Approfondimenti

“Il malumore trascende i singoli temi”

Gregorio De Falco

Sta crescendo il malcontento tra i parlamentari del Movimento 5 Stelle? Il punto di domanda è d’obbligo: in queste ore di tensione tra alleati di governo, il rischio di un uso interessato e strumentale delle polemiche interne al movimento è ovviamente dietro l’angolo.

I fatti, però, qualcosa dicono.

Sul ddl Sicurezza, 18 parlamentari pentastellati, critici, hanno scritto una lettera ai vertici del Movimento chiedendo più confronto. Di Maio ha già risposto loro che si aspetta, nonostante tutto, la fedeltà di voto nell’imminente passaggio alla Camera.

Le contrarietà dei 18 sono più o meno le stesse che avevano portato 4 loro colleghi in Senato a rifiutarsi di esprimersi a favore del provvedimento e contro i quali Di Maio aveva annunciato la linea dura, con il deferimento ai probiviri, anticamera della possibile espulsione.

Gregorio De Falco, il Comandante del caso della Nave Concordia, era tra i senatori dissidenti. “Il malumore trascende i singoli temi” ci dice in questa intervista, lamentando un clima di attacchi personali continui che si accompagna all’assenza del confronto.

Lei un po’ capostipite di queste prese di posizione autonome all’interno del MoVimento 5 Stelle su quel tema della sicurezza. Lei era stato deferito ai probiviri per quel voto contrario. Ha avuto esito questa valutazione dei probiviri?

Non solo non ho avuto nessun riscontro dai probiviri, ma in realtà io non so assolutamente nulla neanche del deferimento al di là delle notizie di stampa.

Quindi non è detto che ci sia stato.

Il procedimento formalmente non esiste. Dovrebbe cominciare necessariamente con un atto d’accusa nel senso che va specificato qual è il motivo per il quale mi si contesta qualcosa. E questo non è avvenuto.

Partiamo dal condono di Ischia

Il 1 comma dell’articolo 25 dice effettivamente, nella prima parte, che i procedimenti pendenti devono concludersi entro sei mesi. Il problema è l’ultimo periodo del primo comma, che dice ” trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47″. Io mi chiedo semplicemente perché.

E la risposta qual è stata?

Nessuna. Quello che ho cercato di fare è stato di ottenere un momento di confronto proprio per analizzare i problemi sia nell’ambito dell’articolo 25 del cosiddetto decreto Genova sia all’interno del cosiddetto decreto Immigrazione e Sicurezza. Il malumore a cui fate riferimento voi in realtà trascende i singoli temi per assurgere alla constatazione che attualmente al Senato, come mi pare anche alla Camera, non ci sono momenti di confronto tra i gruppi parlamentari e all’interno dei gruppi parlamentari di Camera e Senato si lamenta effettivamente mancanza di dialogo. Mi è stato obiettato: ma se la maggioranza decide in un certo modo, perché non ti adegui? Al di là delle considerazioni su alcune tematiche che investono la sfera personalissima, io mi adeguerei alla maggioranza se ci fosse stato un dialogo, una discussione e una votazione. Qui non c’è stato.

Lei ha detto di aver posto una domanda. Normalmente le domande importanti si pongono a chi comanda. Chi comanda nel Movimento 5 stelle? A chi si fanno le domande?

All’interno del gruppo parlamentare noi siamo tutti equi ordinati con un unico riferimento di coordinamento che è il capogruppo che abbiamo sentito in precedenza. Le prime domande le abbiamo poste a lui.

E anche in quel caso nessuna risposta. L’intenzione del confronto è la stessa che anima la lettera che hanno scritto i 18 Parlamentari. Il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, il parlamentare del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Brescia, questa mattina in un’intervista dice in sostanza che M5S e la Lega viaggiano su binari paralleli: sui temi dell’interno, quelli salviniani, hanno loro l’ultima parola e su tutto il resto invece ce l’abbiamo noi. Come per dire che in questo contratto obbligatorio è un rospo che va digerito. Anche lei sente che a Salvini bisogna cedere qualcosa perché sul resto vi tenete voi la parola?

