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Benvenuta la Bibbia (anche per Gaza)

marco garzonio - l'ambrosiano

Scrivo mentre è scattato il cessate il fuoco in Terra Santa. Sto col fiato sospeso; gli opposti estremismi d’ultraortodossi e terroristi si nutrono l’un l’altro; l’odio ciecamente disseminato è indicibile; l’incidente dietro l’angolo. Ma voglio credere che la luce delle porte aperte del Giubileo della speranza di Francesco prevalga su tenebre e morte. È sincronicità che s’intenda portare la Bibbia nelle scuole. Liberiamoci da pregiudizi: il proposito è più grande, fecondo, lungimirante di quanto possa far apparire la parte politica cui il Ministro dell’Istruzione appartiene. La Bibbia a scuola non c’entra col motto della destra “Dio, patria, famiglia” ed è lontana da retaggi confessionali. Conoscere la Bibbia è lavorare per cultura, comprensione, dialogo, pace. È andare alle radici dell’umano, del senso del vivere su cui donne e uomini interrogano la storia, dell’altro che anche se scritto con la maiuscola, l’Altro, riporta alla terra, all’esistenza d’ogni giorno, a fatiche e gioie, depressioni e affidamenti fiduciosi, condivisioni ed incomprensioni.

La Bibbia a scuola è avviare una riconciliazione come Paese, sanare profonde ferite: contrasti Stato/Chiesa (Risorgimento e unità d’Italia); Patti Lateranensi firmati da Mussolini e Vaticano in nome di salvaguardia d’istituzioni e poteri non del vangelo; dopoguerra in cui la Chiesa non s’è “purificata” come vorrebbe il Papa e la società civile è ancora prigioniera di ideologie, disuguaglianze, ingiustizie, illiberalità. La Bibbia a scuola non è furbizia d’una destra più pagana e idolatra di quanto non appaia, ma il frutto di anni di lavoro di figure di Chiesa e cultura (cardinal Ravasi), cattolici democratici, associazioni laiche, intellettuali, pedagogisti, psicologi. Accanto agli eroi di Omero e Virgilio ragazzi a ragazze crescono in pensieri, emozioni, affetti se conoscono alla fonte protagonisti biblici che già popolano poesia, letteratura, arti, musica. Angosce di morte e guerre s’elaborano con la speranza dei profeti ed esempi. Alla domanda di Cazzullo se crede in Dio Edith Bruck risponde sul Corriere: «Dio, come dice il Papa, è una ricerca continua».
Restituiamo ai giovani la voglia di cercare! La Bibbia è lampada per i passi.

  • Autore articolo
    Marco Garzonio
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    Di palo in frasca - 03-04-2025

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    A cura di Marco Piccardi - Playlist: 1) Penguin Cafè Orchestra, Scherzo and Trio (sigla) 2) Lucio Dalla, Passato, presente 3) Stick Men, Absalom 4) Pino Daniele, Je so’ pazzo 5) Herb Robertson, Edible Insex 6) Karen Dalton, Katie Cruel 7) Charles Mingus, Free Cell Block F, ‘This Nazi U.S.A. 8) Nicola Piovani, La melodia sospesa 9) Ludovico Einaudi, Le Onde 10) Penguin Cafè Orchestra, Scherzo and Trio (sigla) Ospite in studio Tiziano Tononi

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    Nuova perizia sul caso Ramy: l’urto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter c’è stato e ha condizionato la traiettoria della moto

    C’è una nuova perizia sul caso di Ramy Elgaml, il giovane di 19 anni morto la notte del 24 novembre 2024 al termine di un inseguimento con i carabinieri. Secondo questa perizia commissionata dai legali della famiglia di Ramy ci sarebbe stato un contatto tra l’auto dei carabinieri e lo scooter a bordo del quale era seduto Ramy e sarebbe avvenuto in via Ripamonti, prima dell’incrocio con via Quaranta. Quel contatto avrebbe determinato la svolta a sinistra della moto e lo schianto contro il palo del semaforo. Senza quel contatto la moto avrebbe potuto proseguire la sua marcia su via Ripamonti. Una perizia che conferma quanto scritto anche dalla polizia locale nel primo verbale scritto la notte stessa dell’incidente - anche i vigili avevano parlato di un urto poco prima dell’incrocio con via Quaranta - e contrasta con la perizia commissionata dalla Procura, secondo la quale tra auto dei carabinieri e scooter non ci sarebbe stato alcun contatto preliminare. Ma cosa dice nel dettaglio questa nuova perizia? Ascolta l’intervista di Roberto Maggioni all’avvocata della famiglia di Ramy Elgaml, Barbara Indovina.

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    Esteri di giovedì 03/04/2025

    1) I dazi di Trump fanno tremare il mondo. Crollano le azioni statunitensi in borsa, mentre i paesi preparano la reazione. Il presidente francese Macron incontra le imprese più colpite e chiede di sospendere gli investimenti negli stati uniti. (Roberto Festa, Francesco Giorgini) 2) Striscia di Gaza. Verso il piano delle 5 dita. Con la creazione del nuovo corridoio Morag, Israele sembra richiamare il piano ideato da Sharon. 3) Netanyahu in viaggio in Ungheria. Il premier israeliano incontra Orban che non solo non lo arresta, ma annuncia l’uscita del paese dalla Corte Penale Internazionale. (Massimo Congiu) 4) Terremoto in Myanmar. Continua a crescere il bilancio delle vittime. Sono più di tremila mentre i soccorsi e gli aiuti faticano a raggiungere le persone più bisognose. (Paolo Tedesco - Asia Ngo) 5) World Music. Al festival delle Culture di Ravenna arriva “Voci e musica dalla Palestina”. (Marcello Lorrai)

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    Poveri ma belli di giovedì 03/04/2025

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 03-04-2025

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    Lezioni antimafia: Claudio Fava

    Quarta lezione del nono ciclo di incontri ideato dalla Scuola di formazione “Antonino Caponnetto” e realizzato insieme a Radio Popolare. Il 2 aprile 2025, ospiti della Casa della Memoria di Milano, si è svolta una lezione per ricordare il grande intellettuale siciliano Pippo Fava, giornalista e direttore de’ “i Siciliani”, un giornale di inchieste e di denuncia dei poteri mafiosi della Catania dei primi anni ‘80. Pippo Fava fu assassinato da cosa nostra il 5 gennaio 1984. Il titolo di questo quarto incontro e del libro che l’ha suggerito è «Processo alla Sicilia. Un continente dentro una nazione» (Zolfo editore). Si tratta si una raccolta di scritti e inchieste di Giuseppe Fava. Relatore: Claudio Fava, giornalista e scrittore. L’incontro è stato coordinato da Giuseppe Fava, della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”.

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