Foto dalla pagina FB di Stefano Fassina https://www.facebook.com/sfassina/
Governo Conte

Fassina: “La politica economica del governo è quella di Monti”

mercoledì 18 luglio 2018 ore 12:52

Stefano Fassina, economista e Deputato LeU (LIberi e Uguali), membro della Commissione Bilancio, dà ragione al Ministro Paolo Savona sulla necessità di politiche espansive in Europa a partire dalla Bce, peccato che alle parole del Ministro per le Politiche Europee non seguano i fatti dal Ministero per l’Economia Giovanni Tria, che per la Legge di Bilancio propone il congelamento della spesa corrente: nessuna politica espansiva, ma il rigore di montiana memoria.

Claudio Jampaglia lo ha intervistato oggi a Giorni Migliori.

Savona ha fatto un’analisi molto fattuale, ha messo in evidenza che l’avanzo commerciale vuol dire che in Italia c’è un eccesso di risparmio sugli investimenti e quindi una ragione fondamentale della nostra crescita stentata è appunto questa. Cerca spazi di finanza pubblica per alimentare gli investimenti pubblici e dare un po’ di brio alla crescita e quindi all’occupazione. È evidente che del questo contraddice i sacri principi dei trattati europei, del fiscal compact, lo statuto della BCE e quindi è necessario provare ad aprire degli spazi che sono oggettivamente difficili. Vorrei sottolineare che non c’è alternativa a questa strada, l’alternativa è quella che abbiamo visto in questi anni, e cioè una stagnazione, un debito pubblico che nonostante manovre pesantissime – ricordo che i 50 miliardi di manovra del governo Monti hanno portato un aumento di 12 punti percentuali del debito sul Pil. Chi mette in evidenza le difficoltà che ci sono deve anche essere consapevole che l’alternativa la condanna alla stagnazione, un debito pubblico che non diminuisce, un’occupazione che rimane precaria.

Se questa è la sua analisi da economista politico, le chiedo: come deputato lei cosa ne pensa?

Non solo un dibattito, ma noi Liberi e Uguali nella risoluzione del documento di Economia e Finanza abbiamo proposto, in alternativa al pareggio di bilancio che è l’obiettivo per il 2020, di tenere il deficit al 2% e utilizzare lo spazio di risorse per finanziare investimenti, con una scelta che va fatta valere in Europa e che dovremmo fare comunque: la scelta che consente di rianimare la crescita e portare su un sentiero di riduzione sostenibile il debito. Non solo un dibattito. Noi abbiamo detto di lasciar stare la flat tax e concentrarsi sulla riduzione delle tasse sui redditi più bassi e sui redditi medi. Evitiamo di utilizzare risorse per un’operazione così regressiva sul piano sociale e così limitata dal punto di vista dell’impatto economico. Disinneschiamo le clausole di salvaguardia, che restano una zavorra pronta a scattare dal 1 gennaio. Disinneschiamo le clausole di salvaguardia in deficit e poi utilizziamo lo spazio residuo – perchè comunque per il 2019 abbiamo una previsione di deficit di 0,8 sul Pil – per sostenere invece investimenti.

Avete trovato ascolto?

No, e questo è molto preoccupante. La risoluzione al DEF approvata dalla maggioranza M5S-Lega di fatto assume il fiscal compact e gli obiettivi ereditati dai governi Renzi e Gentiloni.

Che è un po’ il contrario di quanto scritto nei loro programmi di governo… È come quando firmano l’accordo commerciale col Giappone dopo aver giurato e spergiurato che non l’avrebbero mai firmato.

Esatto. Quindi contraddizioni molto evidenti che abilmente il Ministro dell’Interno cerca di coprire con una sparata ogni giorno nei confronti dei migranti per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto a contraddizioni che sono sempre più evidenti. Sottolinea un altro dato preoccupante che ha ricevuto poca attenzione mediatica: durante l’audizione in Commissione Bilancio, il Ministro Tria ha fatto riflessioni di carattere generale, ma l’unico punto su cui è entrato nel merito è rispetto alla Legge di Bilancio dei prossimi anni, dicendo che la spesa corrente deve rimanere congelata al livello del 2018. Questo, tradotto, vuol dire un impatto pesantissimo perchè non ci saranno i margini per fare praticamente nulla. Non solo non ci sono margini, ma la Legge Fornero – quella vigente e non i cambiamenti che si vorrebbero introdurre – prevede un aumento di 27 miliardi della spesa corrente. È previsto che la spesa sanitaria, nonostante i vincoli molto stringenti ai quali è sottoposta, aumenti di 5 miliardi, semplicemente perchè aumenta l’inflazione e c’è una modesta crescita del Pil. Se fossero confermate le indicazioni di Tria, avremmo una Legge di Bilancio che potrebbe davvero ricordare quella del governo Monti. La preoccupazione massima in questo momento è che sono stati indicati degli impegni che avrebbero un impatto sociale pesantissimo.

Stefano Fassina

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Aggiornato mercoledì 18 luglio 2018 ore 12:53
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