Approfondimenti

Per tornare ai Mondiali basta lo Ius Soli

Il giorno dopo l’eliminazione dei Mondiali di Russia 2018 si cercano i colpevoli, oltre al C.T. Giampiero Ventura. Nel mirino i vertici della Fgci, primo tra tutti il presidente Tavecchio, incapace di curare i mali del calcio italiano. Anzi: responsabile di averli alimentati nel corso di questi anni, come il destino della nostra nazionale ha fatto ben capire.

Le migliori squadre nazionali europee dell’ultimo ventennio (Spagna, Belgio, Germania e Francia) hanno puntato su due ricette per ottenere i risultati che hanno ottenuto. Madrid eBruxelles hanno formato generazioni di campioni attraverso la cura dei vivai giovanili. La Francia ha uno straordinario serbatorio di ottimi giocatori di origine multietnica grazie al quale ha vinto il mondiale nel ’98 e poi è rinata dopo le delusioni del 2010. La Germania è uscita dalla crisi di inizio secolo grazie allo Ius Sol.  In Brasile ha vinto il mondiale del 2014 con una squadra composta da giocatori giovani e originari di almeno  sette paesi diversi.

E se la rinascita dell’Italia calcistica passasse proprio attraverso la possibilità di far giocare nelle selezioni nazionali giovanili i ragazzi nati o cresciuti in Italia ma che nnon hanno la nazionalità italiana? Questo è un brano di un libro uscito nel 2014 “Campioni d’Italia? Le seconde generazioni e lo sport”, scritto da Mohamed Abdalla Tailmoun, Mauro Valeri e Isaac Tesfaye.

“ll riferimento alla Germania va spiegato, perché assai citato in ambito sportivo. Dopo aver avuto per decenni una norma sulla cittadinanza assai simile a quella italiana, basata prevalentemente sullo ius sanguinis, nel 1999 ha scelto di modificare il proprio approccio, introducendo un principio basato sullo ius soli: tutti i nati in Germania dopo il 1 gennaio 2000 da genitori stranieri, ricevono automaticamente la nazionalità tedesca se almeno uno dei genitori risiede regolarmente in Germania da otto anni e possiede un diritto di soggiorno o, possiede da almeno tre anni, un permesso di soggiorno illimitato.

La ricaduta sullo sport di questo nuovo approccio, è stata immediata: se ai Mondiali di calcio del 2006 la Germania aveva schierato tre giocatori di origine immigrata o mista, ai Mondiali del 2010, su 23 convocati i calciatori di seconda generazione erano undici, con ascendenze in paesi come Ghana, Nigeria, Polonia, Tunisia e Turchia. Il terzo posto ottenuto in quei Mondiali ha dato un nuovo forte impulso a questo processo (un po’ come era avvenuto dopo la vittoria della Francia black, blanc, beur ai Mondiali di calcio del 1998).

D’altra parte, l’anno prima, a vincere il titolo di campione del mondo Under 17, era stata la Nazionale svizzera di calcio, che aveva in lista giocatori di ben dodici diverse origini. Insomma, sono diversi gli esempi sportivi che dimostrano che aprire alle seconde generazioni può avere effetti positivi anche sul piano sportivo.

E l’Italia? Forse in molti hanno pensato di imitare la Germania (la Francia o la Svizzera) ricorrendo a presunte scorciatoie, utilizzando ad esempio gli oriundi. Ma gli oriundi, pur essendo italiani a tutti gli effetti, sono ben diversi dalle seconde generazioni, come ha giustamente osservato il tedesco Oliver Bierhoff, ex calciatore anche del Milan. A chi dall’Italia gli ricordava criticamente i convocati d’origine straniera nella nazionale tedesca ai Mondiali 2010, ha risposto:”Sì, ma solo uno, Cacau, era un brasiliano naturalizzato a 28 anni. Gli altri erano tutti ragazzi nati qui o arrivati da bambini poi cresciuti da noi. Adesso voi provate con Motta, a Dortmund c’era Camoranesi. Giusto. A me non piace che una Nazionale diventi come un club, con troppi passaporti. La nostra integrazione è diversa, è una costruzione di squadra, non un ripiego.”

