Movimento 5 Stelle

Quarto e l’incubo di essere normali

martedì 12 gennaio 2016 ore 16:47

L’espulsione della sindaca di Quarto, Rosa Capuozzo, dal Movimento 5 Stelle potrebbe non essere una storia grillina come tutte le altre.

I decreti del duo Grillo-Casaleggio fino a oggi hanno determinato la fine della carriera politica di chi li abbia subìti ma non hanno mai danneggiato l’ascesa del movimento.

Questa volta però non si tratta di contrasti politici tra un dirigente politico e i due capi indiscussi. Questa volta c’è di mezzo la camorra. Il Movimento 5 Stelle rischia di vedere intaccato il suo patrimonio più grande: l’immagine. La diversità rispetto al “sistema dei partiti”.

Non è un caso che Renzi ne abbia approfittato per attaccare Grillo, pochi minuti dopo la notizia dell’espulsione: “L’idea che i Cinque Stelle abbiano il monopolio della morale per noi non è mai esistita. Ma adesso chiaramente è venuta meno anche per gli elettori e i militanti dei Cinque Stelle“.

Rosa Capuozzo aveva un rapporto di fiducia con i leader campani del Movimento: il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio e il presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, Roberto Fico. I due negano di essere stati messi al corrente delle minacce  subìte, ma non denunciate, dalla sindaca mentre lei, nelle intercettazioni, afferma di averli avvertiti.
“Una crisi superabile“, secondo Paolo Natale, autore assieme a Roberto Biorcio di Politica a 5 Stelle, idee storia e strategie del movimento di Grillo. “A condizione che non si ripeta. Perché altrimenti il Movimento 5 Stelle si dovrebbe confrontare con il pericolo maggiore, quello di essere come tutti gli altri“.

Ascolta qui l’estratto dell’intervista a Paolo Natale

Paolo Natale crisi risolvibil

 

La decisione di espellere Rosa Capuozzo è il tentativo di smorzare la polemica e di dimostrare un metodo diverso dagli altri. In particolare dal Partito Democratico, il vero ‘nemico politico’ di Grillo che in Campania esprime il presidente della Regione, il contestatissimo De Luca. Servirà? “Probabilmente la polemica si spegnerà ma il danno rimane“, ribadisce Paolo Natale.

Ascolta qui la seconda parte dell’intervista a Paolo Natale

Paolo Natale comunicazione e

 

 

Aggiornato mercoledì 13 gennaio 2016 ore 16:02
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