Approfondimenti

Femminista e imam. Ecco la jihad delle donne

 Donna, Imam, anzi Imamah. Ani Zonneveld, di origine malese, vive negli stati Uniti e guida a Los Angeles la preghiera del venerdì, anche davanti agli uomini. Ha fondato e dirige l’associazione Muslims for Progressive Values. Lavora da anni per una interpretazione progressista del Corano che – secondo lei – dà pieno potere e piena libertà alle donne e non è contrario all’omosessualità, come i conservatori vogliono far credere.Lei stessa celebra da tempo, a Los Angeles, matrimoni omosessuali e interreligiosi. E’ venuta a Milano per presentare il libro di cui è protagonista: La Jihad delle donne. La Sfida dell’Islam femminista di Luciana Capretti.

“Non è complicato nella religione islamica essere Imam o Imamah”, spiega Zonneveld. “Significa che tu guidi la preghiera per la tua comunità. Non c’è un processo di ordinazione sacerdotale come nella religione cristiana, o come nella religione ebraica o buddista. Se tu sai come guidare la preghiera, hai la conoscenza teologica sufficiente e la tua comunità ti sceglie, allora puoi essere Imam o Imamah”.

Dunque le donne possono essere Imam?

“Certo, possiamo esserlo. La prima donna Imam è stata scelta dal profeta Maometto. Dopo secoli riscopriamo questa verità. Secondo l’interpretazione conservatrice del Corano, non è permesso a una donna guidare la preghiera degli uomini. Può guidare solo quella delle donne, ma questa è una interpretazione misogina. Questa interpretazione non è nel Corano ma negli Hadith” (racconti sulla vita del profeta Maometto che costituiscono la Sunna, la seconda fonte della Legge islamica dopo il Corano, ndr).

Lei dice spesso che i conservatori e soprattutto i terroristi islamici mal-interpretano il Corano, lo “imbastardiscono”. In che modo?

“Prima di tutto lo portano fuori dal suo contesto storico e sociale. Non lo leggono con la prospettiva di situarlo nell’epoca in cui è stato scritto. Per esempio quando si riferiscono al Corano per parlare della necessità di sconfiggere cristiani o ebrei, parlano di brani del Corano che si riferiscono a una specifica guerra di quei tempi. All’epoca le tribù governate dal Profeta Maometto erano costantemente sotto attacco da parte di tribù rivali. Maometto aveva anche subìto dei tentativi di omicidio. Proteggersi era vitale. Quei testi non vanno presi alla lettera oggi, ma gli estremisti li usano per demonizzare le altre religioni e per perpetuare la loro violenza”.

Come combattere l’estremismo e queste interpretazioni false?

“Noi musulmani progressisti facciamo questo lavoro da dieci anni. Siamo coscienti del bisogno di questo lavoro. Ma purtroppo i musulmani conservatori fanno riferimento, per esempio, all’Università di Al Azahr in Egitto, che non amministra la vera giustizia islamica, non compie il duro lavoro di correggere le interpretazioni sbagliate. Un anno e mezzo fa 127 studiosi islamici di tutto il mondo si sono riuniti e hanno scritto una lettera aperta al fondatore dell’Isis, il “Califfo Al Baghdadi”. Con quella lettera hanno contestando tutte le basi teologiche su cui Al Baghdadi ha dichiarato il suo Califfato, contestandogli false interpretazioni del Corano e violazioni dei diritti umani. Ebbene, non penso che i media occidentali abbiano mai dato questa notizia. Eppure erano 127 studiosi e leader islamici di alto profilo che hanno firmato insieme una lettera contro Al Baghdadi dichiarando che quello che lui fa è contro l’Islam”.

Come la sua comunità reagisce al suo lavoro? Ha visto donne musulmane cambiare la loro vita dopo aver ascoltato cosa davvero dice il Corano?

“Sì, sicuramente. In Occidente ho visto tante donne cambiare, e anche tanti uomini, perché noi forniamo loro le basi teologiche che cercano. Nel mondo musulmano i cambiamenti sono ancora più profondi perché l’interpretazione del Corano in quei luoghi è incredibilmente misogina, omofobica e oppressiva. In Tunisia per esempio lavoriamo insieme a importanti studiosi dell’Islam che sono progressisti; c’è un’ottima collaborazione con loro. In Burundi stiamo lavorando con 26 Imam che poi vanno nelle comunità per liberare le donne dalle interpretazioni misogine della religione e propongono loro una teologia della libertà. Questi Imam conducono programmi alla radio, organizzano attività per le ragazze… In Tunisia andiamo nei villaggi più radicalizzati e insieme agli studiosi islamici tunisini insegniamo alle donne e ai giovani la nostra interpretazione femminista dell’islam. Diamo loro gli argomenti teologici per contrastare le interpretazioni contrarie alle donne e ai diritti umani. Così quando l’imam locale espone le sue teorie oscurantiste, sanno come rispondergli, sono in grado di contraddirlo. E questo è molto importante”.

Lei celebra anche matrimoni fra omosessuali. E’ l’unica che lo fa, o ci sono altri Imam che hanno seguito la sua strada?

