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La storia

La storia

La storia di (e attraverso) Radio Popolare

1975 La vigilia di Natale viene registrata al tribunale di Milano la testata Radio Popolare.

1976 Si forma la Cooperativa di Radio Popolare con rappresentanti di varie forze politiche e sindacali della sinistra (Fim, Fiom, Uil, sinistra Psi, Lc, Mls poi Pdup, Ao ed altri). I redattori ne sono soci. Gli ascoltatori lo diventano acquistando una tessera. La radio comincia a trasmettere sulle frequenze di Radio Milano Centrale di cui assorbe una parte dei redattori. La sede è in corso Buenos Aires. Lo studio di trasmissione viene chiamato “metrocubo”. Il progetto è di Piero Scaramucci, che assume la direzione della radio. Il 7 dicembre Radio Popolare diventa famosa con la radiocronaca della contestazione alla prima della Scala: quindici redattori chiamano in continuazione dai telefoni pubblici; Camilla Cederna (in incognito) fa la cronaca dall’interno del teatro. Per la morte di Mao Rp manda in onda una corrispondenza dalla Cina di Edoarda Masi.

1977 Si struttura il palinsesto: dieci notiziari al giorno, la rubrica sindacale verso sera, il microfono aperto al mattino, le notturne di autocoscienza. Sull’onda del movimento giovanile e studentesco prende vita la “Rubrica giovani”. Censurato dalla Rai, Dario Fo risponde agli ascoltatori in collegamento artigianale con decine di radio di tutta Italia. “Nascono” Gino e Michele con “Passati col rosso”. Le donne di Rp organizzano una grande festa al Palalido dove verranno amplificate le corrispondenze degli incidenti di Roma e Bologna. In autunno trasloco nella palazzina di via Pasteur. Scaramucci torna in Rai, nuovo direttore è Nini Briglia.

1978 Telefonano i fascisti in una notturna sulla violenza dopo l’uccisione di due missini a Roma. Si apre un grande dibattito nella sinistra: si devono lasciar parlare i fascisti? In marzo la radio è il punto di riferimento per la grande risposta popolare all’assassinio di Fausto e Iaio, due ragazzi del Leoncavallo.

1979 Briglia lascia Rp per la carta stampata, inizia la direzione di Biagio Longo. L’8 aprile Antonio Stella inaugura “Le testate degli altri”, la rassegna stampa: per mesi pagherà i giornali di tasca propria. Cronache dalle fabbriche in lotta contro i licenziamenti tra cui l’appassionata diretta dell’assemblea Unidal.

1980 Nascono “Radio Shabi”, settimanale in lingua araba per gli immigrati e “L’altro martedì”, programma dedicato al mondo gay e lesbico.

1981 Radio Popolare trasmette i comunicati delle Br sul sequestro Sandrucci per favorire la liberazione dell’ostaggio. Appena tornato a casa il dirigente dell’Alfa telefona alla radio per ringraziare. Va in onda “Radio due tre”, trasmissione sui diritti dei carcerati con testi dei detenuti di San Vittore. Dieci radio lombarde trasmettono in contemporanea i notiziari di Radio Popolare.

1982 Prende quota “Ubik”, rotocalco di cultura e approfondimento delle notizie. Per i mondiali di calcio Rp organizza all’Anteo e al Cristallo proiezioni su schermo gigante delle partite trasmettendo per radio le reazioni del pubblico.

1983 Si ristruttura la Cooperativa, che ha migliaia di iscrizioni non realmente gestibili. Il numero dei soci viene portato a sessanta (metà lavoratori e metà esterni). La Cooperativa affida la gestione della radio per sei anni ad una Srl di cui detiene la metà delle quote, l’altra metà è di Fim, Sinistra Indipendente, Dp, Pdup, di esponenti della sinistra socialista e di un privato. Nasce anche l’Associazione Radio Popolare. Non senza conflitti si ristrutturano gli assetti interni di Rp.

