Approfondimenti

Selfie con il duce

Attenzione a non cadere nel facile tranello: “Sono tornato” non è un film sull’Italia di oggi. Il Benito Mussolini interpretato da Massimo Popolizio nel film di Luca Miniero, scritto con Nicola Guaglianone (“Lo chiamavano Jeeg Robot”) non ha niente a che vedere con il Benzino Napaloni di “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, ma nemmeno con l’ironia dei “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti.

Ad onor del vero non era nemmeno questo l’obiettivo, perché il film prende le mosse da “Lui è tornato”, il film tedesco del 2015 di David Wnendt che immaginava il ritorno di Adolf Hitler nella Berlino di oggi, tratto dal romanzo di Timur Vernes. Quindi il senso è di immaginare come reagirebbero oggi gli italiani alla vista del duce, così come i tedeschi con il führer.

Posto che anche il film tedesco, come quello italiano, non è particolarmente divertente, cosa che entrambi vorrebbero essere, è evidente che descrive una società molto diversa dalla nostra: là si vede una forte capacità di indignazione, cosa meno riscontrabile nel film di Miniero. Che invece ammicca con il desiderio da parte di alcuni di sentirsi ancora parte di quell’orrendo ideale fascista. Giocando sull’effetto immedesimazione, provocata da un format televisivo, scippato ad un regista precario interpretato da Frank Matano e che diventa il suo cicerone nella Roma di oggi.

Prendo in prestito le parole di Carla Nespolo, presidentessa ANPI, a cui è stato chiesto un commento su “Io sono tornato”.

<<Il film offre una visione dell’Italia di una parzialità sconcertante. Sfilano nel film figure che si dividono fondamentalmente tra cialtroni, ignoranti e individui fatti di insana nostalgia. In mezzo troneggia il duce redivivo che fra passaggi parodistici, momenti di commozione (quando in internet vede l’immagine della Petacci), trombonate sloganistiche, e barbarume razzista, diventa un personaggio televisivo apprezzatissimo grazie alla fame di “share” di una redazione selvaggia.>>

In alcune interviste il regista ha dichiarato di aver voluto rappresentare il pericolo del ritorno del fascismo in Italia, di come qui il terreno è ancora fertile per quegli ideali terribili; eppure tutto questo dal film non emerge.

E riprendo le parole di Carla Nespolo: << L’Italia reale, nata dalla Resistenza, l’Italia degli antifascisti e dei democratici, l’Italia che ha conoscenza e coscienza civile, in sostanza la maggioranza delle cittadine e dei cittadini, non solo è sparita nel film, ma quando si affaccia soccombe penosamente, da misera pazza. >>

E non basta farci vedere che Mussolini si stupisce di fronte a dei ragazzini con la pelle nera che parlano perfettamente italiano, o che si schifa di fronte a una coppia gay che lo soccorre appena “cade” sulla terra. Cosa mi vuoi dire? Nonostante la bravura di Massimo Popolizio, che non ne fa una macchietta, ma gli regala umanità e a tratti pure simpatia, il risultato sembra più sdoganare la figura di Mussolini, come se facesse ormai totalmente parte di un pezzo d’Italia. È così, infatti, ma il film sembra volercelo dire con rassegnazione e senza nessun punto di vista critico, o addirittura politico. Non sia mai, che qualcuno si offenda!

Inoltre, lungi da me voler attribuire a “Sono tornato” una valenza di pericolosità, il film è piuttosto un’operazione inutile (così com’è stato per il film tedesco), che non fa ridere come evidentemente vorrebbe (Miniero è il regista dei più fortunati “Benvenuti al sud”e “Benvenuti al nord”).

Forse, si può azzardare che sia un’occasione persa, anche se il botteghino per ora gli sta dando ragione.

