Approfondimenti

Che cosa è successo oggi? – Martedì 3 novembre 2020

governo conte DPCM novembre

Il racconto della giornata di martedì 3 novembre 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia in Italia alle ultime indiscrezioni sul nuovo DPCM ormai in dirittura d’arrivo e il caos del Click Day per il bonus Mobilità. A Milano la banda del buco ha tentato il colpo al Crédit Agricole di Piazza Ascoli e la Cassazione ha condannato l’ex senatore Denis Verdini a sei anni di reclusione nel processo per fallimento del Credito cooperativo fiorentino. Negli Stati Uniti è partita la lunga giornata elettorale, mentre l’ISIS ha rivendicato l’attentato di ieri a Vienna. Infine, i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

Oltre 28mila i nuovi positivi. L’aumento delle vittime torna ai livelli di inizio maggio: 353 in più rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva aumentano di 203 in un solo giorno, 8 regioni oltre la soglia critica. 1274 i nuovi ricoverati.
Ma governo e regioni stanno ancora trattando sul nuovo decreto, che dovrebbe entrare in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre. Confermata la divisione in 3 fasce, ma si litiga su quali restrizioni. Sul piano nazionale, il cosiddetto coprifuoco sarà dalle 22 alle 5.
La Lombardia sarà zona rossa: oggi 6.800 nuovi positivi, 40 ricoverati gravi e 117 morti.

Il commento di Vittorio Agnoletto, medico e nostro collaboratore:


 

Le ultime indiscrezioni sul nuovo DPCM

(di Anna Bredice)

Il Dpcm con le nuove regole probabilmente arriverà in nottata, è ancora lungo il confronto con le regioni che hanno ascoltato le proposte del governo e ora tornano al tavolo, in videoconferenza, con i ministri per le loro osservazioni o contestazioni. Ciò che è uscito dalla bozza presentata dal governo intorno alle 17 di oggi, e che quindi potrebbe non essere quella definitiva, prevede per la fascia rossa, nella quale rientrerebbero Lombardia, Calabria, Piemonte, Alto Adige e Val D’Aosta, il divieto di spostarsi tra le regioni a zona rossa e anche all’interno dello stesso territorio, al di fuori dei comuni di residenza, se non per motivi di studio, lavoro e di salute. Una chiusura quindi piuttosto forte che potrebbe essere stata contestata dai presidenti di queste regioni, che hanno fatto capire nei giorni scorsi di non volersi assumere la responsabilità di chiusure drastiche per non risponderne di fronte alle proteste della popolazione, ma che comunque hanno cercato di resistere a restrizioni così forti. Sempre nella fascia rossa andrebbe a distanza anche la didattica delle medie, a partire dalla seconda. Poi ci sarebbero le fasce arancioni e verdi, nelle prime rientrerebbe la Puglia, Liguria, Veneto e Campania, anche se quest’ultima potrebbe passare alla rossa, nella verde ci sono tutte le altre che devono seguire le restrizioni presentate da Conte ieri in parlamento, didattica a distanza nei licei, trasporti pubblici al 50 per cento, e centri commerciali chiusi il fine settimana. La decisione di far rientrare una regione in una fascia piuttosto che in un’altra, o passare da una all’altra nel corso di questo mese ricade sul ministro della salute con monitoraggi settimanali. Il confronto quindi è in corso e si vedrà solo nella versione definitiva se il governo è riuscito a mantenere fermi i punti decisi, a cominciare da quel cosiddetto coprifuoco alle 22, già frutto questo di un compromesso dentro al governo.

Il caos del Click Day per il Bonus Mobilità

(di Diana Santini)

