Approfondimenti

Duterte accusato di 1.400 omicidi extragiudiziali

È ricomparso all’improvviso, Arthur Lascañas, il supertestimone che dovrebbe provare le accuse di omicidi extragiudiziali compiuti dal presidente filippino Rodrigo Duterte quando era sindaco di Davao, accuse che potrebbero portare al suo impeachment. Lascañas era stato più volte tirato in ballo da un altro testimone ed ex killer, Edgar Matobato, che l’aveva definito «braccio destro di Duterte»; era già stato ascoltato in un’audizione parlamentare lo scorso autunno, ma aveva sempre negato i fatti. Lunedì è ricomparso all’improvviso in una conferenza stampa ammettendo tutto. Lui dice per ragioni di coscienza, i sostenitori di Duterte lo accusano invece di far parte di una congiura per destituire il presidente.

Il supertestimone è rappresentato da tre avvocati per i diritti umani e racconta che, durante il suo mandato più che ventennale, Duterte mise a libro paga un vero e proprio «squadrone della morte» che ha sulla coscienza, tra le altre cose, il massacro di un presunto sequestratore con tutta la sua famiglia, l’omicidio di un giornalista e di una donna incinta. Sarebbero oltre 1.400 gli omicidi extragiudiziali compiuti a Davao tra il 1998 e il 2016. «Che sotterrassimo i corpi o li buttassimo a mare, eravamo sempre pagati dal sindaco Rody Duterte», ha raccontato Lascañas.

Duterte ha poi esteso i suoi metodi da sindaco a livello nazionale – anzi, ha proprio vinto le elezioni del maggio 2016 promettendo pugno di ferro – e nella sua campagna contro la droga e la piccola criminalità ha lasciato mani libere alle forze di sicurezza che, si stima, avrebbero già ucciso circa settemila tossicomani, spacciatori e piccoli criminali.

A stretto giro, il portavoce di Duterte, Marin Andanar, ha negato tutte le accuse di Lascañas, affermando che si tratta di un «lavoro di demolizione» messo in atto da forze che vogliono creare un «dramma politico mirato a distruggere il presidente e a rovesciare la sua amministrazione». Andanar ha aggiunto che Duterte è già stato prosciolto dalla Commissione per i Diritti Umani, dall’Ufficio del Difensore Civico e dalla Commissione Giustizia del Senato per ogni complicità nelle esecuzioni sommarie a Davao. Secondo la versione ufficiale, Duterte sarebbe sotto attacco perché le sue riforme colpiscono interessi costituiti.

Va però detto che è stato lo stesso Duterte, nel corso degli anni, ad alternare smentite e conferme sull’esistenza di uno squadrone della morte a Davao. Ha anche già ammesso di avere personalmente ucciso tre responsabili di sequestro per dare l’esempio alla polizia. E soprattutto, è sotto gli occhi di tutti il salto di qualità in senso repressivo della lotta alla droga da parte del governo da quando Duterte si è insediato. Una pressione costante che si esercita soprattutto sui quartieri popolari, teatro delle scorribande dei vigilantes, in divisa e no.

Ma qui si tratta di appurare le responsabilità non politiche bensì direttamente penali di Duterte e il quadro si complica.

Le riforme di Duterte, al di là della compagna antidroga, si sostanziano nel cosiddetto «Programma socio-economico in 10 punti» che con un grande piano infrastrutturale dovrebbe garantire crescita e lavoro. Tuttavia, i critici di Duterte dicono che il suo pugno di ferro e diverse prese di posizione in politica estera potrebbero determinare una fuga degli investimenti esteri. Duterte ha più volte attaccato gli Usa – alleato storico delle Filippine – e l’Onu, dopo avere ricevuto critiche sia dalla Casa Bianca sia dal Palazzo di Vetro per le sue politiche antidroga. Ha minacciato di costituire un nuovo blocco strategico con la Cina e i Paesi africani e ha più volte proclamato di voler condurre una politica estera «indipendente», affermazioni che hanno fatto alzare più di un sopracciglio a Washington. Non è ancora ben chiaro se la promessa di uno sviluppo più «inclusivo» stia dando risultati, ma c’è consenso nel ritenere che il futuro dell’amministrazione Duterte dipenderà calla capacità di mantenere un elevato livello di crescita e di creare lavoro.

Il senatore Richard Gordon, un veterano della politica filippina che presiede la Commissione Giustizia del Senato, ha già dichiarato che non promuoverà una nuova inchiesta in parlamento e ha aggiunto che i tempi di queste nuove rivelazioni di Lascañas sono quanto mai strani, perché coincidono con il caso della senatrice Leila de Lima, l’avversaria di Duterte ed ex ministro della Giustizia del governo Aquino che l’anno scorso portò in Senato la testimonianza di Edgar Matobato e che dovrebbe essere lei stessa incriminata per un caso di droga nei prossimi giorni. De Lima è stata accusata di aver accettato denaro da narcotrafficanti in carcere e di avere consentito a un condannato di gestire il proprio business da dietro le sbarre.