  • Autore articolo
    Barbara Sorrentini
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio lunedì 12/01 12:31

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 12-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve lunedì 12/01 10:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 12-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di lunedì 12/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 12-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di lunedì 12/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 12-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di lunedì 12/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 12-01-2026

  • PlayStop

    Cult di lunedì 12/01/2026

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 12-01-2026

  • PlayStop

    Iran: la piazza vuole la fine del regime

    Le rivolte sono partite stavolta dai lavoratori dei bazar e dall’inflazione, ma in due settimane le istanze sono diventate un movimento generalizzato che riguarda tutte le province e coinvolge anche le minoranze etniche, come ci spiega Paola Rivetti, docente alla Dublin City University (Irlanda), esperta di Iran: “Viviamo in un momento dove informazione e disinformazione sono spesso difficili da separare, ma queste proteste rappresentano sicuramente una minaccia esistenziale per il regime. E la risposta del regime non sembra efficace. Dopo quindici anni di proteste e di risposte sempre più repressive e violente, la piazza vuole la fine del regime”. I dubbi di un intervento militare USA o israeliano non semplificano lo scenario, anzi, come le voci che dalla diaspora vorrebbero già eleggere un nuovo capo sulla testa (come il figlio dell’ex monarca) delle tante differenze da ricomporre nel Paese. Di Paola Rivetti è in uscita per Laterza: "Storia dell'Iran, Rivoluzione, guerra e resistenza (1979-2025)". Ascolta l'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.

    Clip - 12-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di lunedì 12/01/2026

    Colonialismo e imperialismo. Due concetti che ritornano e forse non se ne sono mai andati. Il dibattito pubblico li usa come sinonimi di alcune eclatanti azioni dell’autoritarismo trumpiano: l’attacco al Venezuela con il rapimento di Maduro, le minacce a mezzo mondo, da Cuba alla Colombia, dalla Groenlandia a Panama. Le ferite del passato, il colonialismo di due e più secoli fa, e il colonialismo di oggi, per alcuni niente di più che protettorati. Pubblica ha ospitato Maria Rosaria Stabili, professoressa emerita di «Storia dell'America Latina» all'università di Roma Tre. Si è occupata nelle sue ricerche di temi come colonialismo, processi di occidentalizzazione, esilio. L’altro ospite è stato Marco Aime, antropologo, africanista e scrittore, già docente di antropologia culturale all'Università di Genova.

    Pubblica - 12-01-2026

  • PlayStop

    A come America Latina di lunedì 12/01/2026

    A cura di Chawki Senouci con Alfredo Somoza

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 12-01-2026

  • PlayStop

    CELESTE COSTANTINO - PREDATORI

    CELESTE COSTANTINO - PREDATORI - presentato da Elena Mordiglia

    Note dell’autore - 12-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di lunedì 12/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 12-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di lunedì 12/01/2026

    Lorenzo Marcandalli ci aggiorna sulla liberazione in Venezuela di Andrea Trentini e Mauro Burlò, e proviamo a contare quanti altri prigionieri politici italo-venezuelano restano nelle carceri di Caracas. Anna Bredice ci racconta il lancio ufficiale della campagna del Comitato della società civile per il No al referendum, con Giovanni Bachelet presidente del Comitato per il NO e tante personalità dell'associazionismo. Le rivolte in Iran: quello che sappiamo e gli sviluppi possibili raccontati da Paola Rivetti, Ricercatrice, docente di Relazioni internazionali presso la Dublin City University (Irlanda), il suo ultimo libro "Storia dell'Iran (1979-2025)" per Laterza, esce il 16 gennaio.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 12-01-2026

  • PlayStop

    Rights now di lunedì 12/01/2026

    - Le superpotenze violavano il diritto internazionale anche prima, ma ora lo rivendicano. Ne parliamo con Marcello Flores, storico dei diritti umani, che ha appena scritto insieme alla professoressa Emanuela Fronza “Caos. La giustizia internazionale sotto attacco”, edito da Laterza. - Le prossime 4 superpotenze economiche non amano la democrazia. Ci occupiamo dell’Indonesia, che punta su materie prime e boom demografico. Parla Garin Nugroho, regista che racconta le ingiustizie di questo enorme paese. A cura di Danilo De Biasio. Per suggerimenti: direzione@fondazionedirittiumani.org

    Rights now – Il settimanale della Fondazione Diritti Umani - 12-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di lunedì 12/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 12-01-2026

Adesso in diretta