Le storie dei profughi

Salvini chieda scusa ai profughi della Diciotti

mercoledì 29 agosto 2018 ore 17:51

Palestrati? Ecco quale è la realtà dei profughi della Diciotti. Hanno subito anni di violenze, alcuni sono stati tenuti sotto terra in un magazzino, venduti due o tre volte, e in quello stato di detenzione durato per molto tempo sono nati sedici bambini tutti morti dopo 4-5 mesi. Un’orrore. Schiavi trattati come cose. Le donne stuprate. I bambini lasciati morire dai loro carcerieri.

Palestrati? Queste sono le storie che i profughi stanno raccontando agli operatori sociale del centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa dove sono stati ospitati dalla Caritas Nazionale. Sono purtroppo storie comuni a molti di coloro che sono scappati dalla Libia.  Un’odissea, una dolorosissima odissea. Queste persone hanno pagato per il viaggio in Europa. E invece di partire sono stati resi schiavi e venduti dai loro carnefici;  hanno subito torture, sono stati costretti a vivere in un lager per mesi e mesi. Poi un giorno, il viaggio, la paura di morire affogati su quel gommone.

Palestrati? Queste donne e bambini, questi uomini, sono rimasti su quella nave della Guardia Costiera italiana per giorni e giorni, usati come arma politica e di propaganda dal ministro degli interni. Trattenuti senza alcun motivo, sequestrati (se lo accerterà la magistratura). Nessuna Pietà, nessuna Umanità. Solo quell’insulto per gli uomini scappati dalla Libia. Palestrati!

Palestrati? Fatti scendere dalla Diciotti, i migranti sono stati portati in una località fuori Roma attesi da un gruppo di fascisti che ne ha contestato la presenza. Anche questo hanno dovuto subire questi profughi. Un altro sciacallaggio politico. Le loro storie drammatiche, quell’orrore e quei cori “Prima gli italiani“.  Nessuna Pietà, nessuna Umanità.

Palestrati? Ora che ha sentito quali sono state le loro sofferenze, Matteo Salvini dovrebbe fare le sue pubbliche scuse a quei profughi. E dovrebbe revocare l’autorizzazione data a Casa Pound per il presidio all’esterno del centro di accoglienza.

Di fronte a quelle storie, dovrebbe esserci un sussulto di umanità. Dovrebbe.

 

 

E

Aggiornato venerdì 31 agosto 2018 ore 12:39
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