Approfondimenti

Primo ottobre, un anno dopo

Catalogna

Il primo ottobre del 2017 rimarrà una data chiave nella storia catalana e in quella spagnola. Uno spartiacque. Una frattura che segna un prima e un dopo.

Per gli indipendentisti catalani è il punto di non ritorno. Le violenze della polizia e poi gli arresti dei leader del movimento sono stati l’ultima manifestazione di uno Stato, quello spagnolo, incapace di risolvere i conflitti in maniera democratica. Quindi non c’è alternativa alla secessione.

Per la Spagna – intesa come apparato statale nel suo complesso – il referendum e la successiva dichiarazione d’indipendenza hanno invece messo a nudo la strategia della leadership indipendentista, che per forzare Madrid alla trattativa ha provocato una pericolosa polarizzazione della società catalana.

Due visioni, come al solito opposte.

Ma il primo ottobre 2017 ha detto molte altre cose.

Quello catalano è un problema politico che richiede una soluzione politica. Il cambio di governo a Madrid la scorsa primavera, con i socialisti al posto dei popolari, ha riaperto i canali del dialogo. Pedro Sanchez non è Mariano Rajoy e tantomeno Albert Rivera, leader di Ciudadanos, il partito di destra nato proprio in Catalogna e proprio in chiave anti-catalana che sta raccogliendo sempre più consensi. Ma di un referendum sull’autodeterminazione i socialisti non vogliono sentir parlare. Dalle loro concessioni – fino a quando rimarranno al governo – dipenderà però il futuro delle relazioni tra Madrid e Barcellona.

Lo stato spagnolo sta accusando una transizione che non ha mai fatto fino in fondo i conti con il franchismo. I fatti dello scorso autunno hanno scoperto il deficit democratico. La Spagna è una democrazia, ma ci sono alcune zone d’ombra.

Il movimento indipendentista non è fatto solo dai nazionalisti catalani. A differenza di quello che hanno scritto in molti, dietro alla spinta secessionista c’è una profondo senso di comunità e l’adesione a un progetto progressista. Per molti la secessione è l’unico modo per staccarsi da uno Stato nel quale, proprio per quel deficit democratico, non si riconoscono più. In parte il nazionalismo catalano è un nazionalismo civico, che va oltre l’identità nazionale. Un concetto difficilissimo da comprendere.

La leadership catalana si è spinta fino in fondo convinta che alla fine lo stato spagnolo avrebbe accettato di negoziare. Così non è stato. La sua strategia non era ben definita e questo ha messo a rischio la società civile che aveva sposato il progetto della secessione con una continua mobilitazione di piazza, per fortuna pacifica.

L’Europa ha dimostrato per l’ennesima volta la sua debolezza.

Barcellona ha forzato le tappe anche nella convinzione che Bruxelles avrebbe chiesto al governo spagnolo l’apertura di un negoziato. Ma l’Unione Europea, che ha già molti altri problemi, non è andata oltre il suo status di organizzazione che tiene insieme i singoli Stati nazionali. In realtà la Commissione Europea avrebbe dovuto forzare il dialogo molto prima, evitando così di arrivare al primo ottobre.

Come era già stato evidente nel caso scozzese, i movimenti indipendentisti possono anche essere portatori di progetti progressisti. È difficile da comprendere, a maggior ragione nell’Europa dei populismi, ma in alcuni casi il nazionalismo può essere tranquillamente la bandiera di rivendicazioni democratiche. Non a caso la società catalana, così come quella scozzese, sono fortemente europeiste (basta citare la Brexit). Comprenderlo e accettarlo sarebbe per l’Europa un importante passo in avanti, anche per combattere il populismo dilagante di oggi.

Le comunità autonome spagnole, le nostre regioni, godono, almeno alcune, di una forte autonomia. La Catalogna è tra queste. Ma autonomia amministrativa non vuol sempre dire autonomia reale. Nonostante la decentralizzazione decisa con la costituzione del 1978 lo stato mantiene un forte potere di controllo. Una riforma in senso federale avrebbe evitato lo scontro di oggi. Dovrebbe valere anche per il futuro…

Catalogna

  • Autore articolo
    Emanuele Valenti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 14/01 12:31

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 14-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 14/01 10:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 14-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 14/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 14-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 14/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 14-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    A volo d'angelo nella guerra dei Balcani al Teatro della Cooperativa

    Michelangelo Canzi e Federica Cottini sono giovani e non hanno conosciuto la guerra sanguinosa che si è consumata nei Balcani, ma hanno condotto approfondite ricerche e fatto sopralluoghi per saperne di più. Ne è nato un testo, firmato da Federica Cottini che ne ha curato anche la regia e interpretato da Michelangelo Canzi, che si cala nei panni di una guida turistica che accompagna gli italiani nei luoghi della guerra in Bosnia. Un personaggio complesso, che restituisce i ricordi della sua gioventù trascorsa fra i combattimenti e i massacri con un lessico di grande attualità. Lo spettacolo è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e i due giovani artisti sono stati ospiti a Radio Popolare, di Il Suggeritore Night Live e di Cult, dialogando con Ira Rubini.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di mercoledì 14/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 14-01-2026

  • PlayStop

    Cult di mercoledì 14/01/2026

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 14-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di mercoledì 14/01/2026

    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

    Pubblica - 14-01-2026

  • PlayStop

    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    A come Asia di mercoledì 14/01/2026

    A cura di Diana Santini

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 14-01-2026

  • PlayStop

    PAT CARRA (curatrice) - LA TENDA DI SAFAA

    PAT CARRA (curatrice) - LA TENDA DI SAFAA - presentato da Ira Rubini

    Note dell’autore - 14-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di mercoledì 14/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 14-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di mercoledì 14/01/2026

    Ugo Tramballi, corrispondente de Il Sole24Ore da Gerusalemme analizza il destino incerto del Board of Peace annunciato da Trump per "gestire" Gaza, dei conflitti interni alle formazioni palestinesi e alla continua presenza di una logica di guerra nella Striscia. Giorgio Marasà,  Responsabile esteri di Sinistra italiana e membro della direzione di European Left Alliance (ELA) presenta la raccolta di firme per la cessazione dell’Accordo di Associazione tra Israele e Unione Europea. Cos’è, dove si firma, e perché bisogna raggiungere 1 milione di firme? Avete visto il lancio (e le polemiche) della Barbie autistica? Ne parliamo con  Nico Acampora, fondatore di PizzAut, prima pizzeria in Italia gestita da personale autistico, che ci spiega cosa servirebbe per dare cittadinanza alle 600mila persone in Italia a cui è stato diagnosticato un Disturbo dello spettro autistico.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 14-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di mercoledì 14/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 14-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di mercoledì 14/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 14-01-2026

Adesso in diretta