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Premio Franco Giustolisi: Roberto Festa premiato per “Diario Americano”

premio franco giustolisi 2019

Roberto Festa ha vinto il Premio Franco Giustolisi per  “Diario Americano” la rubrica dedicata agli Stati Uniti all’interno di Esteri.

 

Il comunicato ufficiale della giuria del Premio Franco Giustolisi:

Premio Franco Giustolisi 2019:

vincono il giornalismo d’inchiesta e l’alta qualità dell’informazione

 

Il Premio di giornalismo d’inchiesta ‘Giustizia e verità Franco Giustolisi’.

Il Premio è dedicato alla memoria di Franco Giustolisi, di cui oggi ricorre il quinto anniversario della scomparsa. E’ giunto alla sua quinta edizione e ha toccato alcuni luoghi teatro di stragi nazifasciste tra il 1943 e il 1945 e oggetto delle inchieste di Franco Giustolisi: Sant’Anna di Stazzema (2015), Marzabotto (2016), Boves (2017), Capistello (2018), e nel 2019 Roccaraso.

 

Franco Giustolisi 

Franco Giustolisi (1925-2014), è stato uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta italiani. Dalle indagini sulle mafie a quelle su terrorismo, fino ai reportage sulla corruzione e il grande lavoro sulla memoria italiana. La sua è stata una vita incentrata su un impegno civile continuo e insistente. Inviato speciale dal 1963 prima per “Il Giorno” poi per la “Rai” (“Tv7”), quindi per “l’Espresso”. Insieme a Pier Vittorio Buffa ha pubblicato “Al di là delle mura” (Rizzoli, 1984) e “Mara Renato e io” (Mondadori, 1988). Grazie al suo lavoro per far luce sui responsabili delle stragi nazifasciste avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e alla diffusione del contenuto dei faldoni scoperti nel 1994 in quello che lui stesso a definito in un libro “L’armadio della vergogna” (ristampato nel 2019 da Nutrimenti), Giustolisi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Stazzema e di Fivizzano.

 

Premi e premiati

(la premiazione si terrà il giorno 13 gennaio presso la sala Koch, Senato della Repubblica)

 

Premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità”

–  Federica Iezzi (Il Manifesto), inchiesta su immigrazione da Somalia ai Balcani, ex aequo

– Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), “Sulle orme di Padre Dall’Oglio”, carta e video, ex aequo

– Giulio Mola (Quotidiano nazionale), inchiesta “Sport malato”, menzione speciale

 

Premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio- Senato”

– Valerio Cataldi (Rai 3-Tg3), “Narcotica”

 

Premio letterario

– Paolo Berizzi, “Nazitalia”, Baldini e Castoldi

– Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana”, Einaudi, menzione speciale

– Francesca Mannocchi, “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”, Einaudi, menzione speciale

 

Premio speciale della giuria

– l’intera redazione del programma “Report” per il complesso delle inchieste trasmesse

Premio alla memoria

– Vittorio Nisticò e il giornale “l’Ora” con il libro “l’Ora” edizione straordinaria, Editore Regione siciliana

Premio radiofonia

– Roberto Festa (Radio Popolare), “Diario americano”, menzione speciale

 

L’importanza del Premio Giustolisi

Sandra Bonsanti, presidente del Premio Giustolisi:

“La fierezza di informare, l’orgoglio dell’autonomia, la coscienza di essere al servizio del cittadino nel rispetto della Costituzione. Questo e molto altro ci dice la quinta edizione del premio Franco Giustolisi, nella consapevolezza di camminare lungo la strada che, in solitudine, Franco imboccò quando volle dedicare il suo lavoro, la sua vita stessa, alla ricerca dei colpevoli delle stragi nazifasciste contro i civili. Fu allora che scopri L’armadio della vergogna e denunciò a tutto il mondo i nomi dei carnefici. Il lavoro della giuria si è mosso su un terreno di grande ricchezza numerica e di contenuti: una scoperta tanto importante in un tempo di estrema difficoltà e di insofferenza politica nei confronti della libera informazione.”

Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso:

“Se può esserci un criterio oggettivo per misurare l’importanza di un premio culturale, mi piace immaginare che l’alta qualità dei lavori giornalistici che la Commissione è stata chiamata a valutare è un segno tangibile che il Premio Giustolisi è un riconoscimento al quale ambiscono i migliori giornalisti del nostro paese. Il Comune di Roccaraso è orgoglioso di essere partner del Premio. Soprattutto in un momento come questo in cui la libertà di stampa deve essere uno strumento per trasmettere valori sociali e di solidarietà alle nuove generazioni.”

 

La giuria del Premio Giustolisi

Roma, 10 novembre 2019

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    Redazione
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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

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    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

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    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

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    Lombardia: ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra alleate per gli affari. 62 persone condannate

    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

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