Approfondimenti

Che cosa è successo oggi? – Sabato 13 giugno 2020

Stati Generali

Il racconto della giornata di sabato 13 giugno 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia diffusi oggi alla prima giornata degli Stati Generali e le condizioni per ottenere i fondi messi in campo dall’Europa. Il Congresso USA avvia la discussione su un progetto di riforma della polizia. Infine, i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

Sono stabili i numeri sul coronavirus di oggi, in linea con quelli dei giorni precedenti, ma con molti meno tamponi realizzati. Circa 50 mila quelli eseguiti oggi, cioè 20mila in meno di ieri. Sono 346 i nuovi positivi registrati, 55 i morti.
È il dato della Lombardia a pesare sul trend nazionale. Il 60% dei nuovi casi, 210, è stato accertato nella Regione più colpita, la metà di questi nella provincia di Milano. 23 i morti in Regione.
Una buona notizia: i ricoverati in Italia sono scesi sotto quota 4mila. Dopo la Lombardia, le aree con l’incremento maggiore di positivi sono il Piemonte e il Lazio. In quest’ultima regione influiscono i nuovi casi registrati nei due cluster di Roma dell’ospedale San Raffaele Pisana e del palazzo nel quartiere Garbatella.

La prima giornata degli Stati Generali

(di Anna Bredice)

I soldi del Recovery Fund non sono arrivati e non ci saranno ancora per molto, a settembre forse ci sarà una prima parte dei fondi, ma le istituzioni europee che hanno aperto con la loro presenza i lavori degli Stati generali chiedono garanzie per quegli aiuti: chiedono di abbassare il debito molto alto, al punto che il ministro dell’economia Gualtieri alla fine della giornata non esclude un intervento di assestamento del bilancio, fare investimenti nei lavori pubblici e infrastrutture, una riforma fiscale una giustizia più veloce. Come ha detto il presidente del Consiglio europeo Michel, “la solidarietà dell’Europa all’Italia e agli altri Paesi, non è una strada a senso unico“. La prima giornata degli Stati generali voluti da Conte per avviare la fase che chiama di ‘rinascita’ ha avuto quello che in parte desiderava, e cioè la presenza della presidente Von der leyen, di Christine Lagarde, dello stesso Michel, ma anche un avviso ad avere un comportamento virtuoso. Il riconoscimento sincero c’è stato forse solo per un aspetto, le azioni decise dal governo per affrontare la pandemia, a cui il resto dell’Europa si è ispirata. Ha parlato anche Mattarella e le sue parole sembrano quasi un appunto a Conte a non esagerare nelle passerelle per un proprio potere personale, “gli incontri in atto in questi giorni, scrive il capo dello Stato, devono approdare a risultati concreti.” Nella prima giornata si è fatto un punto europeo della situazione, si entrerà nello specifico lunedì quando alle dieci ci sarà Colao, con il suo piano di proposte economiche, che ad esempio nella parte sui condoni viene bocciata da Gualtieri, “noi non li vogliamo” ha detto il ministro dell’economia e poi verranno sentite le parti sociali, Cigl, Cisl e Uil con tutte le richieste sul lavoro e sulla crisi dell’occupazione già evidente in queste settimane.

I fondi UE e le condizioni per ottenerli

(di Alessandro Principe)

I soldi dell’Europa sono diventati un mantra quotidiano: c’è la crisi, ma arriveranno i soldi dall’Europa. Il problema è che quei soldi non sono regalati. Il Recovery Fund, fondo per la ripresa, ammonterà a 750 miliardi di euro: 500 verranno erogati a fondo perduto, 250 sotto forma di prestiti con tasso basso e tempi lunghi di restituzione. All’Italia, secondo le prime stime, spetteranno circa 170 miliardi. Ma, prima questione, non arriveranno tutti subito. L’accordo prevede che l’erogazione segua delle tappe temporali, scandite anche dalle condizioni per ottenerli. All’Italia, come agli altri paesi che ne faranno richiesta, la Commissione europea chiederà un piano di investimenti: il governo deve dire a Bruxelles, insieme alla prossima finanziaria, come intende investire i fondi europei. In modo da accompagnare il flusso di denaro a riforme considerate indispensabili. Meno burocrazia, pubblica amministrazione più efficiente, processi più rapidi. Investimenti nelle infrastrutture, nella innovazione digitale, sostegno alla green economy. In sostanza, il governo dovrà convincere i partner europei e la Commissione che i soldi saranno usati in un certo modo, secondo un piano preciso. Non una pioggia di finanziamenti ma un programma di rilancio. Insomma, Conte e Gualtieri dovranno essere convincenti e assicurare, inoltre, una stabilità politica in grado di portare avanti le riforme promesse.

