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Appoggio Pd a M5S: sì di antirenziani e 5S

Perché Renzi, nella conferenza stampa in cui ha annunciato le -non- dimissioni dalla segreteria Pd, ha sottolineato il no a un governo con il Movimento 5 Stelle?

Renzi non vuole arrendersi, vuole giocarsi un’altra possibilità al nuovo congresso e nel frattempo affida a uno dei suoi uomini più fidati, Matteo Orfini, la gestione della fase che porterà all’assemblea nazionale, nei giorni delicati delle consultazioni.

E sa che tra gli avversari interni, invece, cresce in queste ore la disponibilità a un appoggio esterno al Movimento 5 Stelle.

Un governo pentastellato con appoggio esterno del Pd e magari di Liberi e UgualiPietro Grasso nella sua prima conferenza stampa dopo il voto ha ribadito quanto già affermato in passato: “siamo aperti al confronto in Parlamento” – è visto di buon occhio dalla parte del Pd che vuole sbarazzarsi del renzismo. 

Il Partito Democratico, nelle intenzioni dei promotori di questa iniziativa politica, spiegherebbe la scelta con la volontà di garantire una chance di governo a chi ha vinto le elezioni. La prospettiva sarebbe di media durata. Il prossimo anno ci saranno le elezioni europee, Il Pd ci vuole puntare per una prima rivincita. 

Il Movimento 5 Stelle, da parte sua, sarebbe interessato perché non vuole e non può perdere l’occasione storica di governare.

Uno scenario di lunghi mesi di logoramento con la prospettiva di nuove elezioni sarebbe un vantaggio anzitutto per l’altro vincitore del 4 marzo, Salvini.

E’ vero che la Lega verrebbe tagliata fuori da un ipotetico accordo 5 Stelle Pd ma Salvini adesso ha l’obiettivo strategico di consolidare la sua egemonia nel centrodestra e il tempo gioca a suo favore. Berlusconi, 82enne, sconfitto, è destinato a uscire di scena e a Salvini i prossimi mesi potrebbero servire per prendersi tutto il centrodestra.

E del resto nella squadra dei ministri presentata da Di Maio ce ne sono alcuni che vengono considerati di area centrosinistra: Paola Giannetakis al Viminale; Lorenzo Fioramonti che andrebbe allo Sviluppo Economico; Salvatore Giuliano all’Istruzione e  Università.

Il rischio per i 5 Stelle è che un Governo che nascesse così farebbe perdere loro la patente di diversità che è stata fino a oggi la più grande rendita politica del movimento.

Ma l’occasione per i 5 Stelle è storica e forse unica.

 

 

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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