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Che cosa è successo oggi? – Domenica 17 maggio 2020

17 maggio 2020|Redazione
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Il racconto della giornata di domenica 17 maggio 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio delle 19.30, dai dati dell’epidemia diffusi oggi alle ultime novità sulla riapertura in Italia e in particolare in Lombardia. L’addio alla designer milanese Nanda Vigo, scomparsa all’età di 83 anni.  Infine i grafici del contagio nelle elaborazioni di Luca Gattuso.

I dati dell’epidemia diffusi oggi

(di Diana Santini)

A due settimane dai primi allentamenti del lockdown e alla vigilia della riapertura di moltissime attività, oggi registriamo un nuovo minimo di vittime e nuovi casi di Coronavirus in Italia. I decessi sono stati 145 nelle ultime 24 ore, (ieri erano 153), un numero che ci riporta ai livelli dei primi di marzo. E altrettanto si può dire dei nuovi contagiati: 675, duecento meno di ieri, ma bisogna specificare che sono stati fatti meno tamponi. I guariti sono stati 2366: in tutto sono oltre 125mila, quasi il doppio degli attuali malati. Continua il calo degli isolamenti domiciliari, dei ricoverati nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva.

Quasi la metà dei nuovi casi censiti oggi (il 48%, 326 casi) viene dalla Lombardia, dove è tornato a crescere anche il numero delle vittime: 69 oggi, contro le 39 di ieri. In leggero aumento i casi in provincia di Milano e a Milano città: sono stati 110 di cui 56 entro i confini urbani. Tra le altre regioni che hanno contribuito con più nuovi contagiati al dato di oggi ci sono il Piemonte, con 64 casi, l’Emilia romagna, con 50 casi, il Lazio, anche qui 50. Nessun nuovo caso in Calabria e Valle d’aosta, e ben nove regioni non hanno registrato decessi, non erano mai state così tante.

Gli interrogativi sulla riapertura

La riapertura lascia molte incognite sul monitoraggio della pandemia, sulla sorveglianza sanitaria. Uno dei fattori di rischio sta nei pochi tamponi che sottostimano il contagio reale, dice Nino Cartabellotta, medico e presidente della fondazione Gimbe:

La riapertura in Lombardia

(di Roberto Maggioni)

La Lombardia si allinea alle indicazioni del Governo. Non ci saranno ulteriori restrizioni nella regione più colpita dal Covid-19, neanche sulle libertà personali, se non l’obbligo di portare la mascherina o altri indumenti per coprire naso e bocca anche all’aperto. 

Anche in Lombardia ci si potrà spostare all’interno della regione senza autocertificazione.

Riapriranno tutte le attività produttive e commerciali tranne palestre e piscine, che riapriranno il 25 maggio. Cinema e teatri non vengono menzionati del decreto lombardo, quello nazionale fissa queste riaperture al 15 giugno.

Sarà obbligatoria la misurazione della febbre  ai clienti dei ristoranti, i tavoli devono garantire un metro di distanza tra una persona e l’altra. Distanza che può essere ridotta solo utilizzando barriere in plexiglass tra i diversi tavoli. La consumazione a buffet non è consentita, quando ci si alza dal tavolo bisognerà indossare la mascherina. All’ingresso dei negozi di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione guanti monouso. Riapriranno anche i musei, ma diverse città, tra cui Milano, aspetteranno un’altra settimana per sistemare la messa in sicurezza degli spazi. Anche sui mercati comunali i sindaci decideranno comune per comune quali misure di sicurezza adottare. 

Ma quante attività riapriranno davvero? E quante persone torneranno a frequentarle? Tra incertezze, paura e crisi economica è la ripartenza più difficile per la regione più colpita.

Addio alla designer Nanda Vigo

A pochi giorni dalla scomparsa di Germano Celant, critico e curatore, un’altra grave perdita per l’arte: scompare all’età di 83 anni Nanda Vigo. Architetto, artista e designer milanese, classe ’36 formatasi in Svizzera e negli Stati Uniti, Nanda Vigo è stata uno degli artisti che hanno animato la scena degli anni ’60. 

Ebbe  uno stretto legame con Lucio Fontana, che la introdusse al ” Movimento Zero” per cui creo’ “Zero House” una casa con le pareti di vetro e con un sistema di luci che alterano la percezione dello spazio. 

Compagna di Piero Manzoni, ebbe rapporti di lavoro con Giò Ponti e Piero Mendini. Nel ’64 creò il “Manifesto Cronotopico”, espressione della sua teoria basata sul rapporto spazio/tempo.   

Una sua mostra antologica ospitata di recente a Palazzo Reale di Milano ha messo in luce il suo lavoro tra architettura, installazioni, decorazioni  e arte. Una ricerca la sua sempre tesa a trattenere la luce e a farla diventare elemento protagonista della sua opera. 

Nanda Vigo e’ scomparsa alla vigilia di una sua mostra che sarà inaugurata proprio mercoledì prossimo, 20 maggio, al Museo di Termoli in provincia di Campobasso.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

 

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