Stavolta non c’erano in ballo grosse cifre e neppure una platea sterminata. E invece l’imbarazzante rituale del click day, che è di per sé una promessa tradita, si è trasformato nella solita farsa italiana delle procedure completamente informatizzate, senza stare a scomodare kafka. L’appuntamento sulla piattaforma è per le 9, e puntuale alle nove la piattaforma saluta e dà appuntamento a tutti per le 10: complimenti, sei il 577.253esimo, resta in attesa. Il sito è di una lentezza esasperante, poco dopo va in tilt anche il sistema di identità digitale delle poste. Il tempo concesso a ciascuno è 20 minuti, che trascorrono inesorabili mentre sullo schermo la rotellina gira, poi smette, poi rigira. E poi ciao, rimettiti in coda. Gli sviluppatori si sono concessi anche una punta di sadismo: una torta che rappresenta i fondi stanziati che via via si assottigliano, ora dopo ora, mentre gli utenti si arrabattano tra autorizzazioni, errori di sistema, muri incomprensibili. Forse qualcuno pensa, nella situazione in cui siamo, stiamo a parlare di biciclette? Sì: primo, perché in primavera qualcuno ha convinto i cittadini che per fare la propria parte nel contrasto all’epidemia una bici era un buon primo passo. E per qualcuno, per la maggior parte di noi, quelle poche centinaia di euro investiti di tasca propria sono soldi, anche se non sono i miliardi dell’Europa. Secondo, perché se sette mesi di tempo non bastano a predisporre la distribuzione ordinata di quattro soldi (120 milioni per la precisione), forse la prossima volta è più equo ed efficace organizzare un lancio di banconote dagli aereoplanini, e chi ce la fa ce la fa, per tutti gli altri premio di consolazione: una bella promessa fuori tempo massimo che i soldi arriveranno, prima o poi.

La banda del buco in azione al Crédit Agricole di Piazza Ascoli

(di Claudio Jampaglia)

L’imprevisto che non si aspettavano era la fuga di una dipendente che ha dato l’allarme alla polizia vanificando forse mesi di preparazione. La banda del buco era entrata probabilmente stanotte nella filiale del Crédit Agricole di Piazza Ascoli, davanti a un incrocio della circonvallazione assai trafficato, tra Porta Venezia e Città Studi e forse aspettava il direttore per farsi aprire il caveau, ma il direttore li ha visti e ha urlato “una rapina” prima di prendersi un colpo in testa con il calcio di una pistola. A quel punto però una delle due impiegate era già fuggita e i rapinatori, 5 o addirittura 6 secondo le ricostruzioni, avevano i minuti contati. L’ultimo è fuggito svuotando un estintore prima di infilarsi nei cunicoli da cui la banda era arrivata. I poliziotti hanno provato a inseguirli. Nel mercato di zona settimanale, tra le bancarelle si spargeva intanto il panico con segnalazioni fasulle. Ma dei ladri nessuna traccia. Né nelle cantine dei palazzi adiacenti, né nella rete dei tombini della fognatura aperti e perlustrati dagli uomini del pronto intervento delle metropolitane milanesi. Con loro sono sparite diverse cassette di sicurezza ma se il colpo sia stato sventato o sia riuscito ancora non si sa.

Verdini condannato in Cassazione a 6 anni di carcere

L’ex senatore Denis Verdini è stato condannato a sei anni di reclusione dalla Cassazione nel processo per fallimento del Credito cooperativo fiorentino. L’ex senatore di Forza Italia e di Ala era già stato condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione in appello, la Cassazione ha ridotto la pena di quattro mesi per la prescrizione di alcuni reati. Secondo fonti della difesa, Verdini si è costituito nel carcere di Rebibbia a Roma.

USA, al via la lunga giornata elettorale

(di Roberto Festa)

Una giornata elettorale che potrebbe concludersi chissà quando ha preso il via, all’alba di questa mattina negli Stati Uniti. E ha preso il via nel mezzo di una crisi sanitaria che non accenna a concludersi. Stati come la Pennsylvania e il Michigan, stati contesi e fondamentali nel decidere queste elezioni, sono proprio quelli dove il Covid sta colpendo di più. Deborah Birx, che fa parte della task force sanitaria della Casa Bianca, ieri ha messo in guardia. Il virus sta entrando in una fase acuta, che richiede un approccio più aggressivo. Oltre 100 milioni di persone, come dicevate, hanno già votato, attraverso l’early voting e il voto per posta, e questo dà a queste elezioni un carattere del tutto diverso, eccezionale rispetto al passato. Da stamattina, in tutto il Paese, si registrano comunque file lunghe, ai seggi. Sono andato in un seggio di East Harlem, qui a New York, e la gente ad aspettare in coda era tantissima, anche gente in carrozzella, portata dagli ospedali: a dare il senso della passione e partecipazione che queste elezioni hanno comunque suscitato. In alcune città, tra cui New York, Los Angeles, Detroit, Atlanta, diversi esercizi commerciali hanno chiuso, o messo assi di legno davanti alle vetrine. Si temono proteste e incidenti, stasera, all’arrivo dei primi risultati. Donald Trump, intervistato poco fa da Fox News, è stato invece piuttosto moderato nei toni. La preoccupazione è che il presidente possa dichiarare la sua vittoria all’arrivo di primi, parzialissimi risultati. Trump invece ha detto: Dichiarerò la vittoria quando c’è la vittoria, se c’è la vittoria. Il presidente è apparso stanco, dopo il tour de force di tanti comizi nelle ultime ore della campagna elettorale. Se l’è presa con I giudici della Corte Suprema, che con una sentenza hanno permesso alla Pennsylvania di scrutinare I voti arrivati per posta anche tre giorni dopo la chiusura delle urne. Questo è il vero, grande punto interrogativo di queste elezioni. Come avverranno I conteggi, cosa potrà essere scrutinato, e le battaglie legali che in alcuni Stati, per esempio la Pennsylvania, potrebbero scatenarsi proprio sui conteggi. La possibilità concreta è che la battaglia sul voto continui per giorni, acuendo la crisi politica e accelerando una crisi costituzionale senza precedenti qui negli Stati Uniti.