Il ministro della Giustizia Vitaliano Aguirre ha dichiarato il 17 febbraio che tre denunce sono state depositate contro de Lima, il suo autista e un certo numero di altre persone. Anticipando le critiche, Aguirre ha affermato che il procedimento «non è politico, bensì prodotto del commercio di droga». De Lima ha diffuso un comunicato nel quale afferma: «Se la perdita della libertà è il prezzo che devo pagare per oppormi alla macelleria messa in atto dal regime Duterte, allora questo è un prezzo che sono disposta a pagare».

  • Autore articolo
    Gabriele Battaglia
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio venerdì 09/01 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 09-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve venerdì 09/01 10:29

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 09-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di venerdì 09/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 09-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di venerdì 09/01/2026 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 09-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Escaped Alone: al Piccolo Teatro uno dei capolavori della drammaturga Caryl Churchill

    In prima assoluta debutta al Piccolo Teatro Grassi la nuova produzione del principale teatro milanese, realizzata dal collettivo teatrale lacasadargilla. "Escaped alone" è un testo mai rappresentato in Italia, della celeberrima drammaturga britannica Caryl Churchill, che rappresenta lo scandalo gioioso della vecchiaia femminile in un mondo di perpetua giovinezza. Quattro ultrasettantenni signore sorseggiano tè e immaginano catastrofi in un insolito pomeriggio estivo. Ira Rubini ha raccolto le considerazioni dei due registi di lacasadargilla: Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni.

    Clip - 09-01-2026

  • PlayStop

    Musica leggerissima di venerdì 09/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 09-01-2026

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di venerdì 09/01/2026

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 09-01-2026

  • PlayStop

    Anna Kuliscioff: socialista e femminista. Il ricordo di Milano nel centenario della morte

    Si è chiuso venerdì mattina al cimitero Monumentale il ciclo di eventi dedicati a Anna Kuliscioff, nel centenario della morte, avvenuta il 29 dicembre del 2025 a Milano. Una serie di iniziative che hanno puntellato l’anno appena terminato, e che si è concluso simbolicamente nel giorno del suo compleanno, il 9 gennaio. Medica, giornalista, rivoluzionaria socialista, femminista ante-litteram, la figura di Anna Kuliscioff ha lasciato un segno fortissimo nella cultura progressista italiana. Spinta da idee rivoluzionarie fin dalla giovinezza, Kuliscioff nella sua vita ha attraversato diverse correnti del rivoluzionarismo di quel tempo, dall’anarchismo bakuniano fino ad avvicinarsi, e portare avanti quelle idee per tutto il resto della sua vita, alla corrente cosiddetta del “riformismo socialista”, insieme al marito Filippo Turati. Una delle sua grandi battaglie fu quella per il voto alle donne. Fu fondamentale per il socialismo italiano e per il progresso della città di Milano. Walter Galbusera, presidente della Fondazione Kuliscioff, la ricorda così al microfono di Alessandro Braga.

    Clip - 09-01-2026

  • PlayStop

    Cult di venerdì 09/01/2026

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 09-01-2026

  • PlayStop

    37e2 di venerdì 09/01/2026

    Se non è febbre, quasi. 37 e 2 è la trasmissione dedicata ai temi della sanità, dell’invalidità e della non autosufficienza. Dalle storie di vita reale ai suggerimenti su come sopravvivere nei meandri della burocrazia. Conducono Vittorio Agnoletto e Elena Mordiglia.

    37 e 2 - 09-01-2026

  • PlayStop

    MALE-DETTE - STEFANIA DOGLIOLI ed ELENA MIGLIETTI

    MALE-DETTE - STEFANIA DOGLIOLI ed ELENA MIGLIETTI - presentato da Elena Mordiglia

    Note dell’autore - 09-01-2026

  • PlayStop

    Tutto scorre di venerdì 09/01/2026

    Sguardi, opinioni, vite, dialoghi al microfono. Condotta da Massimo Bacchetta, in redazione Luisa Nannipieri.

    Tutto scorre - 09-01-2026

  • PlayStop

    Il giorno delle locuste di venerdì 09/01/2026

    Le locuste arrivano come orde, mangiano tutto quello che trovano sul loro cammino e lasciano solo desertificazione e povertà. Gianmarco Bachi e Andrea Di Stefano si addentrano nei meandri della finanza cercando di svelare paradisi fiscali, truffe e giochi borsistici in Italia e all’estero. Una cronaca diversa dell’economia e della finanza nell’era della globalizzazione e del mercato come icona assoluta.

    Il giorno delle locuste - 09-01-2026

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di venerdì 09/01/2026

    Notizie, opinioni, punti di vista tratti da un'ampia gamma di fonti - stampa cartacea, social media, Rete, radio e televisioni - per informarvi sui principali avvenimenti internazionali e su tutto quanto resta fuori dagli spazi informativi più consueti. Particolare attenzione ai temi delle libertà e dei diritti.

    Esteri – La rassegna stampa internazionale - 09-01-2026

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di venerdì 09/01/2026

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 09-01-2026

Adesso in diretta