“Ci sono altri Imam che lo fanno, negli Stati Uniti. E’ parte della politica della nostra organizzazione. Noi serviamo la nostra comunità. Nella comunità ci sono anche fedeli omosessuali. Se loro vogliono sposarsi, li sposiamo, come sposiamo le coppie eterosessuali. Abbiamo sette sedi negli Stati Uniti e dunque riusciamo a fornire un servizio efficiente, sia per i matrimoni fra persone dello stesso sesso, sia per matrimoni interreligiosi fra donne musulmane e uomini non musulmani”.

E’ un gran sollievo per queste persone potersi sposare?

“Certo, riceviamo chiamate da tutto il mondo, sposiamo persone di tutte le nazionalità. A volte quando parlo con qualcuno che chiama dalla Malesia o dal Medio Oriente, sono così emozionati che scoppiano a piangere. Vogliono solo sposarsi! E non possono. Gli spieghiamo che l’interpretazione del Corano secondo cui una donna musulmana non può sposare qualcuno di un’altra religione, è un’interpretazione tribale, adatta ai tempi in cui il Corano è stato scritto. In realtà il Corano dice che una donna musulmana deve sposare “un credente” e dunque può essere un credente di qualsiasi religione, può essere chiunque. Quello che i musulmani conservatori hanno fatto è dare la patente di ‘credenti’ ai soli musulmani. Ma non è vero”.

 CAPRETTI_GRANDE
  • Autore articolo
    Michela Sechi
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 14/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 14-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 14/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 14-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 14/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 14-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 14/01/2026 delle 19:47

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 14-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Il giusto clima di mercoledì 14/01/2026

    Ambiente, energia, clima, uso razionale delle risorse, mobilità sostenibile, transizione energetica. Il giusto clima è la trasmissione di Radio Popolare che racconta le sfide locali e globali per contrastare il cambiamento climatico e ridurre la nostra impronta sul Pianeta. Il giusto clima è realizzato in collaborazione con è nostra, la cooperativa che produce e vende energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica. In onda tutti i mercoledì, dalle 20.30 alle 21.30. In studio, Elena Mordiglia e Marianna Usuelli, in redazione Lorenzo Tecleme e Gianluca Ruggieri.

    Il giusto clima - 14-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di mercoledì 14/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 14-01-2026

  • PlayStop

    Tentato femminicidio a Moggiò: stabile la 31enne accoltellata dal marito da cui voleva separarsi

    Sarà interrogato domani mattina nel carcere di Monza, Sergio Laganà, l’uomo di 43 anni che nel tardo pomeriggio di ieri ha accoltellato la moglie nel loro appartamento a Muggiò, in provincia di Monza e Brianza. L'aggressione, per cui ora Laganà è accusato di tentato femminicidio, è avvenuta sotto gli occhi del figlio di due anni. La trentunenne è ora ricoverata in terapia intensiva all'Ospedale di Monza e secondo i medici sarebbe stabile. Secondo le prime ricostruzioni Laganà, che nella serata di ieri si è costituito nella caserma dei carabinieri di Monza, l’avrebbe accoltellata più volte al petto perché non accettava che i due si stessero separando. L'intervista di Chiara Manetti a Marilena Arena, la presidente del Cadom di Monza, Centro Aiuto Donne Maltrattate, che opera nella zona.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Iran. La crisi sociale aggravata dalla siccità e dalla cattiva gestione dell’acqua

    Il regime di Teheran usa l'arma della repressione perché incapace di rispondere ai bisogni della popolazione. Negli ultimi mesi la crisi sociale è stata aggravata da una gravissima siccità. In "A come Asia" Diana Santini ha intervistato Filippo Menga, professore di geografia all'Università di Bergamo.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di mercoledì 14/01/2026

    Il giro del mondo in 24 ore. Ideato da Chawki Senouci e in onda dal 6 ottobre 2003. Ogni giorno alle 19 Chawki Senouci e Martina Stefanoni selezionano e raccontano fatti interessanti attraverso rubriche, reportage, interviste e approfondimenti. Il programma combina notizie e stacchi musicali, offrendo una panoramica variegata e coinvolgente degli eventi globali.

    Esteri - 14-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di mercoledì 14/01 18:33

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 14-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di mercoledì 14/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 14-01-2026

  • PlayStop

    “La diversità è la spina dorsale degli USA”: gli statunitensi The Sophs raccontano il loro debutto

    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

    Clip - 14-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di mercoledì 14/01/2026

    C'è una nuova organizzazione politica? E un piano di pacificazione in Turchia? Due appuntamenti, al CSOA Lambretta e alla Camera del Lavoro, se non per darci risposte, per porci le giuste domande. A Lodi, il Festival diffuso Luoghi, Linguaggi, Visioni. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 14-01-2026

  • PlayStop

    Volume di mercoledì 14/01/2026

    I festeggiamenti previsti per il 50esimo compleanno della storica etichetta britannica Rough Trade e il mini live dei The Sophs, band indie rock losangelina in procinto di pubblicare l'album di debutto

    Volume - 14-01-2026

  • PlayStop

    Musica leggerissima di mercoledì 14/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 14-01-2026

Adesso in diretta