Approfondimenti

Il bis di von der Leyen in Europa, la disfatta di Giorgia Meloni e le altre notizie della giornata

Meloni von der Leyen

Il racconto della giornata di giovedì 18 luglio 2024 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Al Parlamento europeo c’è una maggioranza europeista che sbarra la strada alle destre sovraniste. E in Italia Meloni si trova in mezzo e prende colpi da una parte e dall’altra. Gli Stati Uniti hanno annunciato lo smantellamento del molo galleggiante costruito per trasportare gli aiuti umanitari a Gaza. Ex Ilva, si allarga ancora l’inchiesta sull’inquinamento a carico della vecchia gestione di Arcelor Mittal. Oggi a Genova c’è stata una manifestazione per chiedere le dimissioni di Giovanni Toti, il quale è ancora presidente della Regione Liguria nonostante sia ai domiciliari.

La maggioranza europeista di Ursula von der Leyen

(di Alessandro Principe)

Al Parlamento europeo c’è una maggioranza europeista che sbarra la strada alle destre sovraniste. Ursula von der Leyen ha coalizzato attorno a sé quattro partiti, allargando la propria base: a Popolari, Socialisti e Liberali si sono aggiunti i Verdi. Molte delle previsioni del dopo elezioni non si sono realizzate: le Destre non sono diventate più influenti. Anzi, sono state in buona parte tenute fuori. La maggioranza Ursula si è allargata: non a destra, ma a sinistra. 401 i voti a favore, rispetto ai 361 necessari. C’è stato circa un 10% di franchi tiratori, ma era messo nel conto. I 53 eurodeputati Verdi sono stati determinanti. Resta fuori il nuovo raggruppamento dei Patrioti con Orban, Le Pen e Salvini. E fuori resta una buona parte di Ecr il gruppo dei conservatori presieduto da Giorgia Meloni. Il momento chiave di questa giornata è stato quando la co-presidente dei Verdi Terry Reintke ha preso la parola dopo il discorso di Von der Leyen. Ha annunciato il voto favorevole. E non tanto in nome del Green Deal su cui – ha detto – c’è ancora da discutere e da trattare. Ma in nome dei valori europeisti, contro le destre nazionaliste. Un sì politico, dunque. Concordato, ovviamente, con Von der Leyen. Nel suo discorso all’Europarlamento la presidente della Commissione ha cercato un consenso ampio, facendo promesse anche a destra, vedi le frontiere rafforzate contro i migranti. Ricordiamo che c’è anche la destra dei suoi Popolari che non la ama, che chiede più austerità e meno Green Deal. Ma, alla fine, più che le considerazioni sui singoli dossier, che saranno comunque oggetto di scontri e trattative per i prossimi 5 anni, ha prevalso un altro fattore. Tra Putin e Trump fuori e i governi nazionalisti in casa, Commissione e Parlamento provano a restare ancorati al progetto europeo.

La disfatta di Meloni in Europa

(di Anna Bredice)

Una maggioranza europeista che cercherà di tenersi salda ai valori della democrazia per contrastare venti di destra e sovranisti, ma Giorgia Meloni decide all’ultimo momento di girare le spalle a quel progetto, a cui comunque ha aderito in questi oltre venti mesi di governo, a cominciare dal passaggio di consegne con Mario Draghi e poi più avanti approvando tutte le decisioni pro Ucraina. Ora il partito che esprime il governo si ritrova all’opposizione, in un calderone dove si trovano forze di estrema destra, senza che nemmeno possa diventare ago della bilancia. Sarà ininfluente, provocando a sua volta irritazione dentro Forza Italia e probabilmente anche tra i ministri che più hanno a che fare con Bruxelles, da Giorgetti a Fitto, tra patto di stabilità e Pnrr, e una condizione di maggiore debolezza del suo potere. Solo nel tardo pomeriggio ha spiegato il voto parlando di una “contrarietà nel metodo e nel merito” e augurandosi di poter collaborare su temi come l’immigrazione, dicendosi sicura che nonostante il voto di oggi, l’Italia avrà comunque un Commissario di livello. Sembra quasi che per la Presidente del Consiglio non sia cambiato niente. In realtà fino all’ultimo minuto Fratelli d’Italia ha cercato di fare melina, forse nella speranza che i propri voti potessero essere determinanti. Alla fine una decisione che appare la conseguenza delle scelte altrui, quella dei Verdi ad esempio. Meloni più in difficoltà nel governo perché ora si trova in mezzo e prende colpi da una parte e dall’altra. Da un lato c’è Salvini che può dirsi vincitore perché Meloni ha votato come lui, ma lui può dire di essere stato sempre coerente nella sua battaglia contro l’Europa. Dall’altro c’è Tajani che non può rimproverare la sua alleata di governo, ma dice apertamente che se von der Leyen non fosse passata sarebbero stati guai, tra mercati e spread, con un giudizio quindi implicito per chi ha detto no di irresponsabilità.

