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Carne cancerogena, le reazioni

Carne e cancro: uno dei cibi e una delle paure che accompagnano la nostra vita. Associati nella stessa frase fanno impressione. Ancor più quando la frase è firmata Organizzazione mondiale della sanità.

L’Oms, analizzate 800 ricerche condotte negli anni in 10 Paesi, ha deciso di inserire salumi, insaccati e carni rosse lavorate tra le sostanze di “Gruppo 1”, certamente cancerogene al pari di tabacco, arsenico, asbesto e similari. La classificazione riguarda il rapporto chiaro tra consumo e malattia (in particolare del colon-retto), non l’entità del rischio. La carne rossa è stata inserita nel “Gruppo 2A”, che include sostanze per cui esiste evidenza meno stringente del rapporto consumo-malattia. Nulla di nuovo dal punto di vista scientifico, dopo anni di evidenze crescenti sui rischi del consumo di carne, ma di certo una svolta possibile di cui è indispensabile comprendere la portata. La prima reazione generale sembra essere: “Cautela e moderazione”. “È necessario spiegare meglio il significato di questa classificazione” afferma Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana oncologia medica. Che per chiarezza aggiunge: “Continuerò a non togliere le carni dalle indicazioni alimentari ai miei pazienti”.

Ascolta l’intervista a Carmine Pinto

Carmine Pinto

Umberto Veronesi, uno dei fari dell’oncologia italiana e notoriamente vegetariano, ha commentato l’annuncio dell’Oms come una “vittoria della scienza sulla malattia, non certo dei vegetariani sui carnivori”. Tra chi ha deciso di bandire la carne dalla propria dieta ci sono però opinioni anche differenti. “Da anni lavoriamo per spiegare l’inutilità e addirittura dannosità del consumo di carne su più fronti” afferma Carmen Nicchi in Somaschi, Presidente dell’Associazione vegetariana italiana.

Ascolta l’intervista a Carmen Nicchi in Somaschi

Carmen Nicchi in Somaschi

  • Autore articolo
    Massimo Bacchetta
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    La lezione del cassiere: lottare paga sempre

    Fabio Giomi fa da 15 anni il cassiere di un supermercato Pam a Siena e, suo malgrado, è diventato protagonista della storia di fine anno che abbiamo scelto. Licenziato in tronco dall'azienda dopo che nel cosiddetto "test del carrello" non aveva identificato dei prodotti nascosti in altri prodotti da parte di un ispettore mentre passava la spesa (un controllo a sorpresa che aveva già subito qualche tempo fa) ha deciso di non piegare la testa e si è rivolto al suo sindacato, la Filcams Cgil, e ha fatto causa. Nonostante le proposte di riconciliazione dell'azienda, lui è andato in giudizio e alla prima udienza ha vinto: reintegro, danni e spese processuali pagati da Pam Panorama. Perché la dignità non deve essere mai mercificata né sottomessa. E lottare per i diritti paga sempre. Ricordiamolo. Intervista di Claudio Jampaglia

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    Kate Winslet, Scarlett Johansson, Kristen Stewart, Juliette Binoche. È stato l’anno delle dive del cinema che hanno deciso di passare dietro la cinepresa e dirigere. E anche dei figli d’arte; il nostro preferito è Ronan Day Lewis, che per il suo debutto da regista ha potuto arruolare come protagonista papà Daniel Day Lewis.

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