Approfondimenti

Sequestrata la nave della Pro Activa Open Arms

Accuse pesanti per la ong spagnola Pro Activa Open Arms, dopo la vicenda che l’ha vista protagonista la scorsa settimana. Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è il reato ipotizzato dalla Procura diretta dal procuratore Carmelo Zuccaro. Tre gli indagati: comandante, coordinatore della nave e responsabile della organizzazione.

Il motivo della grave accusa è che giovedì scorso gli attivisti della nave hanno rifiutato di consegnare alla guardia costiera libica i migranti appena salvati da un naufragio. Le motovedette libiche hanno intimato di consegnare i naufraghi sotto la minaccia delle armi, secondo il racconto che gli attivisti hanno fatto a Radio Popolare poche ore dopo il fatto. Pro Activa è rifiutata di farlo. A quel punto non ha ricevuto per 24 ore indicazione su dove dirigersi. Ha quindi continuato a navigare verso l’Italia. Poi, venerdì sera, il via libera a far sbarcare i migranti a Pozzallo.

A quanto risulta, la condotta della ong viene considerata dalla procura di Catania al di fuori degli accordi (il cosiddetto “codice di condotta”) da essa stessa sottoscritti. Il non aver consegnato i migranti ai libici ha posto Pro Activa al di fuori della collaborazione con la Guardia costiera italiana. A quel punto, solo un intervento del governo di Madrid, dato che la nave batte bandiera spagnola, avrebbe potuto far rientrare la situazione nell’ambito del rapporto tra paesi, Italia e Spagna. L’aver proseguito invece la navigazione verso l’Italia per ottenere il permesso all’attracco a Pozzallo da parte di Roma, secondo la procura di Catania, costituirebbe una violazione della legge, integrando il reato di associazione a delinquere. Sarà il giudice per le indagini preliminari, ora, a decidere sulla convalida del sequestro della nave, ora ferma nel porto di Pozzallo.

Pro Activa respinge le accuse.  “Impedire il salvataggio delle vite in pericolo in alto mare con lo scopo di riportarle con la forza in un paese non sicuro come la Libia è in contrasto con lo Statuto dei rifugiati dell’Onu”‘, ha scritto  in un tweet Oscar Camps, fondatore della ong spagnola.

Abbiamo parlato con Riccardo Gatti, attivista di Pro Activa, che ci ha rilasciato questa dichiarazione, inviataci con un messaggio vocale.

Noi ci sentiamo indagati tanto quanto i tre che lo sono, perché siamo totalmente con loro. E’ assurdo quello che sta succedendo quando è da luglio del 2016 che stiamo operando in coordinamento con la Guardia costiera italiana. Adesso, a una settimana dalle elezioni, succede questo. Non riesco a capire cosa possa essere scattato. Non so se sia stato il fatto di non aver consegnato ai libici le persone, producendo una conseguente deportazione in un paese. Oppure se tutto sia dovuto al problema amministrativo che c’è stato, con la richiesta alla Spagna per l’approdo in porto italiano. Che oggi si arrivi a questo, in questi modi, ci fa sospettare che non si voglia avere nessuno nel mar Mediterraneo, per non far sapere e vedere quel che succede, che i libici si possono permettere di minacciare chi sta facendo operazioni di salvataggio”.

Di seguito, riportiamo l’articolo di venerdì scorso in cui si ricostruisce l’accaduto e si riporta la testimonianza di quanto accaduto durante il salvataggio di 218 migranti.

—————————————————————————————————————————————–

La nave della Ong spagnola Pro Activa Open Arms ha subìto una grave azione di contrasto da parte della Guardia costiera libica durante il salvataggio di migranti in mare. Con i mitra spianati gli è stato intimato di consegnare ai militari libici le persone salvate. I soccorritori non lo hanno fatto e i 218 migranti sono stati portati a bordo. Da qui è cominciata un’odissea che vede la nave della Ong bloccata nel Canale di Sicilia. Le autorità italiane non consentono l’approdo nei porti italiani, nonostante la presenza a bordo di diverse donne e bambini, alcuni dei quali necessitano di cure mediche che solo in parte possono essere fornite dal personale a bordo. Solo una donna, con un neonato, in grave pericolo di vita, è stata trasportata a terra da una motovedetta maltese. Al momento, venerdì pomeriggio, la nave di Pro Activa è ferma, in attesa di un via libera che non arriva.

A bordo abbiamo raggiunto Riccardo Gatti, portavoce di Pro Activa Open Arms.

“Le condizioni del mare stanno peggiorando e noi stiamo aspettando che ci dicano in quale porto possiamo andare. Le persone a bordo sono in condizioni di salute che al momento possiamo definire stabili. Logicamente, stiamo parlando di persone soccorse in mare, che scappano dalla Libia dove sappiamo che situazioni ci sono”.

Ci conferma che non vi è consentito l’approdo in Italia?

Sì, al momento non possiamo. Ci è stato detto che dobbiamo fare una richiesta al governo spagnolo, perché la nostra nave batte bandiera spagnola. Il governo spagnolo dovrebbe fare una richiesta ufficiale a quello italiano che a quel punto, su richiesta di Madird, ci potrebbe accogliere.