Non è che a Salvini vada ceduto qualcosa. Quel qualcosa è stato già stabilito nell’ambito del contratto e quello va seguito. Quando il contratto consente di fare quello che si può definire una sintesi, allora va. Se invece nel contratto non c’è l’argomento, non si tratta di far riferimento ai temi degli interni. La questione di pone in altri termini: i temi che dobbiamo valutare devono essere oggetto di sintesi laddove non sia già riportati o previsti nel contratto.

I cosiddetti dissidenti denunciano la mancanza di dialettica interna. C’è però chi, come la sua collega senatrice, Elena Fattori, ha parlato addirittura di un clima di terrorismo psicologico. Com’è il clima all’interno del Movimento 5 Stelle?

La situazione è questa. Effettivamente c’è una certa difficoltà. Io non parlerei proprio di terrorismo psicologico, sebbene gli attacchi di carattere personale non sono certo stati pochi. In realtà sul merito nessuno dice niente. Il fatto stesso che venga annunciata la via disciplinare ad ogni piè sospinto, ma poi non si percorre, è perché probabilmente si tratta in realtà di un messaggio diretto a tutti e non solo a noi.
Vorrei fare una precisazione sui cosiddetti dissidenti. Sul tema dell’articolo 25, ad esempio, o sui temi ambientalisti, io parlerei più di coerenti che di dissidenti. Noi ci rifacciamo ai principi costituzionali e quindi siamo coerenti sia con gli impegni del Movimento e sia con la Carta Costituzionale. L’ordinamento costituzionale non è un orpello o un fatto estetico.

Lei parla di personalismi. Questo è uno degli elementi che molti critici dei 5 Stelle sollevavano già in campagna elettorale come punto di pericolo politico. Lei ne troverebbe conferma in questa vicenda?

Io non facevo riferimento a personalismi, ma ad attacchi personali. È cosa ben diversa. Intendo dire che vengono fatti attacchi sulla persona e non sul comportamento o sulle scelte di carattere politico.

È un metodo politico un po’ pericoloso questo.

Assolutamente sì. Io sto facendo presente che ci sono arrivati e ci arrivano continuamente attacchi personali. Non dico che vengono dal Movimento, ci mancherebbe altro, però da tutto un entourage, una sorta di nebulosa che non ho ancora capito da dove provenga.

Però da persone vicine al Movimento

Sì, devo dire di sì. C’è quel sito, “silenzi e falsità” – da cui mi sono arrivati attacchi veramente sgradevoli. Sto valutando di tutto e anche come difendere la mia onorabilità.

Se lei avesse conferma che in realtà dai probiviri non è anche stato aperto il fascicolo nei suoi confronti, lei la leggerebbe come una presa di posizione di saggezza nonostante le dichiarazioni via tweet o di poca credibilità dei vertici?

Credo che se non fanno nulla potrebbe essere un gesto di saggezza, perché espellere qualcuno come me, o come qualche altro collega, che ha semplicemente chiesto di discutere di argomenti politici è piuttosto grave. Un partito politico si caratterizza, lo dice l’articolo 49 della Costituzione, per il metodo democratico.
Se non c’è il metodo democratico in un partito, che democrazia possiamo portare nel Paese?

Le sue sono obiezioni alla natura genetica politica del Movimento, non alla linea politica…

No, io mi riferisco all’attuale e specifico comportamento che stanno tenendo i miei confronti. Solo questo.

In questi giorni sta ricevendo più telefonate dai giornalisti, dai vertici del Movimento oppure da politici parlamentari di altri schieramenti che le dicono di salire a bordo con loro?

Direi zero dal Movimento, perché veramente non li ho sentiti. Qualche politico di altri partiti mi ha fatto semplicemente i complimenti, ma nessuno mi chiede di salire a bordo da altre parti perché sto bene dove sto. Per quanto riguarda le telefonate e i messaggi di conforto e vicinanza sono innumerevoli.

