Approfondimenti

L’autocandidatura di Draghi, bonus edilizio e truffe, la storia di Makbil e le altre notizie della giornata

Il racconto della giornata di mercoledì 22 dicembre 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Corsa al Colle, la mossa di Draghi spariglia tutto e mette in agitazione il centrodestra. Il premier si è, di fatto, candidato al Quirinale dicendo che in questo modo la maggioranza non si spaccherebbe e l’azione di governo potrebbe andare avanti anche se con qualcun altro a palazzo Chigi. “Abbiamo consegnato il Pnrr e creato le condizioni perché il lavoro continui, indipendentemente da chi ci sarà al governo”, le sue parole. Un colpo per Berlusconi, che cerca di stopparlo: “Deve restare a palazzo Chigi, almeno fino al 2023”. Intanto va avanti l’approvazione della finanziaria, ma con una frecciata ai partiti sul bonus edilizio del 110% sulle facciate. Nuovo balzo dei contagi e si prevedono nuove misure. Naufragio nell’Egeo, decine di persone sono date per disperse. E la storia di Makbil, un neonato di sedici giorni che ha trascorso metà della sua vita in mare, su una nave, quella di Sos Mediterranée. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

Il premier Draghi si autocandida e i partiti nicchiano

(di Anna Bredice)

Non si può proprio dire che la quasi autocandidatura di Mario Draghi abbia ricevuto un grande consenso, anzi, se pure tutti ne parlavano, ora che è veramente sul tavolo in molti la respingono e mai come adesso tutti mettono al centro la continuità e la stabilità del governo, con sfumature diverse, Berlusconi e Salvini i più contrari a Draghi capo dello Stato, gli altri più diplomatici. Ma in ogni caso, non c’è nessuno che gli abbia detto “va bene, sei il candidato di tutti”, come era accaduto a febbraio. Berlusconi è il più arrabbiato, era prevedibile e dopo qualche ora l’ha detto chiaramente in una telefonata agli eurodeputati, “Mario Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi fino al 2023”. Le parole del presidente del Consiglio scombinano i progetti del Cavaliere, ma anche Salvini è stato molto chiaro, “se Draghi va al Quirinale del ‘doman non vi è certezza’. Ed è quello che teme il Pd, la maggioranza ampia che Draghi chiede per il governo il capo della Lega non la garantirà se cambieranno le cose: perché sostenere un’altra persona a Palazzo Chigi, quando invece si potrebbe uscire, tornare all’opposizione con Giorgia Meloni e pensare già alla campagna elettorale? Anche dai Cinque stelle c’è una certa irritazione, “c’è ancora tanto lavoro da fare al governo”, dicono, altroché quindi la missione compiuta annunciata da Draghi. Nel Pd poche parole ma nessun entusiasmo per questa autocandidatura, i contraccolpi sul governo e sulla legislatura sarebbero tanti e a pagarli potrebbe essere sempre il Pd, come è accaduto già in passato. Si può dire che quella sorta di minaccia fatta da Draghi, “se non c’è maggioranza ampia per il capo dello Stato non c’è nemmeno per il governo” non è piaciuta ai partiti, che solo da ora in poi potranno mettere le mani nel dossier più caldo del momento, il Quirinale e i tanti nomi che vorrebbero salirci.

Il bonus edilizio del 110% è un “grande bacino di truffe”?

(di Chiara Ronzani)

Mario Draghi ha dato un giudizio negativo del bonus edilizio del 110%, dicendo che se non fosse stato per i partiti, avrebbe voluto limitare il beneficio per i proprietari di villette. Secondo il presidente del Consiglio, la misura è stato un grande bacino di truffe. L’Agenzia delle entrate gli ha comunicato di aver bloccato crediti per 4 miliardi di euro; inoltre i prezzi dei materiali per ristrutturare sono lievitati per effetto del bonus, annullando a suo giudizio i benefici per l’ambiente. L’obiettivo della misura introdotta dal governo Conte bis era far ripartire l’economia e contemporaneamente favorire il risparmio energetico. Ha funzionato? Quanto è costato e quanto ha reso?
Secondo il rapporto Enea finora sono stati finanziati lavori per oltre 13 miliardi di euro, a cui aggiungere i 18 e mezzo stanziati. Totale 31,6 miliardi. Per intenderci, il reddito di cittadinanza è costato 19 miliardi in tre anni. Ne hanno usufruito lo 0,8% dei condomini e lo 0,5 delle villette. Di questo passo, per efficientare tutte le abitazioni ci vorrebbero oltre 2000 miliardi. I costi sono lievitati rispetto a quando lo stato finanziava solo il 50 o il 65% della ristrutturazione. Il prezzo per isolare le pareti è cresciuto di due volte e mezzo in due anni, quello di una pompa di calore di tre volte e mezzo, per una caldaia a condensazione si spende nove volte tanto. A usufruirne sono privati detentori di edifici. Più case si posseggono, più sono i vantaggi. Una quota poi, il 10% oltre il 100, va ad assicurazioni e banche, che fanno da intermediari per i contribuenti o le imprese che non hanno capienza. Si è creato lavoro, senza dubbio. Ma che lavoro? L’edilizia è un settore ad alto tasso di caporalato e lavoro nero, e a crescere sono stati gli infortuni sul lavoro. 158 quelli mortali nel solo 2021. Un settore in cui in 9 aziende su 10 tra quelle controllate sono state riscontrate irregolarità. Per cui gli incentivi sono stati introdotti nel 1997 e resi stabili dal 2011.
Si poteva fare meglio? Sì, l’economia avrebbe avuto il medesimo rimbalzo se i fondi, invece che andare a privati, fossero stati destinati all’efficientamento dei milioni di edifici pubblici che ne hanno bisogno. Quei fondi sarebbero rientrati per gli anni a venire sotto forma di risparmi energetici. Ma ancora una volta l’operazione è stata un enorme travaso di soldi pubblici in direzione di privati.