USA, il Congresso avvia la discussione sulla riforma della polizia

(di Roberto Festa)

Si muove lentamente qualcosa, dopo giorni e giorni di proteste per l’omicidio di George Floyd. Al Congresso degli Stati Uniti è iniziata la discussione su un progetto di riforma della polizia. Tra le misure prese in considerazione la fine delle forniture di equipaggiamento militare ai dipartimenti di polizia e norme che evitino forme di immunità legale per gli agenti che si rendono responsabili di abusi. In discussione anche il bando al chokehold, la stretta al collo del sospetto che è stata usata per uccidere George Floyd. Un primo via libera alla norma è venuto dallo stesso Donald Trump, che in un’intervista a Fox news ha detto di essere favorevole in via di principio a mettere fuorilegge il chokehold. Stati e città si stanno comunque organizzando a prescindere dal voto del Congresso. Ieri Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York, ha messo al bando proprio il chokehold e deciso di rendere più trasparenti i dati sulla condotta degli agenti di polizia. La città di New York, intanto, prevede di tagliare un miliardo di dollari ai bilanci della polizia cittadina da destinare ai servizi sociali.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

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    Il Comune di Milano è stato costretto da una sentenza del Consiglio di Stato a ordinare l'abbattimento di un palazzo in costruzione all’interno di un cortile in via Fauché 9. Si tratta di uno dei progetti coinvolti nelle inchieste sull'urbanistica. Da Palazzo Marino hanno confermato nel pomeriggio la notizia diffusa da Francesco Floris di LaPresse. Il Comune dice che si tratta di un atto dovuto in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso novembre. Si tratta del primo ordine di demolizione che riguarda i cantieri sotto inchiesta nei vari procedimenti sull’edilizia milanese. Il progetto era partito nell’ottobre 2022, come in altri casi la palazzina era stata autorizzata tramite autocertificazione Scia come ristrutturazione di un laboratorio. Il progetto prevedeva una palazzina da tre piani. Secondo il Consiglio di Stato le caratteristiche dell'intervento edilizio andavano oltre la "ristrutturazione ricostruttiva" che era stata dichiarata e lo qualificavano invece come nuova edificazione, quindi non bastava la Scia. Noi abbiamo intervistato l’avvocata che ha seguito il ricorso presentato dai cittadini delle palazzine adiacenti al civico 9, Wanda Mastroianni

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    1) La guerra di Trump contro la Fed. Il dipartimento di giustizia apre un’indagine su Jerome Powell e i mercati iniziano a vacillare. (Roberto Festa) 2) In Iran le proteste non si fermano, nonostante centinaia di morti. È questa la spallata definitiva al regime degli Ayatollah? (Emanuele Valenti) 3) Donald Trump minaccia Cuba. Niente più soldi e petrolio se il governo non tratta con la Casa Bianca. (Alfredo Somoza) 5) Alla corte di giustizia dell’Aja arriva il caso del genocidio dei Rohyingia. A sei anni dalla presentazione dal presentazione del caso da parte del Gambia, il Myanmar dovrà rispondere per lo sterminio della minoranza musulmana. (Riccardo Noury - Amnesty International) 6) Il Regno Unito contro X di Elon Musk. Londra avvia un’indagine dopo lo scandalo dei deepfake sessuali generati da Grok. (Daniele Fisichella) 7) Serie Tv. I Golden Globe 2026 e l’arrivo in Italia di HBO Max (Alice Cucchetti)

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    Golden Globe 2026: premi, vincitori e rinnovati sospetti sull’organizzazione

    Le premiazioni della 83ª edizione dei Golden Globe hanno avuto luogo ieri a Hollywood  dando come ogni anno il via ufficiale alla stagione dei premi. Oggi, a Volume, abbiamo commentato i vincitori e i momenti più rilevanti della cerimonia insieme ad Alice Cucchetti. "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson ha portato a casa quattro statuette, Timothée Chalamet ha vinto per la prima volta con “Marty Supreme”, mentre sul fronte televisivo a trionfare è stata la miniserie “Adolescense”. Tuttavia, dopo lo scandalo di corruzione che incriminò l’organizzazione cinque anni fa, spiega Alice Cucchetti, "ci sono ancora dei meccanismi loschi, perchè la società che ha acquistato i Golden Globe è adesso la stessa che gestisce i principali giornali di cinema americano“. L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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