Ha però ragione il sempre attento Franco Arturi che su “La Gazzetta dello Sport” del 22 novembre 2013 ha così risposto ad un lettore “autarchico”: “I problemi nel nostro Paese non sono un paio di oriundi nella nazionale di calcio, ma semmai migliaia di nuovi italiani Under 18, sprovvisti di nazionalità, che non possono esercitare un loro diritto: quello di fare sport e impegnarsi per le loro squadre e il loro nuovo Paese”.

Visto che l’Italia non è un paese per giovani  per stranieri, forse se lo diventasse anche il nostro calcio nazionale ne beneficierebbe.

 

 

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio giovedì 15/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 15-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve giovedì 15/01 18:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 15-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di giovedì 15/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 15-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di giovedì 15/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 15-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Esteri di giovedì 15/01/2026

    Il giro del mondo in 24 ore. Ideato da Chawki Senouci e in onda dal 6 ottobre 2003. Ogni giorno alle 19 Chawki Senouci e Martina Stefanoni selezionano e raccontano fatti interessanti attraverso rubriche, reportage, interviste e approfondimenti. Il programma combina notizie e stacchi musicali, offrendo una panoramica variegata e coinvolgente degli eventi globali.

    Esteri - 15-01-2026

  • PlayStop

    Dal Niguarda alla Valtellina, le Olimpiadi lasciano in eredità i medici con la valigia

    Le Olimpiadi invernali potrebbero lasciare in eredità a Milano una sanità più povera. Durante il periodo dei Giochi l’ospedale Niguarda comincerà a gestire le attività di ambulatorio del punto di primo intervento di Livigno, in Valtellina, ma non lo farà solo per le settimane delle gare. Una delibera di Regione Lombardia ha stabilito che questo nuovo modello diventerà ordinario: medici di pronto soccorso e ortopedici presteranno servizio sia a Milano sia in provincia di Sondrio per colmare le carenze della zona montana. Una prospettiva che tra i sanitari coinvolti sta creando malumori sempre più diffusi. Bruno Zecca, segretario della Funzione pubblica Cgil Medici della Lombardia, al microfono di Luca Parena.

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di giovedì 15/01 18:34

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 15-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di giovedì 15/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 15-01-2026

  • PlayStop

    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di giovedì 15/01/2026

    BRRR! Fa freddo anche in natura. Con Albalisa Azzariti e Rodolfo Gentili, botanico e ricercatore Univesità Bicocca di Milano, scopriamo la flora ad alta quota, tra Silene acaulis e Stella Alpina. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedi al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 15-01-2026

  • PlayStop

    Volume di giovedì 15/01/2026

    Il collegamento con Dario Falcini del magazine musicale online rockit, per parlare del festival di musica emergente previsto sabato 17 gennaio al Circolo Magnolia di Segrate. La rubrica LGBT con Piergiorgio Pardo, che oggi ci racconta la repressione della cultura queer in Iran e la storia di una cantautrice lesbica persiana

    Volume - 15-01-2026

  • PlayStop

    Un papavero rosso racconta l’amore ai tempi della Resistenza

    Lea Gemelli, ghost writer in crisi, vuole scoprire la storia del suo prozio Lionello, partigiano morto in guerra. Con l'aiuto di un archivista gentile risale al 1940, quando Lionello e Dina si incontrano su un treno diretto al fronte e vengono travolti dalla guerra e dall’amore. Grazie alla loro storia, anche Lea riuscirà a riconciliarsi con sé stessa. Il libro inaugura la collana "Amanti" della casa editrice indipendente iDobloni. L’autrice Sara Magnoli ne ha parlato con Ira Rubini.

    Clip - 15-01-2026

  • PlayStop

    Musica leggerissima di giovedì 15/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 15-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di giovedì 15/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 15-01-2026

Adesso in diretta