Il rapporto di Oxfam sulla sete come arma di guerra a Gaza

Gli Stati Uniti hanno annunciato lo smantellamento del molo galleggiante costruito per trasportare gli aiuti umanitari a Gaza. Iniziata il 16 maggio, di fatto la missione è durata meno di un mese per problemi meteorologici e di sicurezza. Il vice ammiraglio Brad Cooper ha detto che “la missione è stata completata” e questa è stata una “operazione senza precedenti”. Biden è deluso e dichiara “speravo avrebbe avuto molto più successo”.
L’ufficio di Netanyahu ha fatto sapere che il Primo ministro ha visitato Rafah, nel sud della striscia, dove ha incontrato i soldati.
Oggi Oxfam ha pubblicato un rapporto con il titolo “Gaza senz’acqua, Israele usa la sete come arma di guerra”. Viene rivelato inoltre che il 26% della popolazione è colpita da gravi malattie, facilmente prevenibili. Valentina Bidone, coordinatrice della risposta umanitaria di Oxfam Italia per Gaza:

 

Ex Ilva, si allarga l’inchiesta sul disastro ambientale

(di Massimo Alberti)

Ex Ilva, si allarga ancora l’inchiesta sull’inquinamento a carico della vecchia gestione di Arcelor Mittal. L’ex amministratrice delegata Morselli indagata anche per associazione a delinquere. Per l’accusa, le mancate manutenzioni e i dati falsificati sulle emissioni all’origine del disastro ambientale.
Nulla che non si sia già visto, ad esempio nel processo “Ambiente svenduto” sulla gestione Riva dell’Ilva di Taranto. Ma non è certo una scusante. Il quadro che la procura di Taranto sta tracciando, da avvalorare in fase di processo, diventa ad ogni passo di approfondimento più grave. A Marzo, dopo gli esposti dei nuovi commissari e delle associazioni ambientaliste, parte l’inchiesta sui picchi di benzene in cui l’ex Ad di Arcelor Mittal Lucia Morselli è indagata con l’ex direttore dello stabilimento, Alberto Stabile. Ad inizio luglio si aggiunge un altro filone: quello della truffa allo stato per la presunta falsficazione dei dati sulle emissioni di anidride carbonica, per ottenete vantaggi nell’assegnazione delle quote di emissione gratuite, in tutto 10 gli indagati. Ora arriva l’associazione a delinquere per disastro ambientale: le emissioni di benzene sarebbero scaturite da mancate manutenzioni degli impianti di pompaggio e filtraggio, sempre una decina gli indagati con Morselli definita promotrice dell’ associazione. Che le manutenzioni fossero inesistenti i sindacati lo denunciavano quotidianamente, mettendo a rischio gli stessi lavoratori, in uno stabilimento lasciato andare a se stesso dalla gestione fortemente voluta dall’allora ministro Calenda. Così come lo denunciavano le associazioni tarantine, a partire dai visibili “sbuffi” di fumi colmi di sostanze tossiche dai camini dell’acciaieria, quotidianamente fotografate e segnalate come indice visibile che qualcosa non andasse. Lo stabilimento intanto resta sospeso, tra debiti da pagare, cassa integrazione, e attesa di un possibile socio privato. Il ministro Urso ha garantito un tavolo entro agosto, giurando dell’interesse di almeno 4 aziende. Che dovranno rifare da zero un’acciaieria con la produzione ai minimi, malfunzionante, e che continua ad inquinare la città.

Le opposizioni premono per le dimissioni di Toti

Oggi a Genova c’è stata una manifestazione per chiedere le dimissioni di Giovanni Toti, il quale è ancora presidente della Regione Liguria nonostante sia ai domiciliari. C’erano Conte e Schlein, Fratoianni e Bonelli. Toti non si dimette anche se oggi ha ricevuto un nuovo avviso di garanzia per un presunto finanziamento illecito da parte di Esselunga. Toti avrebbe dovuto avere il permesso per ricevere alcuni politici, tra i quali il capo leghista Salvini, ma il permesso potrebbe essere ritirato. “C’è il rischio attuale e concreto che reiteri i reati per cui è indagato”, ha scritto la Gip del Tribunale di Genova Paola Faggioni.

