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Unioni civili, la legge verso il pantano

È stato rinviato a mercoledì  24 febbraio il voto sul disegno di legge Cirinnà.  Lo ha deciso al Senato la Conferenza dei Capigruppo, su richiesta del Partito Democratico. Un modo per prendere tempo e cercare di uscire dall’impasse provocata dal no del Movimento 5 Stelle all’emendamento Marcucci, il cosiddetto “super canguro“, che avrebbe tolto di mezzo tante proposte di modifica della legge.
A questo punto i numeri per difendere il testo Cirinnà sono più che mai incerti. E viene di fatto rimessa in discussione questa legge con cui l’Italia doveva mettere fine alle discriminazioni delle coppie omosessuali, dopo la condanna della corte di Strasburgo. In aula al Senato sono di nuovo volati  insulti e reciproche accuse, nella soddisfazione di cattodem e destre che vedono allontanarsi, forse anche affondare, il provvedimento.
Il Pd nei prossimi giorni dovrà decidere da dove ripartire.
Stralciare l’articolo 5 (le adozioni) cercando l’appoggio dentro la maggioranza, come ha chiesto ancora Schifani, o sottoporsi al fuoco incrociato dell’opposizione, dei cattolici del Pd e dei Cinque Stelle sui singoli emendamenti?
È un grave stallo quello in cui si trova il partito di Renzi: andare in aula in una simile situazione di debolezza, con i tanti voti segreti che ci saranno, significa rischiare di arrivare all’approvazione di una legge completamente snaturata. O di non arrivarci affatto.
“Pago per essermi fidata – ha dichiarato sconfortata la senatrice Monica Cirinnà, relatrice del ddl.  Mi prendo la responsabilità di questo errore, con questo scivolone finisce la mia carriera politica“.
Sentiamola al microfono di Anna Bredice
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    Centinaia di migliaia di persone in 50 città, secondo gli organizzatori, tanti studenti e movimenti per la Palestina insieme ai lavoratori hanno animato le piazze dello sciopero generale indetto unitariamente dalle sigle del sindacalismo di base contro la manovra economica. Una manovra di guerra, condizionata dalla necessità di aumentare le spese militari e che taglia salari e stato sociale, il centro della protesta. A Roma la manifestazione si è concentrata davanti a Montecitorio, molto partecipati anche i cortei di Milano e di Genova, aperto dai lavoratori portuali insieme a Greta Thunberg. A Torino un gruppo di manifestanti a volto coperto ha fatto irruzione nella redazione de LA Stampa, vuota per lo sciopero, lasciando scritte e buttando all’aria materiali di lavoro. Il Cdr e il sindacato dei giornalisti hanno duramente condannato l’atto. A Venezia ci sono state cariche e l’uso di idranti quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere la sede dell’industria militare Leonardo. Le interviste realizzate al corteo di Milano da Martino Fiumi.

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    1) Tutti gli uomini del presidente Zelensky. Il braccio destro del presidente ucraino, Andriy Yermak, si dimette dopo lo scandalo corruzione. (Chawki Senouci) 2) Impunità e silenzio internazionale. Dalla Cisgiordania a Gaza, il governo israeliano uccide con le armi e con la burocrazia. (Giulio Cocchini - CESVI) 3) Intercettare i migranti ad ogni costo. La Francia, su pressione del Regno Unito, sperimenta nuovi pericolosi metodi per fermare l’immigrazione della manica. (Veronica Gennari) 4) I figli dello stato. Il sistema di protezione dei minori in Francia è in crisi e la proposta di un nuovo disegno di legge apre lo spazio per un dibattito più ampio. (Francesco Giorigni) 5) Spagna, per la prima volta un presidente tedesco rende omaggio alle vittime del bombardamento di Guernica. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Ogni secondo si perde un albero. Mentre l’unione europea rinvia la norma per salvaguardare le foreste, centinaia di specie di alberi sono a rischio estinzione. (Alice Franchi, Martina Borghi - Greenpeace Italia) 7) Mondialità. Il secondo tempo per le guerre commerciali. (Alfredo Somoza)

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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