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L’Art Ensemble di Chicago non suona per il Sultano

L'Art Ensemble of Chicago

L’Art Ensemble of Chicago, in tour per i cinquant’anni della formazione, non ha tenuto il concerto previsto a Istanbul per il 18 ottobre. Saltata la data turca, l’Art Ensemble ha proseguito regolarmente con l’esibizione del 19 ottobre al Festival del Jazz di Skopje, in Macedonia del Nord.

Dopo l’aggressione della Turchia ai curdi della Siria, la data a Istanbul è diventata imbarazzante per un gruppo con la coerenza artistica e la sensibilità politica di cui l’Art Ensemble ha dato prova in mezzo secolo di attività.

Alla fine è è arrivata la notizia dell’annullamento, evidentemente non facile per ragioni contrattuali. Fan e amici nei giorni scorsi avevano auspicato che l’Art Ensemble rinunciasse al concerto.

La nascita dell’Art Ensemble di Chicago

La formazione era nata come gruppo del sassofonista Roscoe Mitchell nell’ambito della AACM, l’”associazione per la promozione dei musicisti creativi” di Chicago, costituita nel ’65 da musicisti nella stragrande maggioranza neri. Le denominazione di Art Ensemble of Chicago, però, fu assunta in occasione della prima trasferta europea nel 1969.

I concerti europei, e in particolare parigini dell’AEOC, furono uno shock per i critici e gli appassionati del Vecchio Continente e fecero dell’Art Ensemble un emblema dell’avanguardia jazzistica.

In Europa, con la cooptazione del batterista e percussionista Don Moyé, il gruppo raggiunse il suo assetto definitivo, con Roscoe Mitchell e Joseph Jarman ai sassofoni, Lester Bowie alla tromba e Malachi Favors al contrabbasso.

La storia e l’estetica dell’Art Ensemble, certamente una delle esperienze musicali più influenti dell’ultimo mezzo secolo, è raccontata nel libro di Paul Steinbeck Grande Musica Nera, pubblicato in Italia da Qudlibet.

La formazione attuale

Mancati Bowie, Favors e Jarman, l’Art Ensemble è oggi animato da Mitchell e Moyé. Nel tour per i cinquant’anni, l’Art Ensemble si presenta con una formazione allargata di una quindicina di elementi. Tra questi ci sono anche una italiana, la contrabbassista Silvia Bolognesi e un italiano di adozione, il percussionista senegalese Dudu Kouaté, che vive a Bergamo.

Nel 2019 l’Art Ensemble ha pubblicato We Are On The Edge (etichetta Pi). Nel corso del tour per i cinquant’anni la formazione si è esibita a Roma lo scorso 4 ottobre.

  • Autore articolo
    Marcello Lorrai
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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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