le minacce al Mef

M5S e Conte difendono Casalino che minaccia epurazioni

sabato 22 settembre 2018 ore 14:45

Il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, minaccia epurazioni al ministero dell’Economia e il Movimento 5 Stelle lo difende con una presa di posizione che appare come una rivendicazione politica.

Il M5S è in difficoltà nel rapporto con la Lega soprattutto in questi giorni in cui si definiscono i contenuti della legge di bilancio e decide di usare le tattiche più aggressive.

In un audio pubblicato da alcuni giornali, Casalino ha promesso di far fuori i funzionari del ministero dell’Economia che a suo dire starebbero impedendo di trovare le risorse per il cosiddetto ‘reddito di cittadinanza’.

È pronta una mega vendetta – dice Casalino – se non dovessero uscire i soldi dedicheremo tutto il 2019 soltanto a far fuori questi pezzi di merda del Def”.

In risposta agli attacchi piovuti su Casalino, il Movimento 5 Stelle afferma: “Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del Movimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse. Siamo assolutamente convinti che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro“.

Casalino nell’audio continua: “Se non dovessero uscire i soldi tutto il 2019 sarà dedicato a fare fuori una marea di gente del Mef, non ce ne frega niente, ci sarà una cosa ai coltelli. Difendono il solito sistema. Non è accettabile che non si trovino 10 miliardi del cazzo”.

Altro che vittima di uno scoop.

Del resto l’audio non è una registrazione rubata ma una nota vocale inviata da Casalino a due giornalisti dell’Huffington Post.

Le minacce e le parole violente – “pezzi di merda”, “fare fuori una marea di gente”, “sarà una cosa ai coltelli” – entrano a far parte del contesto politico in cui i 5 Stelle si stanno giocando la partita della legge di bilancio, che è cruciale per loro.

Salvini ha rinsaldato l’asse con Berlusconi in un gioco delle parti che in questi giorni viene gestito abilmente dai due protagonisti. Il comunicato congiunto con cui Berlusconi, Meloni e Salvini ribadiscono la linea del centrodestra in politica economica conferisce ancora più potere contrattuale alla Lega, che vuole soprattutto risorse per allargare la platea della flat tax. I grillini perdono sempre più consensi nei confronti della Lega nei sondaggi e hanno bisogno di mettere un po’ di soldi nelle tasche di chi li ha votati per quello, in particolare al Sud. Ma sono presi tra la Lega da una parte e il ministro dell’economia Tria dall’altra.

Tria è uno dei ministri che devono garantire le relazioni politiche con l’Unione Europea, voluto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in quel ruolo. L’attacco ai funzionari del ministero è indirettamente un avviso a Tria -anche se formalmente viene ‘scagionato’ da Casalino- e salendo per i colli romani un messaggio al Capo dello Stato.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo ore di silenzio si è schierato dalla parte del suo portavoce. Per Conte a essere grave è il comportamento di chi ha diffuso gli audio mentre si è rifiutato di commentare le parole di Casalino

Aggiornato lunedì 24 settembre 2018 ore 22:18
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