Perché questa procedura?

Non lo so. Posso supporre che il motivo sua che questa nostra operazione di salvataggio non sia stata autorizzata dalla guardia costiera italiana. E’ una cosa che ci sorprende, non era mai successo prima che ci venisse chiesto questo tipo di procedura.

Con chi avete parlato?

Con la guardia costiera italiana, con la quale siamo sempre in contatto, tramite il Centro di coordinamento a Roma. Loro si mettono in contatto con il ministero degli Interni e poi ci forniscono le direttive.

Avete un canale attivo con la Spagna?

Certo, abbiamo già contattato le autorità spagnole ma è da ieri che non ci fanno sapere nulla. Quindi non riesco a prevedere i tempi della possibile risposta. E tra l’altro è molto più lontano, il primo porto spagnolo, dobbiamo praticamente attraversare il Mediterraneo.

Cosa è successo al momento del salvataggio?

Le motovedette libiche hanno cercato di bloccare il nostro intervento di salvataggio. Sotto la minaccia delle armi hanno cercato di farsi consegnare le persone che avevamo già salvato e che stavamo soccorrendo. E’ una cosa assurda. Vorrei ricordare che queste imbarcazioni sono state date dal governo italiano e che il governo di Tripoli riceve finanziamenti da Roma.

Vi hanno puntato le armi contro?

Sì, sì, sembrava un film. Ci hanno detto di non avvicinarci con la nostra nave perché ci avrebbero sparato. Ai soccorritori che erano sulle nostre imbarcazioni di salvataggio dicevamo di consegnargli le persone perché in caso contrario avrebbero aperto il fuoco.

Che armi erano?

Kalashnikov.

Voi non le avete consegnate?

No, no. Sappiamo che poi vengono portati nei centri libici. Tra l’altro era una situazione molto concitata.

Loro cosa hanno fatto?

A un certo punto tutta la situazione si è sbloccata e ci hanno lasciato andare. A quel punto noi abbiamo continuato le operazioni di soccorso dei migranti che erano ancora sul loro barcone. Alcuni di loro alla vista dei mitra spianati si sono buttati in mare.

Siete riusciti a recuperarli tutti?

Sì.

  • Autore articolo
    Alessandro Principe
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 13/01 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 13-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 13/01 10:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 13-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 13/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 13-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di martedì 13/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 13-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di martedì 13/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 13-01-2026

  • PlayStop

    Cult di martedì 13/01/2026

    Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: la Prova Aperta straordinaria della Filarmonica della Scala dedicata a Fondazione "Giulia Cecchettin", di cui parla Daria Fallido; Mirko Leo di dell'associazione loscribacchiatore presenta il fumetto in partnership con Astorina Editore intitolato "Colpo a Paestum"; Oliviero Ponte di Pino ripercorre i 25 anni di attività e ricerca per lo spettacolo dal vivo di Ateatro; la rubrica ExtraCult a cura di Chawki Senouci...

    Cult - 13-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di martedì 13/01/2026

    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

    Pubblica - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    A cura di Roberto Festa con Fabrizio Tonello

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 13-01-2026

  • PlayStop

    A come America di martedì 13/01/2026

    Donald Trump e la svolta conservatrice della democrazia USA. A cura di Roberto Festa e Fabrizio Tonello.

    A come America - 13-01-2026

  • PlayStop

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES

    GIANNI BIONDILLO - MM MILANO'S MOVIES - presentato da Barbara Sorrentini

    Note dell’autore - 13-01-2026

  • PlayStop

    In tenda per difendere la sanità pubblica. La storia di Piero Castrataro, sindaco di Isernia

    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di martedì 13/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 13-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di martedì 13/01/2026

    I fatti del giorno analizzati dai nostri esperti, da studiose e studiosi. I protagonisti dell'attualità intervistati dai nostri conduttori.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 13-01-2026

  • PlayStop

    Lombardia: ‘Ndrangheta, Mafia e Camorra alleate per gli affari. 62 persone condannate

    Sono arrivate 62 condanne nel processo sull’alleanza mafiosa lombarda Hydra. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati dei 78 rinviati a giudizio a pene fino a 16 anni di reclusione, quasi cinque secoli totali di carcere. 24 le condanne per 416 bis, associazione mafiosa. Accolta la tesi dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane: in Lombardia c’è stata un'alleanza tra ‘ndrangheta, mafia e camorra in nome degli affari. Le tre organizzazioni criminali, come emerso dalle indagini, avevano capito che in Lombardia senza farsi la guerra c’è spazio per tutti. Il giudice, che ha letto la sentenza nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. In Lombardia le tre mafie avevano deciso di mettersi insieme, ciascuna con la propria specificità, per fare business, “autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa Nostra, della Camorra o della ‘Ndrangheta” ha detto la pm Cerreti durante la requisitoria. “So che può dare fastidio a qualcuno, ma Milano è un contesto mafioso né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza, non faremo passi avanti”. Dell’importanza di questa inchiesta, Hydra, Roberto Maggioni ne ha parlato con Andrea Carni, ricercatore, che insieme a Nando dalla Chiesa ha scritto il libro “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia”.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di martedì 13/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 13-01-2026

Adesso in diretta