1984 Diventa popolare la trasmissione “Bar Sport”, specchio raffinatamente grossolano della comunicazione tra tifosi: collaborano tre ascoltatori, la futura Gialappa’s Band. Dalla latitanza il fascista Delle Chiaie si difende con una lunga ed esclusiva intervista telefonica. Durante la finale del festival di San Remo Rp canta in diretta testi alternativi. Nasce “Metroregione”, notiziario regionale.

1985 Milano sepolta dalla neve discute attraverso Rp come vivere l’emergenza. In anticipo sui tempi Rp fa scoprire la cultura e la musica russe con “Vaghe stelle dell’Orso”. Nasce “Borderline”, cabaret radiofonico del pomeriggio. Gli studenti del movimento dell’85 parlano attraverso la rubrica “Aula magna”. Trasferimento in centro, in piazza Santo Stefano 10. Sergio Serafini diventa amministratore di Rp.

1986 Prima edizione di Extrafesta, musica del Sud del mondo. Biagio Longo lascia Radio Popolare: la direzione è assunta da un quartetto di caporedattori: Bruna Miorelli, Paolo Hutter, Umberto Gay, Marcello Lorrai. RP scopre l’esistenza delle tre lettere che aprono a Milano il caso Ligresti. L’edizione “Mundial” di “Bar Sport” riceve il primo premio della storia di RP: il “David Campbell Harris” per “il futuro della comunicazione”.

1987 Contestata nomina a direttore di Andrea Rivas che viene affiancato dai vicedirettori Hutter, Lorrai e Miorelli. Prima edizione del “Bordertrophy”, grande caccia al tesoro radiocomandata. Parte “Notturnover”, cronaca e collegamenti in diretta delle serate di Milano. Renato Vallanzasca, evaso dal carcere, rilascia un’intervista esclusiva a Rp e preleva una patente.

1988 Ventennale del ’68: Rp evoca per un’intera giornata sussurri e grida di un’ipotetica radio libera di allora, anche grazie a molti protagonisti del ’68 che recitano se stessi. I migliori scrittori italiani si cimentano in “Romanzo invisibile”, radio-romanzo a puntate.

1989 Cresce la capacità dei collegamenti dall’estero: dal Cile che finalmente va alle urne, alla Cina di piazza Tien An Men; da Gerusalemme a Managua, da Parigi a Berlino. Il corrispondente da Praga trasmette dalle facoltà occupate. In autunno Andrea Rivas lascia la direzione, il coordinamento editoriale passa ai tre vicedirettori. La Cooperativa, scadendo il contratto di affitto alla Srl, progetta una Spa che ridimensionando il peso delle forze politiche si fonda sull’azionariato popolare.

1990“Popolarest” trasmette le voci delle radio dell’Est in italiano: una finestra sui cambiamenti epocali dell’ex impero sovietico . Assemblea permanente radiotelefonica della “Pantera” grazie a “Scuolabrodo”. Nasce Errepi Spa. Il 1° maggio prende il via la campagna di azionariato popolare che ha subito successo: in sei mesi oltre diecimila azioni sono acquistate da ottomila persone. Il coordinamento editoriale è assunto da Danilo De Biasio, Sergio Ferrentino e Marcello Lorrai.

1991 Rp racconta in diretta la guerra del Golfo e diventa punto di riferimento per chi si batte a favore della pace. Una non stop di settecento ore dà voce ad angosce, paure e speranze di migliaia di ascoltatori. Grazie ai redattori di lingua araba si ascoltano le reazioni dal Medio Oriente. Il tentativo di colpo di stato contro Gorbaciov è seguito in diretta attraverso la gente che manifesta a Mosca contro i golpisti. Memorabile la diretta, in collegamento con la radio della “Casa Bianca” di Mosca, dal parlamento russo nella notte dell’assedio. Rp lancia un nuovo sistema di finanziamento: l’abbonamento.

