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“A Milano guardo anche agli arancioni delusi”

Il suo primo problema, adesso, è farsi conoscere.

Gianluca Corrado, 39 anni, avvocato, è il candidato sindaco di Milano per il M5S. Salito in corsa su una macchina elettorale già avviata, dopo la rinuncia della precedente candidata Patrizia Bedori. A meno di due mesi dal voto, per molti il suo è ancora soltanto un nome.

Corrado è ospite del Microfono aperto, a confronto con gli ascoltatori e le loro domande.

I temi sono molti: dal profilo del candidato, al momento del M5S dopo la morte di Casaleggio, alle questioni più strettamente amministrative.

Di sé Corrado dice “appartengo all’ala pragmatica del movimento“, e nel modo in cui affronta le varie questioni – da quelle generali a quelle locali – tende a confermarlo. “La morte di Casaleggio, sotto il profilo umano è una grave perdita, per noi difficilmente recuperabile – spiega a inizio trasmissione – perché buona parte dell’idea e della costruzione del Movimento appartiene a lui. Per quanto riguarda il futuro, però, a mio avviso non cambierà nulla: noi non abbiamo capi, abbiamo dei portavoce, e la morte di Casaleggio non muterà la nostra organizzazione sul piano nazionale”.

Sui temi locali, va riconosciuto a Corrado di non sfuggire alle domande. Sul Pgt “noi sogniamo un grande polmone verde intorno alla città, ma mi rendo conto che è ancora un’utopia. Sugli scali ferroviari possiamo allora pensare a una soluzione pratica: 70 per cento di verde e 30 per cento costruibile”. Sul tema della moschea “proponiamo tanti luoghi di culto, diffusi sul territorio. Milano può anche fare a meno di una moschea vera e propria, che c’è già a Segrate”.

L’orizzonte politico proposto dal candidato del M5S passa attraverso il suo giudizio sull‘amministrazione Pisapia, che definisce pessimo. “Avevano promesso cose che non hanno mantenuto. Avevano parlato di un Expo sostenibile e diffuso e non è accaduto. Avevano parlato di partecipazione e non ci sono riusciti. Tanto che il sindaco ne ha preso atto e si è fermato”.

Guarda quindi agli arancioni delusi?

“Perché no?” risponde Corrado. “In alcuni momenti, quasi con una provocazione, ho pensato che avremmo potuto prendere il programma iniziale della Giunta Pisapia e dire: questo è il nostro programma. Solo che noi lo realizziamo”.

L’amo è lanciato.

Se, a Milano, il bacino elettorale del Movimento possa essere davvero quello lo dirà il voto.

Ascolta l’intervista a Gianluca Corrado

intervista a Gianluca Corrado

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    Massimo Bacchetta
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