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I movimenti a sinistra e le speranze di vittoria del Pd

Sinistra Pd e Sel. I movimenti a sinistra in queste ore sono importanti,  perché la possibilità che il Pd vinca le elezioni comunali a Roma a giugno saranno tanto maggiori quanto più Roberto Giachetti riuscirà a recuperare le decine di migliaia di elettori che non hanno partecipato alle primarie rispetto al 2013.

Elettori che non hanno voluto votare il candidato renziano. Elettori di Sel. Elettori, però, delusi anche dalla minoranza Pd. Il caso Marino, mafia capitale, la lite da congresso permanente tra componenti hanno logorato l’elettorato.

Il Movimento 5 Stelle a Roma è un avversario fortissimo, a urne delle primarie ancora calde il vincitore, Giachetti e il commissario del partito, Matteo Orfini lo hanno subito detto. Ma la strategia per recuperare gli elettori delusi non sarà semplice.

A parole, tutti lo vogliono: Giachetti, lo sconfitto Morassut, Orfini, la minoranza Pd oggi per bocca di Roberto Speranza. Di fatto, tutti litigano. Oggi la minoranza Dem ha attaccato Renzi e tra Orfini e Speranza sono volati quasi insulti. “Non c’erano le truppe cammellate dell’altra volta” ha attaccato il primo. “Ci offendi” ha risposto il secondo.

Gli elettori di sinistra devono essere convinti di nuovo” ha detto in questa intervista con Radio Popolare Roberto Speranza, il quale, a Perugia nel fine settimana, annuncerà la propria candidatura alla segreteria del Pd durante il seminario della minoranza Pd. Perugia sarà il luogo dove la minoranza lancerà la sfida a Renzi per riconquistare il controllo del partito.

Ascolta qui Roberto Speranza

Roberto Speranza

Ancora più difficile contrastare Renzi dopo la sua vittoria alle primarie a Roma, Napoli e prima ancora a Milano. E nella sinistra fuori dal Pd a Roma è in corso un tentativo di scongiurare la candidatura di Stefano Fassina. Una parte di Sel lavora per candidare l’ex ministro alla cultura, il dalemiano Massimo Bray. Guiderebbe una lista alternativa al primo turno, pronta a fare un apparentamento con Giachetti al ballottaggio.

Fassina è considerato da questa componente di Sel troppo indisponibile al dialogo e condannato alla marginalità. Oggi il coordinatore di Sel a Roma, Paolo Cento ha detto che Fassina resta il candidato e Bray, così come l’ex sindaco Marino, sarebbero ottimi collaboratori per la campagna elettorale. Ma Sel è estremamente divisa e ci vorranno giorni per sapere quale idea prevarrà. E lo scenario che si è realizzato ieri, una ampia vittoria del renziano Giachetti con un basso numero di elettori, è quella considerata la più propizia dal più grande sponsor dell’operazione Bray: Massimo D’Alema.

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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