1992 Cinquecento anni dalla conquista delle Americhe: Rp racconta celebrazioni, controcelebrazioni e le culture distrutte dai conquistadores. Nuovo trasloco, in via Stradella 5. In febbraio Piero Scaramucci lascia la Rai e torna a dirigere Rp. Si sviluppano l’azionariato e l’abbonaggio. Si rafforzano i notiziari del mattino. Rp annuncia per prima l’avviso di garanzia a Bettino Craxi mentre l’Ansa tace a lungo e i telegiornali diffondono la notizia solo attribuendone la paternità a Rp. Si struttura il primo nucleo di Popolare Network collegando in diretta per i notiziari Roma, Bologna, Firenze, Verona, Brescia.

1993 Il giorno dell’Epifania mille ascoltatori accorrono in via Stradella per comprare azioni di Rp. In febbraio Rp entra a far parte del gruppo di lavoro di Amarc Europe (emittenti europee dell’Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie). Il 27 luglio, 8 minuti dopo lo scoppio della bomba in via Palestro, Radio Popolare inizia una diretta sull’attentato: telefonano i testimoni, poi i cronisti. In settembre prima “dieci giorni” della campagna abbonamenti: sospese quasi tutte le trasmissioni ordinarie, si crea un grande happening radiofonico.

1994 Con uno strappo alla regola di non aderire a iniziative politiche, Rp aderisce alla manifestazione nazionale del 25 aprile. Dall’alba a notte cinquanta cronisti animano una gigantesca diretta che diventa anche una sorta di guida per i trecentomila manifestanti. La trasmissione sarà premiata dall’Unione Nazionale Cronisti. Nanni Balestrini ne farà un libro.  Per le radiocronache dei mondiali di calcio “Bar Sport” richiama centomila presenze al Palatrussardi. In autunno le dirette delle manifestazioni contro il governo Berlusconi sono un evento nazionale realizzato con settanta cronisti di tutto il Network e studio centrale al Circo Massimo.

1995 Gli azionisti sono tredicimila, gli abbonati superano i dodicimila. Si fa sistematicamente musica in diretta: dallo Studio 4 interpreti di classica, gruppi giovanili inediti, cantanti famosi. Da maggio il segnale di RP è irradiato su tutta Europa da satellite. Rassegna stampa e Microfoni aperti sono trasmessi in rete nazionale da varie radio del network grazie a collegamenti con linee Isdn. A ferragosto l’annuale Cortilparty deborda: quattromila persone fanno festa in tutta via Stradella.

1996 Radio Popolare festeggia il proprio ventennale. Fra le altre iniziative speciali, torna per un una tantum d’eccezione Bordertrophy. Al Palatrussardi per gli europei di calcio si rinnova il successo di “Bar Sport”. Nasce il sito internet di Radio Popolare. In settembre Radio Popolare segue con un proprio gommone sul Po la manifestazione leghista di proclamazione della Padania svelandone la modesta entità della reale partecipazione. Radio Popolare ottiene la Medaglia d’oro di riconoscimento della Provincia di Milano perché “ha dato voce a quanti non hanno strumenti per incidere nei meccanismi della comunicazione di massa”.

1997 Nasce “Piovono Pietre” di Alessandro Robecchi, rubrica di commenti critici e satirici sull’attualità che nel 2001 vince il Premio Viareggio per la satira politica. A marzo Radio Popolare promuove una campagna per spegnere le luci delle città in occasione della notte della cometa Hale Bop.

1998 In agosto si tiene a Milano, ospitato da Radio Popolare, il settimo convegno mondiale delle radio comunitarie: è la prima volta che l’organizzazione di un convegno dell’ Amarc è affidata ad un’unica emittente.

