Memos
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Memos, il promemoria sull’attualità di Radio Popolare.

Raffaele Liguori vi accompagna nel suo giro quotidiano di conversazioni.

Memos è in onda sulle frequenze di Rp (e in streaming su radiopopolare.it) dalle 13.00 alle 13.30 dal lunedì al giovedì.

I podcast di tutte le trasmissioni sono in fondo a questa pagina.

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GLI ULTIMI PODCAST
22 febbraio 2017
 
Lavoro 4.0, c’è posto anche per te?

E’ in corso una rivoluzione tecnologica che porterà alla distruzione di milioni di posti di lavoro. In Gran Bretagna, ad esempio, nei prossimi vent’anni potrebbero scomparirne 15 milioni a causa dell’automazione (lo sostiene il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney). La trasformazione tecnologica del lavoro è già in atto: le macchine sostituiscono le persone agli sportelli delle banche o ai caselli autostradali o al bancone del ristorante. E’ successo già in passato, si potrebbe obiettare, quando le macchine hanno sostituito per decenni le persone nelle fasi precedenti dell’industrializzazione. Una fase di distruzione a cui, però, ne è seguita un’altra di creazione di nuovi posti di lavoro…Cosa c’è di diverso nella rivoluzione tecnologica di oggi? Per Marta Fana, economista, dottoranda di ricerca in economia all’Istituto di studi politici di Parigi, ospite oggi a Memos, le differenze ci sono. «Secondo le analisi pubblicate fino ad oggi – sostiene Fana – sappiamo che la quarta o la quinta rivoluzione tecnologica toglierà più lavoro di quanto ne produrrà. Fino ad oggi le rivoluzioni industriali hanno aperto spazi a nuovi mestieri, lavori, mentre ciò che sembrerebbe oggi è che quello spazio espansivo potrebbe contrarsi». Marta Fana nel corso della puntata di Memos commenta anche un’altra trasformazione del lavoro, oltre a quella tecnologica. E’ la trasformazione demografica, antropologica, del lavoro. In Italia l’età media di chi lavora è passata da 38 a 44 anni nel periodo che va dal 1993 al 2016. I giovani sotto i 35 anni sono passati dal 41% al 22% del totale degli occupati.

21 febbraio 2017
 
Università, educare alla cultura della cittadinanza

A cosa serve l’università? Serve a formare futuri lavoratori oppure ad educare e istruire cittadini consapevoli? ..In che direzione si sta muovendo l’università in Italia? ..Memos oggi ha ospitato un professore e uno studente del Politecnico di Torino. Si tratta di Juan Carlos De Martin, informatico, autore di “Università futura – tra democrazia e bit” (Codice edizioni, 2017); e Marco Rondina, consigliere di amministrazione del Politecnico in rappresentanza degli studenti…Rondina è autore e interprete di un discorso, diventato virale sul web, in cui sul filo dell’ironia denuncia «un sistema universitario – racconta a Memos – bistrattato e non considerato abbastanza». A cosa serve, allora, l’Università? Il professor De Martin ricorda che «in Italia una riflessione attorno a questo interrogativo non c’è quasi mai stata. In altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti, questa domanda se la sono posta. Invece, in Italia sembra scontato che l’università serva a preparare al lavoro. Ma questa è solo una delle missioni dell’università. Nel mio libro metto in evidenza che la formazione al lavoro è sicuramente una cosa utile e importante per la società, ma non è affatto l’unica missione. L’università serve soprattutto alle persone, nella loro interezza, come esseri umani e come cittadini all’interno di una democrazia».

