Le parole per la sinistra

Ai microfoni di RadioPopolare vince “redistribuzione”

sabato 06 ottobre 2018 ore 12:47

Un esperimento e delle parole. Se ascoltatrici e ascoltatori di RadioPopolare – e sottolineiamo “se” – possono essere un campione composito della sinistra di oggi, abbiamo provato a chiedere a loro all’interno di Giorni Migliori quali sono le tre parole per tornare a fare battere il cuore della sinistra, per ritrovarsi.

Lo spunto ci è stato suggerito da due uscite in edicola ovvero il mensile “Millennium” de Il Fatto Quotidiano, curato da Mario Portanova dal titolo “Qualcosa di sinistra” e poi l’Espresso diretto da Marco Damilano che in copertina titola “Decalogo per uscire dal buio” proponendo una serie di termini simbolici.

Sono solo parole, forse, come nel lontano 1965 cantava Giorgio Gaber (la canzone è “Parole parole”, l’album “L’asse di equilibrio”): “gridate nel vento e nel sole / promesse non più mantenute / speranze andate perdute”, ma raccontano almeno qualche novità nel linguaggio e nei bisogni. A partire dalle conferme e dalle sorprese.

In testa alla classifica la parola “redistribuzione”, che vince in solitaria e viene rafforzata da tante declinazioni come “equità” che si piazza quarta e “giustizia sociale” e “uguaglianza” a mezza classifica. Al secondo posto una sorpresa: “ascolto” che sembra tutta rivolta ai dirigenti e ai partiti della sinistra, ma anche alle relazioni tra persone, al perenne giudizio e separarsi, non a caso raggiunge ottimi risultati anche “umiltà” e poi con un solo voto ”fiducia”, “cura”, “unità”.

Al terzo posto, anche qui forse un filo a sorpresa si piazza “cultura”, che viene rafforzata da qualche voto a “scuola”, “educazione”, “istruzione”. Mentre sui temi si piazzano a pari merito: “solidarietà” (ci sono anche “inclusione” e “integrazione”), “lavoro”, “ambiente” (con “tutela del territorio”) e “partecipazione” con qualche “comunità” e “bene comune” in sostegno; seguono “legalità” e “onestà”, insieme a Costituzione ed Europeismo e ancora “femminismo” e “diritti civili” che mi sarei aspettato più forti.

Un solo voto per “sicurezza”, uno per “disagio per l’immigrazione”. Varie proposte di “umanità”, “libertà”, “felicità collettiva, “verità” “visione”, “cura”, “radici”, “amore”, “fantasia”, “speranza”, “lungimiranza”, “progettualità”, “servizio”, “proposte”, “buona volontà”, “intelligenza”, “interconnessione”, “dialogo”, “tutti” che a seconda delle libere declinazioni rafforzano alcuni elementi dell’alta classifica.

Alcuni ascoltatori propongo tra le parole alcune azioni come: “lotta ai paradisi fiscali” e “lotta all’evasione“, “statalizzazione“. Una sola citazione per “informazione” e una per “RadioPopolare”. Una per “rivoluzione”, una per “comunismo” per altro dallo stesso ascoltatore che ha proposto anche “godimento“.

Alcuni ascoltatori hanno usato le tre parole per coniare delle formule come: “lotta di classe”, “rubare di meno” e “vedete di sbrigarvi” che si possono anche leggere una dietro l’altra.

Nessuna valenza statistica. Solo un gioco, di parole.

Radio Popolare - Lo studio

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