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Calcio e Palestina. Le due grandi passioni degli ultras del Raja Casablanca

Calcio e Palestina. Le due grandi passioni degli ultras del Raja Casablanca

Anche i paesi arabi che un quindicennio fa avevano visto svilupparsi i movimenti protagonisti della “primavera araba”, come l’Egitto e la Tunisia, sono ripiombati in regimi fortemente repressivi, che non vedono di buon occhio mobilitazioni della società civile nemmeno per la Palestina: è una delle spiegazioni fondamentali della paradossale latitanza del mondo arabo dal panorama globale di proteste e iniziative per Gaza. Ma la solidarietà con la Palestina che cova a livello popolare e che ha difficoltà ad esprimersi nelle strade, trova a volte altre vie per manifestarsi.

Il 30 marzo 1976, migliaia di palestinesi-israeliani protestarono pacificamente contro l’espropriazione di terre di villaggi palestinesi in Galilea: la polizia israeliana sparò, facendo sei morti e decine di feriti, e il 30 marzo è diventato per i palestinesi il Giorno della Terra. Il Raja è una storica squadra di calcio di Casablanca, con un tifo fortemente strutturato. Nel 2019, in coincidenza con la celebrazione del Giorno della Terra, gli ultras del Raja lanciarono Rajawi Filistini: “Il nostro cuore è pieno di dolore – comincia la canzone – i nostri occhi hanno pianto per anni. Oh mia amata Palestina… Ma dove sono gli arabi? Stanno dormendo”. La canzone è polemica con i regimi arabi, e implicitamente anche con il Marocco: “Sei la più bella delle terre: resisti, Dio ti protegga dalla ingiustizia dei fratelli e dei nemici e dei sionisti che ti bramano. (…) La nostra Ummah (la nostra comunità) è malata e afflitta dai problemi e da governi corrotti. (…) I tifosi del Raja sono la voce del popolo oppresso (…). I tifosi del Raja sono palestinesi”.

Sono emozionanti le immagini che si possono trovare in rete in cui allo stadio Mohammed V di Casablanca migliaia di tifosi del Raja cantano in coro Rajawi Filistini: dati i rapporti che il Marocco intrattiene con Israele anche sul piano militare e della sicurezza, non sfugge la valenza critica della canzone nei confronti del governo e del sovrano.

In Marocco non sono mancate le manifestazioni per la Palestina, anche polemiche rispetto alla normalizzazione dei rapporti fra il Marocco e Israele, ma rigidamente controllate, mentre lo stadio assicura uno spazio di maggiore libertà. Gli ultras del Raja hanno cantato Rajawi Filistini anche in Qatar durante i mondiali del 2022, e non solo durante le partite, ma anche nelle strade. Dopo l’inizio dell’aggressione israeliana a Gaza la canzone è risuonata durante i match. Ma Rajawi Filistini non è rimasta patrimonio esclusivo del tifo della squadra marocchina: è diventata popolare nel mondo arabo ed è uscita anche dall’universo del calcio: la ventottenne cantante giordano-palestinese, Zeyne, che ha collaborato anche con la star globale di origine palestinese Saint Levant, dopo l’inizio della distruzione di Gaza ne ha per esempio fatto una versione di grande pathos.

Intanto l’impegno del Raja sulla Palestina non si è fermato: i tifosi hanno comprato migliaia di kefieh, destinando il ricavato alla Palestina, e durante una partita, il 17 settembre, con le kefieh hanno realizzato una gigantesca coreografia rappresentando il tipico disegno in bianco e nero delle sciarpe palestinesi. In giugno intanto gli ultras hanno lanciato una nuova canzone a sostegno della causa palestinese, e il titolo, L’9adia, significa proprio “la causa”. La canzone dice fra l’altro: “La tua bandiera è alta nella Curva Sud, visibile in tutti i paesi. Potranno occorrere decenni, ma la libertà arriverà, con la lotta e la resistenza”.

  • Autore articolo
    Marcello Lorrai
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