1999 In ironica concomitanza con Sanremo, RP risponde all’equazione immigrazione = criminalità organizzando una rassegna della canzone italiana cantata da cittadini immigrati. Per tutti i 77 giorni della guerra contro la Serbia, Radio Popolare apre ogni notiziario scandendo il numero delle ore passate dal primo bombardamento Nato sull’ex Yugoslavia. L’11 agosto, per l’ultima eclisse del millennio, RP racconta l’evento con gli occhi di decine di ascoltatori-corrispondenti, sparsi fra la Cornovaglia e il Golfo del Bengala. Il 25 settembre RP ribatte con un happening notturno alla campagna di manifesti della giunta milanese del Polo che proclama che “Milano fa bene”. Ottomila ascoltatori si radunano in un parco e puntano le loro torce elettriche verso il cielo in modo da comporre la scritta, della lunghezza di un chilometro, “Milano fa male”, che, fotografata da un satellite, viene poi diffusa via internet. Il 12 dicembre, trentesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, RP racconta l’intera giornata con i protagonisti dell’epoca: una ricostruzione storica, sociale, culturale, politica che si guadagna il “Premiolino”. Radio Popolare ottiene anche il premio Art Directors Club Italiano per la miglior campagna pubblicitaria radiofonica.

2000 Esordisce “Sansone”, trasmissione arruffapopoli a caccia di indignazione. A giugno Radio Popolare entra nella sua quinta sede, questa volta di proprietà: i 2000 metri quadri di via Ollearo. Nuove attrezzature (si passa al digitale) e perfino un auditorium da 99 posti. L’impegnativa operazione è finanziata anche attraverso l’acquisto da parte degli ascoltatori di un simbolico mattoncino, che va a comporre un enorme mosaico (posto sulla parete esterna della nuova sede) concepito da Emilio Tadini. A dicembre Radio Popolare convoglia le sue trasmissioni anche su satellite “in chiaro” che diventano ascoltabili in tutta Europa e Nord Africa.

2001 Anno cruciale: G8 e 11 settembre. Durante i giorni di luglio Popolare Network trasmette anche da Genova, riuscendo a raccontare le idee del movimento /altromondialista/ e la violenza della repressione: la descrizione degli inviati ai cortei è per molti manifestanti una bussola preziosa per orientarsi e sfuggire alle aggressioni delle forze di polizia. I giornalisti del Network sono alla Diaz, testimoni del brutale assalto riuscendo a dare subito la misura della gravità dell’accaduto. Tre giorni di radio sintetizzati in un cofanetto di cinque CD prodotto da RP: Genova/luglio 2001. Aumenta ulteriormente il numero dei sostenitori-abbonati di RP, che superano i quindicimila. Varata nel settembre 2000 “Onda anomala” affianca i notiziari e le altre trasmissioni di informazione e si afferma come programma di approfondimento. Radio Popolare riceve due premi: il Mosaico della Solidarietà e la Medaglia d’oro di Benemerenza civica (l’Ambrogino) perché “voce libera e autonoma nel panorama dell’informazione, un luogo aperto al confronto delle idee”. Dedichiamo l’Ambrogino a Driss Moussafir, il cittadino del Marocco morto nell’attentato di via Palestro a cui il Comune non aveva voluto concedere nessun riconoscimento.

2002 Piero Scaramucci lascia la direzione. A Firenze, per il primo Forum Sociale Europeo, concluso da un’enorme manifestazione pacifista, lavora una redazione composta da giornalisti delle radio di Milano, di Firenze, di Bologna, di Carrara, di Taranto e di Venezia, dislocati tra le piazze della citta’, lo studio allestito alla Fortezza da Basso, e la sede di Controradio. Radio Popolare riceve due premi: la targa “Cronista dell’anno” per la diretta dello schianto di un piccolo aereo contro il grattacielo Pirelli; il Senato assegna il Premio Passetti alla copertura degli eventi del G8 di Genova. I Mondiali di calcio vengono raccontati da Nippocampo: radiocronisti diventano gli ascoltatori delle nazioni in campo, ciascuno di loro parlando la propria lingua.