Questo patto di governo durerà 5 anni?

Viviamo un po’ giorno per giorno, questo è vero. Non faccio previsioni oltre le europee, però per il momento la maggioranza e salda e rimarrà salda finché il contratto potrà essere considerato un riferimento certo per entrambe le parti. Quando una delle due parti inizierà a stracciare il contratto, ovviamente le cose andranno male.

Gregorio De Falco
Foto dalla pagina FB di Gregorio De Falco https://www.facebook.com/gregoriodefalcom5s/

RIASCOLTA L’INTERVISTA

  • Autore articolo
    Massimo Bacchetta
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio domenica 11/01 19:31

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 11-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve domenica 11/01 17:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 11-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di domenica 11/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 11-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di venerdì 09/01/2026 delle 19:47

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 09-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Reggae Radio Station di domenica 11/01/2026

    A ritmo di Reggae Reggae Radio Station accompagna discretamente l’ascoltatore in un viaggio attraverso le svariate sonorità della Reggae Music e sicuramente contribuisce non poco alla diffusione della musica e della cultura reggae nel nostro paese. Ogni domenica dalle 23.45 fino alle 5.30 del lunedì mattina, conduce Vito War.

    Reggae Radio Station - 11-01-2026

  • PlayStop

    Prospettive Musicali di domenica 11/01/2026

    In onda dal 2001, Prospettive Musicali esplora espressioni musicali poco rappresentate. Non è un programma di genere, non è un programma di novità discografiche, non è un programma di classici dell’underground, non è un programma di gruppi emergenti. Ma è un po’ tutte queste cose mischiate insieme dal gusto personale dei conduttori. Ad alternarsi in onda e alla scelta delle musiche sono Gigi Longo, Fabio Barbieri e Lino Brunetti, con un’incursione annuale di Alessandro Achilli che è stato uno storico conduttore del programma.

    Prospettive Musicali - 11-01-2026

  • PlayStop

    News della notte di domenica 11/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 11-01-2026

  • PlayStop

    La sacca del diavolo di domenica 11/01/2026

    “La sacca del diavolo. Settimanale radiodiffuso di musica, musica acustica, musica etnica, musica tradizionale popolare, di cultura popolare, dai paesi e dai popoli del mondo, prodotto e condotto in studio dal vostro bacicin…” Comincia così, praticamente da quando esiste Radio Popolare, la trasmissione di Giancarlo Nostrini. Ascoltare per credere. Ogni domenica dalle 21.30 alle 22.30.

    La sacca del diavolo - 11-01-2026

  • PlayStop

    Sudedoss di domenica 11/01/2026

    Sudedoss è il programma di infotainment che ogni domenica sera dalle 19.45 alle 21.30 accompagna le ascoltatrici e gli ascoltatori di Radio Popolare con leggerezza, ironia e uno sguardo semiserio sull’attualità. Conducono Matteo Villaci e Gaia Grassi, tra chiacchiere, musica, racconti e condivisione. Un momento per fare il punto sul weekend che sta per finire e prepararsi, insieme, alla settimana in arrivo, creando uno spazio di ascolto e partecipazione. Perché la domenica sera… ci dovete mollare.

    Sudedoss - 11-01-2026

  • PlayStop

    Mash-Up di domenica 11/01/2026

    Musica che si piglia perché non si somiglia. Ogni settimana un dj set tematico di musica e parole scelte da Piergiorgio Pardo in collaborazione con le ascoltatrici e gli ascoltatori di Radio Popolare. Mail: mischionepopolare@gmail.com

    Mash-Up - 11-01-2026

  • PlayStop

    Gli scenari per il futuro dell’Iran scosso dalle proteste contro il regime

    In Iran proseguono le proteste contro il regime degli ayatollah. Anche nelle ultime ore ci sono state manifestazioni. Secondo l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency il numero di persone uccise nelle manifestazioni sale a 466. Il presidente Usa Donald Trump riceverà un briefing martedì sulle opzioni per rispondere alla repressione dopo che ha detto di poter intervenire a difesa dei manifestanti. L'incontro tra il presidente americano e alti funzionari dell'amministrazione verterà sui prossimi passi da intraprendere, che potrebbero includere cyber attacchi contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime di Teheran ma anche attacchi militari, hanno detto i funzionari al Wall Street Journal. Il regime iraniano può cadere senza interventi esterni? Lo abbiamo chiesto a Luigi Toninelli, ricercatore dell’Ispi, studioso dell’Iran.

