Albania, Bulgaria, Serbia

I Balcani di Radio Popolare

martedì 16 aprile 2019 ore 10:40

Bulgaria: da Sofia a Plovdiv – 20 – 24 giugno

Sofia è città meticcia. A poche centinaia di metri dalla “moschea dei Bagni”, si ergono la maestosa chiesa ortodossa Sveta Nedelja e, riconoscibile per la sua architettura neomoresca, la più grande sinagoga monumentale d’Europa. E’ una città di paradossi. Isole di bellezza, come la Cărkva Sv. Nikolaj, una chiesa russa a due piani del 1913 dai caratteristici ‘cipollotti’ dorati, o la Cărkva Sv. Petka Samardžijska, chiesa di culto cattolico, oggi parzialmente interrata, convivono con un frequente stato di degrado e di caos urbano. La transizione dal comunismo al consumismo è stata foriera di mille sogni: per ora si sono perse certezze e sono nate speranze che spesso rischiano di ridursi a miraggi. Il marchio Geox campeggia di fronte al palazzo presidenziale: le scarpe respirano agli stessi prezzi italiani, inarrivabili per chi continua a lucidare vecchi stivali. Per trasformare i sogni in realtà ogni scorciatoia appare percorribile, a partire dal tentativo di trasformare antiche tradizioni in business. Per esempio qualcuno si lancia nella riproduzioni delle icone: i modelli da cui prendere spunto non mancano, visto che la cripta della cattedrale-monumento Aleksandãr Nevski, ideata a cavallo tra il XIX e il XX secolo per commemorare la liberazione dal giogo turco da parte delle armate russe, ospita una incredibile raccolta di icone provenienti da tutte le regioni del paese.  Se non si dispone di spazi adeguati a Sofia non ci si arrende. Il club Hambara ne è una esemplificazione. Trattasi di un locale tutto in legno, con le travi a vista e senza luce elettrica, ma illuminato solo da qualche decina di candele. In origine era una stalla dove riposavano i cavalli che trainavano i tram. Divenne poi la stamperia clandestina dove Georgi Dimitrov, primo ministro della Repubblica Popolare di Bulgaria, editava un giornale sovversivo. Souvenir degli anni di Dimitrov oggi sono raccolti in un parco tematico dall’indirizzo ignoto a molti taxisti. Sito nelle adiacenze dell’ispettorato della motorizzazione, è un pratone circondato da anonimi palazzi che ospita memorabilia del periodo comunista e opere d’arte bulgare realizzate tra il 1944 e il 1989. Busti di Lenin e Dimitrov, statue di anonimi operai stakanovisti e bronzi di contadine che coltivavano il sol dell’avvenire… Arte di tutt’altra natura è quella che troveremo nel Monastero di Rila: piazzato a 1147 metri di altezza, circondato da boschi e montagne, è una vera e propria oasi di pace. Chi vuole potrà salire sino ai laghi Seven Rila, un gruppo di laghi di origine glaciale situati nelle montagne di Rila ad un’altitudine tra i 2.000 e i 2.500 s.l.m. Lì incontreremo un seguace del movimento Peter Deunov, che ci racconterà genesi e stato di salute attuale del movimento danovista. Tutti invece andremo a Plovdiv, una città ricca di storia, cultura e tradizione, per i quali negli anni le è stato attribuito il soprannome di “Firenze Bulgara”.  Capitale Europea della Cultura 2019,  sfoggia scenografici edifici nello stile della Rinascenza bulgara del XIX secolo, un periodo di splendore economico e artistico…. 

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02_Bulgaria. Monastero di Rila

 

 

