Approfondimenti

La mostra dei disegni dei migranti

Shaharzad Hassan ha otto anni. È fuggita dai bombardamenti di Aleppo, in Siria. Con la sua famiglia ha passato mesi nel campo di Idomeni, in Grecia. I suoi disegni a pennarello raccontano, fermandoli su un foglio, ricordi, momenti di dolore, di paura e di speranza. Disegni che sono stati fotografati da Matt Cardy, fotografo inglese dell’agenzia Getty Images. Shaharzad ci mostra, nella foto di copertina, una ragazza bionda che osserva una colomba volare e che ha disegnata sul corpo la bandiera dell’Unione Europea. Disegni che ci riportano alla dura realtà della guerra in Siria e del viaggio di una bambina verso un Europa sorda e ostile.

Shaharzad Hassan mostra un suo disegno, fotografato nel campo profughi di Idomeni, Grecia, 18 marzo 2016 (Matt Cardy/Getty Images)

I disegni di Shaharzad, con quelli del rifugiato eritreo Adal, sono esposti da oggi, venerdì 3 giugno, accanto a documenti storici, a oggetti dei migranti naufragati, a opere come l’Amorino dormiente del Caravaggio, nel Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo di Lampedusa. Museo inaugurato dal capo dello Stato, Sergio Mattarella.

L’iniziativa è stata voluta dal sindaco dell’isola Giusi Nicolini con la collaborazione di First Social Life, della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, del Mibact, e del Comitato 3 ottobre, nato nel 2014 per sancire il 3 ottobre come Giornata della Memoria e dell’Accoglienza e per non dimenticare quel naufragio a largo di Lampedusa, dove sono morti 368 migranti.

Shaharzad Hassan mostra un suo disegno, fotografato nel campo profughi di Idomeni, Grecia, 18 marzo 2016 (Matt Cardy/Getty Images)

Nella mostra ci sono i disegni dei migranti in balia del mare, delle bombe da cui è scappata e del viaggio di Shaharzad. Ci sono gli oggetti personali di 52 persone soffocate nella stiva di un barcone e le storie dei rifugiati come Adal che ha disegnato per la Rai le torture inflitte a migliaia di ragazzi come lui dal regime eritreo, disegni diventati prova nella relazione di condanna delle Nazioni Unite del regime eritreo per crimini contro l’umanità. C’è anche Siddartha di Herman Hesse, il libro preferito di Giulio Regeni che la famiglia ha voluto prestare alla mostra “perché fiducia e dialogo, le due parole chiave della mostra, sono parole nelle quali il lavoro e lo studio di Giulio si riconoscono più di tutte”.

Accanto a loro c’è l’Amorino dormiente del Caravaggio, dipinto a olio a Malta dove l’artista era rifugiato. Un quadro che rappresenta un bambino dormiente e che richiama la foto del piccolo Aylan senza vita adagiato su una spiaggia turca, che come aveva detto il sindaco dell’isola Giusi Nicolini “ci porta a sperare che quel bimbo che dorme si risvegli e insieme a lui si risvegli l’umanità che stiamo seppellendo in fondo al mare”.

museo lampedusa amorino dormiente

Un museo che ci riporta anche alla nostra storia, quando eravamo noi italiani i migranti nel mondo. Ci sono infatti le fotografie di “profughi seduti sulle valigie piene delle poche cose che sono riusciti a portare con loro nella fuga”. Ma si tratta di profughi italiani in fuga dalle bombe della seconda guerra mondiale nelle fotografie dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che raccontano quando eravamo noi a scappare e a cercare protezione .

“Il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo – spiega Valerio Cataldi, giornalista della Rai, curatore della mostra – è una grande operazione culturale che vuole unire le sponde del Mare Nostrum attraverso ponti culturali. Capofila le Gallerie degli Uffizi ed il Museo del Bardo di Tunisi, prestigiosi enti museali che portano le cicatrici della violenza mafiosa e della violenza integralista, custodi delle radici comuni dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo. È il Mediterraneo raccontato attraverso l’arte e le storie delle persone che lo vivono e che lo stanno attraversando ancora oggi, che viene esposto sull’isola di Lampedusa, che ha insegnato al mondo il significato della parola accoglienza. L’obiettivo è di costruire ponti culturali sui quali poggiare l’appello alla costruzione di corridoi umanitari. Lo chiedono a gran voce i promotori del museo, come le opere esposte, come gli oggetti di chi non è sopravvissuto alla traversata del Mediterraneo”.

  • Autore articolo
    Piero Bosio
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 07/01 07:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 07-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 07/01 07:00

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 07-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 07/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 07-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 07/01/2026 delle 07:14

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 07-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di mercoledì 07/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 07-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di mercoledì 07/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 07-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Giornali e commenti di mercoledì 07/01/2026

    La mattina inizia con le segnalazioni dai quotidiani e altri media, tra prime pagine, segnalazioni, musica, meteo e qualche sorpresa.

    Presto Presto – Giornali e commenti - 07-01-2026

  • PlayStop

    PoPolaroid di mercoledì 07/01/2026

    Basil Baz evoca il suo amore per la Polaroid, per la bellezza dello spazio bianco intorno all’immagine, che gli permetteva di scrivere la data e dare un titolo alla foto; spesso era ispirato da una canzone. Come le fotografie, le canzoni sono memorie nel tempo, e in PoPolaroid accompagno la musica con istantanee sonore; scatti personali, sociali e soprattutto sentimentali.

    PoPolaroid – istantanee notturne per sognatori - 06-01-2026

  • PlayStop

    No Manches Guey di martedì 06/01/2026

    Un viaggio musicale dentro le culture latino americane.

    No Manches Guey - 06-01-2026

  • PlayStop

    News della notte di martedì 06/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 06-01-2026

  • PlayStop

    Soulshine di martedì 06/01/2026

    Soulshine è un mix eclettico di ultime uscite e classici immortali fra soul, world music, jazz, funk, hip hop, afro beat, latin, r&b, ma anche, perchè no?, un po’ di sano rock’n’roll. L’obiettivo di Soulshine è ispirarvi ad ascoltare nuova musica, di qualsiasi decennio: scrivetemi i vostri suggerimenti e le vostre scoperte all’indirizzo e-mail cecilia.paesante@gmail.com oppure su Instagram (cecilia_paesante) o Facebook (Cecilia Paesante).

    Soulshine - 06-01-2026

  • PlayStop

    Sudedoss di martedì 06/01/2026

    Sudedoss è il programma di infotainment che ogni domenica sera dalle 19.45 alle 21.30 accompagna le ascoltatrici e gli ascoltatori di Radio Popolare con leggerezza, ironia e uno sguardo semiserio sull’attualità. Conducono Matteo Villaci e Gaia Grassi, tra chiacchiere, musica, racconti e condivisione. Un momento per fare il punto sul weekend che sta per finire e prepararsi, insieme, alla settimana in arrivo, creando uno spazio di ascolto e partecipazione. Perché la domenica sera… ci dovete mollare.

    Sudedoss - 06-01-2026

  • PlayStop

    Conduzione musicale di martedì 06/01/2026 delle 19:00

    Un viaggio musicale sempre diverso insieme ai nostri tanti bravissimi deejay: nei giorni festivi, qua e là, ogni volta che serve!

    Conduzione musicale - 06-01-2026

  • PlayStop

    Gli speciali di martedì 06/01/2026 - ore 17:36

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare Network sulla società, la politica, gli avvenimenti internazionali, la cultura, la musica.

    Gli speciali - 06-01-2026

Adesso in diretta