    Clip - 11-01-2026

  • PlayStop

    DOC 181 - TERRAZZA SENTIMENTO - 11/01/2026

    Un fatto di cronaca del 2020 ci offre lo spunto per tornare a parlare di violenza di genere e di quanto sia importante intervenire con urgenza su un tema che ancora oggi riempie le pagine dei giornali e ancora prevede alibi e tolleranza. Ospite: Giuseppina Seppini - Criminologa e vice presidente di Forum Lex, professionisti in rete contro la violenza

    DOC – Tratti da una storia vera - 11-01-2026

  • PlayStop

    Alice, chiacchiere in città di domenica 11/01/2026

    A cura di Elena Mordiglia. Nella città frenetica, in quello che non sempre sembra un paese delle meraviglie, ci sono persone da raccontare e da ascoltare. Quale lavoro fanno? Come arrivano alla fine del mese? Quale rapporto hanno con la città in cui vivono? Ma parleremo anche di cosa le appassiona ed entuasisma. Registratore alla mano e scarpe buone, queste storie ve le racconteremo.

    Alice, chiacchiere in città - 11-01-2026

  • PlayStop

    Bollicine di domenica 11/01/2026

    Che cos’hanno in comune gli Area e i cartoni giapponesi? Quali sono i vinili più rari al mondo? Giunta alla stagione numero 17, Bollicine ogni settimana racconta la musica attraverso le sue storie e le voci dei suoi protagonisti: in ogni puntata un filo rosso a cui sono legate una decina di canzoni, con un occhio di riguardo per la musica italiana. Come sempre, tutte le playlist si trovano sul celeberrimo Bolliblog.com. A cura di Francesco Tragni e Marco Carini

    Bollicine - 11-01-2026

  • PlayStop

    Ricordi d'archivio di domenica 11/01/2026

    Da tempo pensavo a un nuovo programma, senza rendermi conto che lo avevo già: un archivio dei miei incontri musicali degli ultimi 46 anni, salvati su supporti magnetici e hard disk. Un archivio parlato, "Ricordi d'archivio", da non confondere con quello cartaceo iniziato duecento anni fa dal mio antenato Giovanni. Ogni puntata presenta una conversazione musicale con figure come Canino, Abbado, Battiato e altri. Un archivio vivo che racconta il passato e si arricchisce nel presente. Buon ascolto. (Claudio Ricordi, settembre 2022).

    Ricordi d’archivio - 11-01-2026

  • PlayStop

    Giocare col fuoco di domenica 11/01/2026

    Giocare col fuoco: storie, canzoni, poesie di e con Fabrizio Coppola Un contenitore di musica e letteratura senza alcuna preclusione di genere, né musicale né letterario. Ci muoveremo seguendo i percorsi segreti che legano le opere l’una all’altra, come a unire una serie di puntini immaginari su una mappa del tesoro. Memoir e saggi, fiction e non fiction, poesia (moltissima poesia), musica classica, folk, pop e r’n’r, mescolati insieme per provare a rimettere a fuoco la centralità dell’esperienza umana e del racconto che siamo in grado di farne.

    Giocare col fuoco - 11-01-2026

  • PlayStop

    Comizi d’amore di domenica 11/01/2026

    Quaranta minuti di musica e dialoghi cinematografici trasposti, isolati, destrutturati per creare nuove forme emotive di ascolto. Ogni domenica dalle 13.20 alle 14.00, a cura di Stefano Ghittoni.

    Comizi d’amore - 11-01-2026

Adesso in diretta