2003 La direzione di Ivan Berni dura da marzo a novembre. Il 15 febbraio, per le più grandi mobilitazioni pacifiste mai viste, Radio Popolare non si limita ad una lunga diretta con collegamenti da tutto il mondo: quindicimila ascoltatori disegnano un gigantesco simbolo della pace all’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. Dal 19 marzo fino all’ingresso delle truppe statunitensi a Baghdad Radio Popolare è in diretta 24 ore su 24 con notizie, testimonianze, commenti e confronti sulla guerra. A giugno 10.000 persone affluiscono al “Bye Bye Ciro Summer Party”, la prima festa di “Sansone”. Nasce “Esteri”, magazine di notizie dal mondo e il “microfono aperto serale”.

2004 Massimo Rebotti diventa direttore. Dalla Spagna appena colpita dagli attentati, Radio Popolare racconta la mobilitazione della società civile che non crede alle bugie del governo Aznar. Dalla Palestina racconta la scomparsa di un protagonista del XX secolo: Yasser Arafat.

2005 L’Italia si appassiona alle primarie e Popolare Network ha decine di inviati che raccontano questa voglia di partecipazione. Radio Popolare organizza il convegno internazionale “La radio: un mass media democratico”. Nuovo riconoscimento: il Premio Passetti va Jurij Bogogna e Lorenza Ghidini per gli speciali sul 60° anniversario della Liberazione

2006 Il movimento delle donne teme la cancellazione della legge sull’aborto e decide di “uscire dal silenzio”: Radio Popolare permette all’enorme corteo femminista di Milano di dialogare con il contemporaneo presidio di Roma a favore delle unioni di fatto. Per festeggiare il suo trentesimo compleanno Radio Popolare prepara diverse iniziative: un concorso per il logo del trentennale, un ciclo di trasmissioni per riascoltare i momenti più significativi della nostra storia, un’edizione di tre giorni di Extrafesta. Escono due libri su Radio Popolare: “Ma libera veramente” edito da Kowalski e “Vedi alla voce Radio Popolare”, edito da Garzanti. Nel frattempo diventa comproprietaria (al 40%) di Radio BBS, l’emittente che lotta da anni per il suo diritto a trasmettere su Roma.  Crapapelata vince il Premio Città di Sasso Marconi per il “miglior progetto di comunicazione indirizzato agli adolescenti e ai giovani. E-Content Award premia il sito di Radio Popolare.

2007 Massimo Rebotti dopo tre anni di direzione rinuncia ad un secondo mandato. La responsabilità editoriale passa a Michele Migone, Gianmarco Bachi e Danilo De Biasio. Antonella Mascali ottiene il Premio Cronisti Guido Vergani per la sua intervista all’ex boss della n’drangheta Morabito.

2008 Per ricordare il 30° anniversario di Fausto e Jaio Radio Popolare organizza una trasmissione speciale dalla Triennale di Milano, dove è ricostruito lo studio di trasmissione di quegli anni nell’ambito della mostra “annisettanta. Il decennio lungo del secolo breve”. I pogrom contro i campi rom di Napoli e i divieti assurdi dei sindaci contro i migranti anticipano la svolta a destra che si concretizzerà nelle elezioni politiche. Sfidando i luoghi comuni Radio Popolare chiede agli italiani di andare a vedere la partita Italia-Romania nel campo nomadi di via Triboniano: per molti una giornata indimenticabile. A Radio Popolare va il premio “don Luigi Di Liegro per il giornalismo e la ricerca sociale” perché – è scritto nelle motivazioni – è “un punto di riferimento per tutti coloro che nel nostro Paese hanno a cuore i diritti dei lavoratori, degli studenti, ma anche dei migranti, dei detenuti e di ogni categoria di minoranze e di marginali, spesso dando la parola direttamente a costoro, senza mediazioni.”  A Michele Crosti l’Ambrogino d’oro per il suo lavoro di cronista municipale: lo dedica a Enzo Biagi a cui i partiti di destra continuano a rifiutare il riconoscimento. Danilo De Biasio diventa direttore di Radio Popolare.