20 febbraio 2017
 
Il lavoro, una scissione costante a sinistra

Memos ha ospitato oggi due storiche personalità che hanno animato la cultura del lavoro in Italia negli ultimi decenni. ..Giovanni Bianchi, oggi presidente del circolo Dossetti di Milano, è stato alla guida delle Acli tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90. ..Antonio Pizzinato ha passato una vita nella Cgil, di cui è stato segretario generale tra il 1986 e il 1988. Insieme hanno vissuto le esperienze delle lotte operaie a Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia. Sempre insieme hanno condiviso l’esperienza politica dell’Ulivo, nella seconda metà degli anni ‘90. Sul piano delle appartenenze alle forze politiche, Giovanni Bianchi è stato iscritto alla Dc, poi presidente del Ppi fino ad approdare nel 2007 al partito democratico attraverso la Margherita. Antonio Pizzinato, iscritto giovanissimo al Pci, è entrato nel Pds, dopo lo scioglimento del partito comunista. Poi in Sinistra democratica, Sel fino ad arrivare alla neonata Sinistra Italiana.

16 febbraio 2017
 
Mani pulite, 25 anni dopo. Davigo, ex pm del pool: “sono state cambiate le leggi per fermarla”

Venticinque anni fa, il 17 febbraio del 1992, con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, inizia l’era di Mani Pulite. Le inchieste della procura milanese sulla corruzione scoperchiano un sistema del malaffare che ha riguardato partiti e imprese. «Alla fine è cambiato poco», dice oggi a Memos uno dei magistrati più impegnati in quelle inchieste. E’ Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, allora uno dei pm di Mani Pulite. Il Davigo-pensiero sulla corruzione è concentrato in un libro che uscirà la prossima settimana dal titolo: “Il sistema della corruzione” (Laterza 2017). Ospite della puntata di oggi di Memos anche la giornalista del Sole-24 Ore Serena Uccello. In un recente libro (“Corruzione”, Einaudi 2016) ha raccontato il sistema della corruzione in Italia attraverso un testimone diretto, Piergiorgio Baita, ex amministratore delegato della Mantovani Spa, al centro dell’inchiesta veneziana sul Mose.

15 febbraio 2017
 
Tante sinistre, un solo Renzi/2

Sono diverse le sinistre che si stanno preparando a questa lunga stagione politica che porterà alle elezioni. Al più tardi si voterà fra dodici mesi, anche se un anticipo del voto non può essere escluso. Che lo si voglia o meno, di fronte alle tante sinistre si para la figura di Matteo Renzi e del suo Pd. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi resta un paradigma per le tante sinistre. Positivo, negativo, perfino neutro, che sia. Ieri Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, ha presentato il suo Campo Progressista. Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. A fine mese (dal 24 al 26 a Roma) Civati farà la sua “Costituente delle idee”. Un elenco parziale. C’è poi il congresso Pd, con il suo inizio accelerato rispetto alla scadenza naturale dell’attuale segreteria di dicembre 2017. Tempi più brevi con un Renzi forse dimissionario già nei prossimi giorni. Il dibattito interno, e soprattutto le conclusioni del congresso Pd (chi sarà il nuovo segretario, cosa farà l’attuale minoranza) finiranno per intrecciarsi con i lavori in corso nelle tante sinistre. Memos ha dedicato anche la puntata di oggi a questo tema (qui la puntata di ieri). Ospiti: lo storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna, e il politologo Roberto Biorcio dell’Università degli Studi di Milano.

14 febbraio 2017
 
Tante sinistre, un solo Renzi/1

In Italia ci sono tante sinistre. Per un solo Renzi. ..Il prossimo fine settimana a Rimini ci sarà il congresso fondativo di “Sinistra Italiana”. Oggi a Milano si presenta il Campo Progressista di Pisapia. A fine mese Civati farà la sua “Costituente delle idee”, D’Alema ha già il suo “Consenso per un nuovo centrosinistra”. ..Renzi, come si è visto alla direzione del Pd ieri, resta invece uno solo. Senza molta voglia di mischiarsi con altri. “Non partecipo a caminetti”, “non mi mettete nei pastoni dei tg”: due frasi della sua relazione di ieri. Alleato, concorrente, antagonista, rivale: Renzi, unico e – almeno fino al nuovo congresso del Pd – maggioritario nel suo partito, resta un paradigma per le tante sinistre. Paradigma negativo, neutro o positivo. “Il partito democratico è contendibile”, ha detto Renzi ieri in direzione. Contendibile da quale maggioranza alternativa? Anche la leadership del Pd nel centrosinistra è contendibile? Domande che Memos ha girato, insieme ad altre, agli ospiti di oggi della trasmissione: Carlo Galli, deputato del gruppo di Sinistra Italiana, politologo; e Miguel Gotor, senatore del Pd (della minoranza del partito), storico.

