Approfondimenti

Merkel per la nona volta a Pechino

È la nona volta che Merkel viene in Cina in dieci anni di leadership. Per fare un impietoso paragone, Renzi ci è venuto solo una volta e frettolosamente. Questo ci dà una chiara idea delle rotte su cui viaggiano le relazioni internazionali che contano. Ma forse, per pareggiare, il presidente del consiglio italiano conta di governare trent’anni. L’attenzione e il rispetto con cui la cancelliera guarda a Pechino le permette anche di dire cose che gli altri europei non osano o non si sognano manco di dire.

Così, giunta il 12 giugno a Pechino per un summit tra il governo tedesco e quello cinese accompagnata da una ventina tra i massimi capitani d’impresa germanici, Merkel ha parlato alla locale Accademia delle Scienze, chiarendo immediatamente un concetto: l’Unione Europea non vuole guerre commerciali, ma che esiste un problema sulla sovrapproduzione di acciaio sussidiato cinese, che invade i mercati e manda in crisi le nostre imprese del settore. Ha poi aggiunto che le compagnie tedesche si aspettano uno Stato di diritto compiuto che renda i loro investimenti oltre Muraglia meno soggetti ad arbitrio. Chiede reciprocità, la Merkel, pressata dalla propria opinione pubblica che non vede di buon occhio l’offerta da 4,6 miliardi di euro con cui una società cinese – Midea Group Co – sta cercando di acquisire l’impresa di robotica Kuka AG. A Berlino ci sono state riunioni fiume in cui il governo ha cercato di convincere la proprietà di Kuka a valutare anche altre offerte, mentre Siemens è stata incoraggiata a fare un «passo avanti» in nome dell’orgoglio patrio e, naturalmente, del business.

Cina e Germania sono due Paesi manifatturieri. Il trasferimento di tecnologia implicato nell’acquisizione di un’impresa d’avanguardia da parte dei cinesi spaventa i tedeschi, che finora hanno goduto del vantaggio competitivo dato dall’innovazione. È la globalizzazione, bellezza, concetto che ha ribadito anche Frau Merkel appena sbarcata a Pechino, ricordando però che le regole devono valere per tutti.

Sul filone dello Stato di diritto, la cancelliera ha poi ricordato ai cinesi che il ruolo di superpotenza impone maggiori responsabilità e che quindi la Cina deve rafforzare la propria cultura legale sia nelle faccende internazionali – chiaro il riferimento alle dispute nel Mar Cinese Meridionale– sia in quelle domestiche. A questo proposito, nei giorni scorsi Merkel aveva ricevuto un appello dalla famiglia della giornalista Gao Yu, 71 anni, detenuta dal 2015 con l’accusa di avere divulgato segreti di Stato. Che Merkel conosca il proprio interlocutore lo rivela il fatto che abbia declinato la questione «Stato di diritto» in termini di stabilità sociale. In termini pragmatici, dunque, molto ammiccanti per i cinesi, che non accettano lezioncine morali ma al tempo stesso temono l’instabilità come la peste.«Stato di diritto» significa dunque una magistratura che «decide secondo le leggi e la regole del Paese in modo indipendente della politica, e tutti sono uguali davanti alla legge. Il che vuol dire che le procedure giudiziarie e le sentenze devono essere trasparenti», ha detto. «Se interpretato in questo modo – ha aggiunto Merkel – lo Stato di diritto rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nelle loro decisioni. E in tal modo rafforza anche la stabilità sociale di un Paese». Bingo.

Va ricordato che i tribunali cinesi sono controllati dal Partito comunista, anche se il presidente Xi Jinping sta cercando di renderli più giusti e affidabili togliendoli dalle grinfie dei funzionari locali. È una difficile strettoia: il potere del Partito deve restare inattaccabile – secondo Xi – ma le corti locali devono tutelare di più la gente comune contro i soprusi dei potenti. È la strategia identificata per impedire che i cinesi, sfiduciati, scendano sempre più in piazza o compiano gesti estremi per richiamare l’attenzione sulle proprie rimostranze e casi umani. Non si tende quindi a perseguire un Stato di diritto che i cittadini possano impugnare per attaccare anche il quartier generale, questo no, ma a rendere il giudiziario sufficientemente «autonomo» (virgolette plurime) da renderlo autorevole.

Ecco dove Merkel ha puntato il dito, segno che conosce il proprio interlocutore e lo tratta da pari a pari. Ma con rispetto. Certo, probabilmente non sposterà mezza virgola, ma il messaggio è arrivato. Dal canto loro, i media cinesi hanno sottolineato che il summit sino-tedesco rafforzerà senz’altro le relazioni bilaterali tra i due Paesi, ricordando la cooperazione a livello di G20 e nel grande progetto di moderna Via della Seta.

Tratto dal sito China Files

  • Autore articolo
    Gabriele Battaglia
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 14/01 07:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 14-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 14/01 10:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 14-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 14/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 14-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 14/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 14-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Cult di mercoledì 14/01/2026

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 14-01-2026

  • PlayStop

    Pubblica di mercoledì 14/01/2026

    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

    Pubblica - 14-01-2026

  • PlayStop

    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    A come Asia di mercoledì 14/01/2026

    A cura di Diana Santini

    A come Atlante – Geopolitica e materie prime - 14-01-2026

  • PlayStop

    PAT CARRA (curatrice) - LA TENDA DI SAFAA

    PAT CARRA (curatrice) - LA TENDA DI SAFAA - presentato da Ira Rubini

    Note dell’autore - 14-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di mercoledì 14/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 14-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di mercoledì 14/01/2026

    Ugo Tramballi, corrispondente de Il Sole24Ore da Gerusalemme analizza il destino incerto del Board of Peace annunciato da Trump per "gestire" Gaza, dei conflitti interni alle formazioni palestinesi e alla continua presenza di una logica di guerra nella Striscia. Giorgio Marasà,  Responsabile esteri di Sinistra italiana e membro della direzione di European Left Alliance (ELA) presenta la raccolta di firme per la cessazione dell’Accordo di Associazione tra Israele e Unione Europea. Cos’è, dove si firma, e perché bisogna raggiungere 1 milione di firme? Avete visto il lancio (e le polemiche) della Barbie autistica? Ne parliamo con  Nico Acampora, fondatore di PizzAut, prima pizzeria in Italia gestita da personale autistico, che ci spiega cosa servirebbe per dare cittadinanza alle 600mila persone in Italia a cui è stato diagnosticato un Disturbo dello spettro autistico.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 14-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di mercoledì 14/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 14-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di mercoledì 14/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 14-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Giornali e commenti di mercoledì 14/01/2026

    La mattina inizia con le segnalazioni dai quotidiani e altri media, tra prime pagine, segnalazioni, musica, meteo e qualche sorpresa.

    Presto Presto – Giornali e commenti - 14-01-2026

Adesso in diretta