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio giovedì 15/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 15-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve giovedì 15/01 18:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 15-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di giovedì 15/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 15-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di giovedì 15/01/2026 delle 19:48

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 15-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Uscita di Sicurezza di giovedì 15/01/2026

    La trasmissione in collaborazione con la Camera del Lavoro di Milano che racconta e approfondisce con il vostro aiuto le condizioni di pericolo per la salute e la sicurezza che si vivono quotidianamente nei luoghi di lavoro. Perché quando succede un incidente è sempre troppo tardi, bisognava prevedere e prevenire prima. Una questione di cultura e di responsabilità di tutte e tutti, noi compresi. con Stefano Ruberto, responsabile salute e sicurezza della Camera del Lavoro di Milano.

    Uscita di Sicurezza - 15-01-2026

  • PlayStop

    “Sparavano per ucciderci, ma era il momento di lottare”. A Radio Popolare un giovane iraniano appena uscito dal paese

    Abbiamo raccolto la testimonianza di un giovane iraniano, che ha appena lasciato il suo paese. La sua famiglia vive nella zona occidentale dell’Iran, mentre lui vive all’estero ed era tornato a casa per Natale. È riuscito a ripartire domenica scorsa. Ci ha raccontato la repressione delle manifestazioni, alle quali ha partecipato anche lui. L’intervista di Emanuele Valenti. "Ero in Iran dal 23 dicembre. Sono tornato a casa per vedere la mia famiglia durante le vacanze di Natale. Sono rimasto lì fino a domenica mattina, quindi fino a quattro giorni fa. In quei giorni ci sono state molte proteste nella mia zona, soprattutto nel primo e nel secondo giorno dopo l’appello del re Reza Pahlavi. Ci sono stati molti feriti e molte persone uccise dal governo, soprattutto durante la seconda notte. La seconda notte è stata estremamente violenta, almeno nella mia regione".

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di giovedì 15/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 15-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di giovedì 15/01/2026

    Il giro del mondo in 24 ore. Ideato da Chawki Senouci e in onda dal 6 ottobre 2003. Ogni giorno alle 19 Chawki Senouci e Martina Stefanoni selezionano e raccontano fatti interessanti attraverso rubriche, reportage, interviste e approfondimenti. Il programma combina notizie e stacchi musicali, offrendo una panoramica variegata e coinvolgente degli eventi globali.

    Esteri - 15-01-2026

  • PlayStop

    Dal Niguarda alla Valtellina, le Olimpiadi lasciano in eredità i medici con la valigia

    Le Olimpiadi invernali potrebbero lasciare in eredità a Milano una sanità più povera. Durante il periodo dei Giochi l’ospedale Niguarda comincerà a gestire le attività di ambulatorio del punto di primo intervento di Livigno, in Valtellina, ma non lo farà solo per le settimane delle gare. Una delibera di Regione Lombardia ha stabilito che questo nuovo modello diventerà ordinario: medici di pronto soccorso e ortopedici presteranno servizio sia a Milano sia in provincia di Sondrio per colmare le carenze della zona montana. Una prospettiva che tra i sanitari coinvolti sta creando malumori sempre più diffusi. Bruno Zecca, segretario della Funzione pubblica Cgil Medici della Lombardia, al microfono di Luca Parena.

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di giovedì 15/01 18:34

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 15-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di giovedì 15/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 15-01-2026

  • PlayStop

    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di giovedì 15/01/2026

    BRRR! Fa freddo anche in natura. Con Albalisa Azzariti e Rodolfo Gentili, botanico e ricercatore Univesità Bicocca di Milano, scopriamo la flora ad alta quota, tra Silene acaulis e Stella Alpina. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedi al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 15-01-2026

  • PlayStop

    Volume di giovedì 15/01/2026

    Il collegamento con Dario Falcini del magazine musicale online rockit, per parlare del festival di musica emergente previsto sabato 17 gennaio al Circolo Magnolia di Segrate. La rubrica LGBT con Piergiorgio Pardo, che oggi ci racconta la repressione della cultura queer in Iran e la storia di una cantautrice lesbica persiana

    Volume - 15-01-2026

  • PlayStop

    Un papavero rosso racconta l’amore ai tempi della Resistenza

    Lea Gemelli, ghost writer in crisi, vuole scoprire la storia del suo prozio Lionello, partigiano morto in guerra. Con l'aiuto di un archivista gentile risale al 1940, quando Lionello e Dina si incontrano su un treno diretto al fronte e vengono travolti dalla guerra e dall’amore. Grazie alla loro storia, anche Lea riuscirà a riconciliarsi con sé stessa. Il libro inaugura la collana "Amanti" della casa editrice indipendente iDobloni. L’autrice Sara Magnoli ne ha parlato con Ira Rubini.

    Clip - 15-01-2026

Adesso in diretta