13 febbraio 2017
 
Mediterraneo, Matvejevic e le migrazioni

Pedrag Matvejevic è stato un grande intellettuale, cosmopolita, morto il 2 febbraio scorso, a Zagabria. Matvejevic era nato nel 1932 a Mostar, la città del “Ponte Vecchio” distrutto dalla guerra negli anni Novanta e poi ricostruito. Oggi Mostar è una città della Federazione della Bosnia Erzegovina, allora nel ‘32 del Regno di Jugoslavia. Matvejevic ha lasciato il suo paese all’inizio degli anni ’90, ai tempi della guerra nell’ex-Jugoslavia per andare ad insegnare letterature slave alla Sorbona di Parigi e poi alla Sapienza di Roma (l’Italia, di cui aveva ricevuto la cittadinanza onoraria). Ha cercato di tenere insieme le differenze delle culture, dei luoghi, mentre tutto andava nella direzione contraria. Pacifista ostinato in tempi di nazionalismi e guerre. ..Il Mediterraneo è stato il luogo di elezione del suo racconto. “Breviario Mediterraneo” è l’opera scritta nel 1987 che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, tradotta in una ventina di lingue (in Italia da Garzanti). Per ricordare la figura di Pedrag Matvejevic Memos ha ospitato Melita Richter, sua amica, sociologa e saggista. Del Mediterraneo di oggi ha parlato a Memos anche il fotografo e giornalista Giulio Piscitelli. “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere” è il titolo di un suo progetto fotografico appena pubblicato (ContrastoBook, 2017). E’ un resoconto per immagini dei suoi viaggi lungo le rotte seguite dai migranti per raggiungere l’Europa.

09 febbraio 2017
 
L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/3

Terza puntata di Memos dedicata all’Europa a 25 anni dalla firma del Trattato di Maastricht (il 7 febbraio del 1992). ..Maastricht e i nazionalismi europei. Da un lato il trattato diventato simbolo delle politiche di austerità. Dall’altro il pericolo della destra xenofoba e populista. Maastricht è anche il simbolo di quel rapporto distorto tra politica ed economia, con i governi quasi sempre subordinati all’agenda dettata dai poteri finanziari. ..Ospiti di oggi il politologo Yves Meny, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è stato direttore dell’Istituto Europeo di Firenze; e l’economista Carluccio Bianchi che è stato preside della Facoltà di Economia dell’Università di Pavia dove ha insegnato per anni politica economica.

08 febbraio 2017
 
L’Europa, Maastricht e i nazionalismi/2

In questi giorni ricorrono i 25 anni della firma del Trattato di Maastricht che ha portato l’Europa alla moneta unica, ma non all’unità politica. Sempre in questi giorni, in queste ultime settimane, il nazionalismo della destra europea sta dando nuove prove della sua esistenza. Solo per citare un paio di occasioni: l’incontro di Coblenza, in Germania, del 21 gennaio scorso con Marine Le Pen, Geert Wilders, Fruke Petry e Matteo Salvini tutti allineati su uno stesso palco. E poi il 5 febbraio a Lione, l’avvio scenografico della campagna elettorale di Le Pen per le presidenziali francesi. Maastricht e i nazionalismi europei. Il simbolo dell’austerità e il pericolo della destra xenofoba e populista. ..Come salvare l’Europa dalle due minacce? E’ la domanda che Memos ha rivolto ai suoi ospiti di oggi (dopo la puntata di ieri): l’economista Salvatore Biasco e lo storico Adriano Prosperi.