Makbil, sedici giorni di vita e la metà in mare

Makbil è un neonato di sedici giorni che ha trascorso metà della sua vita in mare, su una nave, quella di Sos Mediterranée. Fa parte delle 114 persone salvate il 16 dicembre scorso dalla Ocean Viking. A bordo ci sono 14 donne e 31 minori. 28 di questi minori non sono accompagnati, cioè viaggiano da soli, senza genitori. Da sette giorni attendono dal nostro Paese la possibilità di sbarcare a terra, in un porto sicuro. Sentiamo Valeria Taurino, la direttrice generale di Sos Mediterranée

 

Più dei morti per Hiv, malaria e tubercolosi

L’Oms ha comunicato che le vittime da Covid nel 2021 a livello globale sono state 3,3 milioni. Più dei morti complessivi per Hiv, malaria e tubercolosi nel 2020. L’Organizzazione mondiale della sanità si è anche detta preoccupata per l’impatto che potrebbe avere la variante Omicron in europa. In Gran Bretagna oggi c’è stato un nuovo record assoluto di contagi, oltre 100mila nuovi casi nelle ultime ventiquattr’ore, nonostante questi numeri per ora resta relativamente contenuto il nuomero di vittime. La Fancia dovrebbe superare i 100mila contagi giornalieri entro la fine di dicembre, ha dichiarato il ministro della Sanità francese Véran. Sempre oggi Austria e Belgio hanno annunciato nuove misure restrittive come la chiusura di bar e ristoranti alle 22. Il Belgio chiude cinema e teatri. Ultima notizia, arrivata in serata, la Food and Drug Administration americana ha dato il via libera alla pillola per il Covid di Pfizer, che diventa così il primo farmaco da poter assumere a casa contro il virus.

La Commissione europea apre una procedura di infrazione contro la Polonia

La Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro la Polonia per le decisioni della Corte Costituzionale polacca, che violano il principio del primato del diritto della comunità europea su quello dei singoli Paesi. Ad annunciarlo è stato oggi il Commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni. Poco dopo è arrivata la dura risposta di Varsavia: il premier Mateusz Morawiecki ha parlato di “centralismo burocratico” della Ue, e in un tweet il ministro della giustizia polacco Sebastian Kaleta ha definito questa decisione presa da Bruxelles come “un attacco alla Costituzione polacca e alla nostra sovranità”. Su questa decisione della Commissione abbiamo chiesto un commento al professor Pier Virgilio Dastoli, esperto di diritto europeo

 

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Oggi c’è stato un nuovo balzo nei contagi da Covid: 36.293 i positivi nelle ultime ventiquattr’ore, ieri erano stati 30.800. 146 le vittime oggi, 7 in meno di ieri. Il tasso di positività sale al 4,6%. In lieve calo i paziente in terapia intensiva, in aumneto i ricoveri ordinari, 163 in più rispetto a ieri. Domani si riunirà la cabina di regia del governo che deciderà nuove restrizioni. Con ogni probabilità, come anticipato dal premier Draghi, verrà introdotto l’obbligo di mascherine anche all’aperto, l’obbligo delle mascherine FFp2 in alcuni luoghi chiusi ( tra le ipotesi ad esempio i mezzi di trasporto) e dovrebbe essere introdotto l’obbligo di tampone anche per i vaccinati per partecipare a grandi eventi. Infine verrà ridotta la validità del Green Pass dagli attuali nove mesi a sei.

https://twitter.com/MinisteroSalute/status/1473697198412079113

https://twitter.com/RegLombardia/status/1473704121605804048

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    Le rivolte sono partite stavolta dai lavoratori dei bazar e dall’inflazione, ma in due settimane le istanze sono diventate un movimento generalizzato che riguarda tutte le province e coinvolge anche le minoranze etniche, come ci spiega Paola Rivetti, docente alla Dublin City University (Irlanda), esperta di Iran: “Viviamo in un momento dove informazione e disinformazione sono spesso difficili da separare, ma queste proteste rappresentano sicuramente una minaccia esistenziale per il regime. E la risposta del regime non sembra efficace. Dopo quindici anni di proteste e di risposte sempre più repressive e violente, la piazza vuole la fine del regime”. I dubbi di un intervento militare USA o israeliano non semplificano lo scenario, anzi, come le voci che dalla diaspora vorrebbero già eleggere un nuovo capo sulla testa (come il figlio dell’ex monarca) delle tante differenze da ricomporre nel Paese. Di Paola Rivetti è in uscita per Laterza: "Storia dell'Iran, Rivoluzione, guerra e resistenza (1979-2025)". Ascolta l'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.

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    Colonialismo e imperialismo. Due concetti che ritornano e forse non se ne sono mai andati. Il dibattito pubblico li usa come sinonimi di alcune eclatanti azioni dell’autoritarismo trumpiano: l’attacco al Venezuela con il rapimento di Maduro, le minacce a mezzo mondo, da Cuba alla Colombia, dalla Groenlandia a Panama. Le ferite del passato, il colonialismo di due e più secoli fa, e il colonialismo di oggi, per alcuni niente di più che protettorati. Pubblica ha ospitato Maria Rosaria Stabili, professoressa emerita di «Storia dell'America Latina» all'università di Roma Tre. Si è occupata nelle sue ricerche di temi come colonialismo, processi di occidentalizzazione, esilio. L’altro ospite è stato Marco Aime, antropologo, africanista e scrittore, già docente di antropologia culturale all'Università di Genova.

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