Vienna, l’ISIS rivendica l’attentato

L’Isis ha rivendicato l’attentato a Vienna. Lo riferisce il Site, il sito internet che monitora i social e i media legati all’Isis. Sono oltre una decina le persone fermate in queste ore per accertamenti. Secondo le autorità austriache però l’attentatore avrebbe agito da solo. “Al momento non ci sono indizi sul fatto che possa esserci stato anche un secondo attentatore, oltre al giovane ventenne neutralizzato dalla polizia”. Ha dichiarato nel pomeriggio il ministro dell’Interno austriaco. Il killer Identificato come Fejzulai Kujtim, 20 anni di origini macedoni, era stato condannato a 22 mesi di carcere nel 2019 per aver tentato di recarsi in Siria per unirsi all’Isis, ma era stato rilasciato il 5 dicembre con anticipo visto che rientrava sotto il regime della tutela dei minori. Le vittime civili dell’attentato di ieri sera sono 4, 22 i feriti. Oggi a Vienna le scuole sono rimaste chiuse e i cittadini invitati a non uscire di casa e tra poco in tutto il Paese scatteranno le restrizioni per il COVID. A Vienna abbiamo raggiunto Susanna Bastaroli, giornalista del quotidiano Die Presse:


 

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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    Il pubblico ministero alle dipendenze della politica? C'è già! Per trovarne qualche traccia, inutile cercare nella legge Meloni-Nordio, che smembra il Csm e stravolge l’autonomia delle toghe con la scusa della separazione delle carriere dei magistrati. E’ la legge su cui voteremo nel referendum di fine marzo. Il pm che dipende da criteri generali e criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale è già scritto, nero su bianco, nella cosiddetta riforma Cartabia del processo penale. Le norme della Cartabia (legge n.134/2021) prevedono che sia il parlamento a dettare criteri generali per le indagini. Se è il parlamento a doversene occupare è probabile che a decidere sia allora la maggioranza di governo. Dunque, la maggioranza parlamentare detta i criteri generali e poi – secondo la legge Cartabia – gli uffici del pm individuano i criteri di priorità (questo sì, questo no) tra i vari reati. Infine, il pm si adegua. Una forma di dipendenza c’è, anche se forse più blanda di quella paventata dai sostenitori del NO (un pm alle dipendenze del Guardasigilli). Ora, la norma è contenuta in una legge delega approvata dal parlamento cinque anni fa e che il ministro Nordio dovrebbe attuare con decreti legislativi. Ma questo non sta avvenendo. Perchè Nordio tiene chiusa in un cassetto la legge Cartabia? Pubblica lo ha chiesto all’ex magistrato Nello Rossi, direttore della rivista giuridica “Questione giustizia” (Magistratura democratica), autore con Armando Spataro (ex pm ed ex membro del Csm) di «Le ragioni del NO» (Laterza 2025). «Questa legge – racconta Nello Rossi - è stata relegata nel dimenticatoio perchè era un utile meccanismo di coordinamento tra il parlamento e le procure della repubblica. La maggioranza di destra l'ha sistematicamente ignorata, lasciata nel cassetto. A loro non interessa questo meccanismo di coordinamento. Il che poi giustifica scelte come quelle di un meccanismo di controllo del pubblico ministero da parte dell'esecutivo».

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    Strage di Lampedusa: identificata la vittima 186

    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Presto Presto - Interviste e Analisi di giovedì 15/01/2026

    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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