07 febbraio 2017
 
Salvare l’Europa da Maastricht e dai nazionalismi/1

Il 7 febbraio del 1992 la firma del Trattato di Maastricht da parte dei dodici paesi della Comunità europea. Venticinque anni dopo, l’Europa di Maastricht è nel pieno di una crisi politica e istituzionale. Austerità e recessione, ridimensionamento del welfare e disuguaglianze. Sono le politiche di questi ultimi anni con i loro effetti disastrosi. E’ il neoliberismo europeo costruito sull’architettura di Maastricht. Quella dei parametri del 1992 (3% deficit-pil, 60% debito-pil, etc.) a cui si sono aggiunte una serie di strette successive sulle politiche di bilancio, dai nomi per lo più oscuri: “two packs”, “six packs”, “semestre europeo”. ..Come si può salvare l’Europa da “Maastricht”? Come si contrasta il nazionalismo di Le Pen e della destra “sovranista” europea? A cosa punta l’Europa delle due velocità di Angela Merkel? ..Sono alcune delle domande che Memos ha girato ai suoi ospiti di oggi: Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento Europeo, è stato assistente parlamentare di Altiero Spinelli per dieci anni, tra il 1977 e il 1986; e Alessandro Somma, giornalista e professore di diritto comparato all’università di Ferrara.

06 febbraio 2017
 
Lotta alla corruzione e monitoraggi civico.

Secondo appuntamento del nuovo ciclo “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Lele Liguori. La lezione è stata tenuta da Rosy Battaglia, giornalista “civica”, ideatrice e curatrice di “Cittadini reattivi”, un progetto di inchiesta multimediale su ambiente salute e legalità (online dal 2013); e Leonardo Ferrante, referente nazionale del settore “Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante” di Libera e Gruppo Abele, dal 2012 al 2015 coordinatore scientifico nazionale di Riparte il futuro, la campagna anticorruzione fondata dalle due associazioni e oggi progetto autonomo. La lezione si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare il 30 gennaio 2017. Titolo: “Lotta alla corruzione e monitoraggio civico”.

02 febbraio 2017
 
Il grande risiko della sanità privata in Italia. Il caso Ieo-Humanitas-San Donato.

Nella sanità privata italiana si muovono pesci grandi e pesci piccoli. Il giro d’affari è di circa 4 miliardi di euro l’anno (2014, dati Mediobanca). L’offerta lanciata dai gruppi San Donato e Humanitas per acquisire l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) fondato da Umberto Veronesi è un caso in cui a muoversi sono esclusivamente i pesci grandi. Il gruppo San Donato è la prima azienda sanitaria privata in Italia, con un fatturato 2014 di 1 miliardo e 872 milioni. Humanitas è la seconda azienda privata italiana delle cure e della ricerca: nel 2014 ha fatturato 548 milioni. Lo Ieo, la società preda, è la quinta in Italia (260 milioni nel 2014). ..L’offerta di acquisizione (di circa 300 milioni di euro) è un affare, se mai verrà concluso, di livello nazionale anche se gli attori e le loro strutture (ospedali, centri di ricerca, cliniche) sono tutti in Lombardia, eccetto un caso in Emilia Romagna. Allo Ieo il consiglio di amministrazione, insieme ai primari e ai dirigenti, hanno preso male l’offerta di San Donato e Humanitas, la considerano ostile. Una risposta ufficiale arriverà il prossimo 17 febbraio, quando si riunirà il cda Ieo. Si tratta di una vicenda che riguarda il cuore della sanità privata italiana, con risvolti anche europei. Inoltre si intreccia con altre partite aperte negli assetti della finanza italiana, con un filo che tiene insieme Intesa, Mediobanca e arriva fino al controllo delle Generali. Ospiti della puntata di Memos il giornalista Alessandro Da Rold, di Lettera 43, Valentina Cappelletti, della Cgil Lombardia e Francesco Longo, professor di management pubblico e sanitario all’università Bocconi.

 
 
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