2009 Radio Popolare trasmette da una tenda degli sfollati per il terremoto dell’Aquila. La trasmissione,Tenda 6, vincerà il premio Sasso Marconi. Gli attacchi del governo sul caso Englaro scatenano i nostri ascoltatori che, quando muore Eluana, scriveranno centinaia di messaggi al padre .

2010 Come i lavoratori licenziati anche la “banda”, trasmissione della coppia Bachi-Pestalozza, si trasferisce per trasmettere sul tetto di Radio Popolare: una forma di solidarietà con le lotte per il lavoro e un futuro migliore.

2011 E’ l’anno delle “primavere arabe”: Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Bahrein. Tra le trasmissioni che le hanno seguite con particolare attenzione c’è Alaska, il programma di Marina Petrillo che fin dal 2009 ha seguito “i sentieri digitali”. E’ l’anno della vittoria di Giuliano Pisapia: e Radio Popolare c’è, dalla nascita della sua candidatura all’affermazione elettorale. Nanni Balestrini userà le nostre trasmissioni per un secondo libro: Liberamilano.

2012 Danilo De Biasio lascia la direzione. La responsabilità editoriale passa a un gruppo composto da Luigi Ambrosio, Gianmarco Bachi, Massimo Bacchetta, Lele Liguori e Marina Petrillo. In vista delle elezioni regionali in Lombardia, Radio Popolare diventa riferimento importante nel dibattito sulle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato presidente: ospita i candidati, li mette a confronto tra loro e con gli ascoltatori. In occasione della Campagna abbonamenti torna nel cortile della radio il Tadini, la “Fiaba per Radio Popolare” che Emilio Tadini aveva dipinto per noi.

2013 S’insedia la nuova direzione, con Marina Petrillo, Lele Liguori e Massimo Bacchetta, che resteranno in carica un anno prima lasciare la direzione. Marina è la prima direttrice di Rp. Nelle elezioni politiche di febbraio il centrosinistra “arriva primo ma non vince” (cit. Bersani): nelle settimane che precedono e seguono il voto, Radio Popolare realizza “Qualcosa di sinistra”, un ciclo di trasmissioni  e incontri dal vivo, nell’auditorium della radio, per scoprire e condividere pensieri e pratiche utili alla sinistra. Per il 40° anniversario del golpe contro Allende in Cile, la radio produce “Ascolta, Cile”, una serie di trasmissioni speciali con collegamenti giornalieri con Santiago, e un racconto teatrale. Alla morte di Nelson Mandela, Radio Popolare onora per giorni con racconti, musica e interviste la memoria di uno degli uomini simbolo delle battaglie di libertà del Novecento. La crisi economica generale si fa sentire e anche Rp accusa il colpo. La voglia di rigenerazione è però nell’aria: la campagna di sostegno “Bella e possibile” si rivela un successo straordinario. La radio viaggia per la Lombardia a incontrare gli ascoltatori, nel suo cortile e auditorium ospita aperitivi, dj set, concerti e proiezioni, i redattori distribuiscono la maglietta di finanziamento della radio. Gli ascoltatori rispondono meravigliosamente.

2014 In occasione del centenario della Grande Guerra, esperimento riuscito di trasmissione di divulgazione storica: “Autista moravo”. L’intero ciclo di trasmissioni viene pubblicato anche su una chiavetta usb.

2015 Doppio cambio ai vertici di Radio Popolare: Catia Giarlanzani prende il posto di Sergio Serafini come amministratrice delegata e Michele Migone diventa direttore. Per il 70° anniversario della Liberazione Radio Popolare fa parlare protagonisti e testimoni, riscopre luoghi ed episodi, ripropone le musiche di allora con la trasmissione Radio Milano Liberata. Tutte le puntate sono riproposte in una chiavetta usb, in accoppiata con il ciclo di trasmissioni di Memos dedicate alla Costituzione. Insieme a Anpi, Arci e Insmli Radio Popolare propone di festeggiare la Liberazione ballando: aderiscono in tantissimi, più di 200 feste, da Buenos Aires a Carloforte.