’economia reale abbiamo chiesto un commento all’analista finanziario Fabrizio Spagna.

Quanto è importante la notizia di oggi?

È una notizia molto importante. I mercati finanziari, soprattutto quelli quotati, tendono ormai ad aggregarsi. Non solo per fare massa critica ma anche per rappresentare della aree sempre più grandi. Sul mercato americano domina Wall Street, mentre in generale stanno diventando sempre più importanti le borse dell’estremo oriente, in Cina e in Giappone. Mentre le borse europee stavano soffrendo, soprattutto per la poca liquidità. Adesso con questa fusione tra la City e la più grande borsa continentale abbiamo una piazza che in termini di dimensione, di flussi e di capitali può essere paragonabile agli altri grandi mercati finanziari. Quindi si tratta di un passo importante, anche per appoggiare la crescita delle grandi imprese europee.

Quindi ci sarà una ricaduta positiva anche sull’economia reale?

Probabilmente sì. Non dimentichiamo che negli ultimi anni molti grandi marchi hanno preferito quotarsi in Asia o negli Stati Uniti piuttosto che sulle borse europee. Basta ricordare Ferrari, Ferragamo, Prada. Adesso invece per queste società dovrebbe essere più semplice trovare liquidità anche qui in Europa. Anche se dobbiamo ricordare che il mercato delle borse sta progressivamente cambiando. Sono sempre di più i prodotti finanziari quotati su borse non regolamentate, come le piattaforme multilaterali. Ma se parliamo di grandi borse questa fusione rappresenta un passo verso una maggiore identità europea in campo finanziario.

Ascolta il resto dell’intervista all’analista finanziario Fabrizio Spagna

FABRIZIO SPAGNA fusione borse

 

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    Redazione
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