In crociera sul Danubio serbo – 28 luglio – 04 agosto

Uccelli pescatori, campagne ricche di colture, reperti archeologici, città pregne di storia, musiche a iosa e rakija che scorre a fiumi. Questi alcuni degli ingredienti della crociera lungo il Danubio serbo che anche quest’anno proponiamo a cavallo tra luglio e agosto. Meno di cento chilometri a bordo del Kovin, un battello storico datato 1922. Il nome è mutuato da una città della Vojvodina a 80 km da Belgrado, famosa perché ospita un ospedale psichiatrico, a tal punto che nel linguaggio comune, in Serbia, dire “Sei di Kovin” equivale a dire “Sei matto”. Ed è probabile che proprio per questo motivo sia stato adottato da Emir Kusturicaper le riprese di Underground. Tuttora appartiene alla marina fluviale jugoslava, una delle rare istituzioni serbe che ancora portano il nome “Jugoslavia. Ha solo il ponte di coperta, tra l’altro diviso in due dalla cabina di comando. Quindi metà viaggiatori a poppa, e l’altra metà a prua. Il più delle volte avranno le gambe sotto due grandi tavoloni dove non mancherà mai qualcosa da mangiare, e men che meno da bere. Numerosi anche gli ospiti: scrittori, pittori, giornalisti, ornitologi, musicisti, ballerine… La partenza della crociera è da Novi Sad, una città che si distende sotto la fortezza di Petrovaradin. E’ la capitale della Voivodina e un vero e proprio crogiolo di etnie. Un crogiolo vitale e operoso che nemmeno Milosevic, nemmeno la guerra, nemmeno le bombe Nato e i nostri pregiudizi sono riusciti a intaccare. L’università funziona, sforna i migliori esperti d’informatica d’Europa. Laboratori producono film, musica, editoria. Comincia qui il mondo ortodosso, con le icone e i pope nerovestiti. Una città multiculturale, con tante culture, e inevitabilmente con tante musiche. Lo testimonierà una delle nostre guide, Roni Beraha che con il quartetto d’archi Panonija ci regalerà un concerto di musica klezmer all’interno della locale sinagoga. Molta musica anche a bordo del Kovin, tra cui quella di Aleksandar Vasov, un pastor / agricoltor / musicista che vive in una fattoria a cavallo tra Serbia, Bulgaria e Macedonia. E’ membro del popolo Šopi, gente divisa tra tre nazioni ma unita da una cultura antica e da una musica altrettanto antica. Sono loro a detenere il copyright della Šopska salat, un’insalata di pomodori, cetrioli, cipolla e un formaggio simile alla Feta con cui iniziano i pranzi nella regione balcanica. A Belgrado, visitandone l’area, faremo il punto sul progetto “Belgrade on the Waterfrontper il quale sono stati stanziati 3.5 miliardi di dollari e 30 anni di lavori. Un progetto contro cui da anni lottano i cittadini belgradesi del gruppo civico “Non facciamo affondare Belgrado”, che non vogliono Abu Dhabi sulla Sava. Mirjana Ostojic, di Slow Food Serbia, invece curerà i frequenti incontri ravvicinati con l’enogastronomia locale: dai presidi alimentari in essere a quelli in arrivo, dall’invenzione di un ‘pranzo neolitico’ presso il sito archeologico di Vinča alle degustazioni di vini e rakjia…

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05_ SERBIA agosto 2016 061

 

 

Alla scoperta dell’Albania – 21 – 31 agosto

Se per i primi due viaggi stanno arrivando le prime prenotazioni, per questo i posti stanno andando a ruba (e un primo viaggio dal 10 al 20 agosto è già sold out). Geograficamente così vicina, ma sino a pochi anni ‘politicamente’ lontanissima l’Albania ha un territorio grande come la Sicilia in cui convivono un codice sanguinario come il Kanun (il dovere di vendicare l’offesa subita dalla famiglia) con rave party di musiche techno che ogni estate animano i campeggi selvaggi di Vuno. Una terra dove vige ancora la cultura dell’avash, avash (piano, piano): un caffè dev’essere bevuto seduto a tavola, anche in mezz’ora. Un paese che ha un sorprendente animo punk, un gusto per l’eccentrico e un carattere dissacrante. La capitale, Tirana, cresce a un ritmo di 50 persone al giorno, 20 mila l’anno (molti arrivano dalle campagne, altri sono emigrati di ritorno). In città sono aperti un centinaio di cantieri e sconta gravi problemi nelle periferie. Mancano fognature e marciapiedi, l’abusivismo edilizio è diffuso a tal punto che è difficile stabilire il numero degli abitanti della città. E’ però una città viva, che negli ultimi anni è cambiata profondamente. E’ una ragazza di vent’anni che per imitare le sorelle maggiori – le capitali europee – esagera col trucco, solo per farsi guardare. Il nostro viaggio ci porterà a scoprire una natura affascinante: dalle saline Vjosa al Parco Nazionale Llogara, dove i Monti Acrocerauni si innalzano per 2000 metri a picco sopra le acque turchesi del Mar Ionio. Ma anche monumenti che hanno fatto la storia, come il Castello di Ali Pasha che troneggia nella bellissima baia di Porto Palermo, il Parco Nazionale di Butrinto, sito archeologico patrimonio UNESCO notevole sia per il valore naturale che culturale e il castello di Argirocastro, famosa fortezza con palazzi ottomani. Senza dimenticare ovviamente tappe al mare, come quella prevista a Himara. Ci si arriverà dopo una strada tutta curve, ma si verrà premiati da acque trasparenti e una spiaggia tappezzata da tende di tela bianca…

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Spiagge-Albania

 

 

Aggiornato martedì 16 aprile 2019 ore 17:04
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