Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di gio 21/11 delle ore 17:30

    GR di gio 21/11 delle ore 17:30

    Giornale Radio - 21/11/2019

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di gio 21/11

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 21/11/2019

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di gio 21/11 delle 07:14

    Metroregione di gio 21/11 delle 07:14

    Rassegna Stampa - 21/11/2019

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Due di due di gio 21/11 (prima parte)

    Due di due di gio 21/11 (prima parte)

    Due di Due - 21/11/2019

  • PlayStop

    Due di due di gio 21/11 (seconda parte)

    Due di due di gio 21/11 (seconda parte)

    Due di Due - 21/11/2019

  • PlayStop

    Due di due di gio 21/11

    Due di due di gio 21/11

    Due di Due - 21/11/2019

  • PlayStop

    Jack di gio 21/11 (seconda parte)

    Jack di gio 21/11 (seconda parte)

    Jack - 21/11/2019

  • PlayStop

    Jack di gio 21/11 (prima parte)

    Jack di gio 21/11 (prima parte)

    Jack - 21/11/2019

  • PlayStop

    FRANK ZAPPA

    FRANK ZAPPA

    Jailhouse Rock - 21/11/2019

  • PlayStop

    Considera l'armadillo gio 21/11

    Considera l'armadillo gio 21/11

    Considera l’armadillo - 21/11/2019

  • PlayStop

    Radio Session di gio 21/11

    Radio Session di gio 21/11

    Radio Session - 21/11/2019

  • PlayStop

    Memos di gio 21/11

    Emilia rossa la ri-trionferà? Salvini e la candidata leghista Borgonzoni puntano a sfilare la guida della regione al Pd e…

    Memos - 21/11/2019

  • PlayStop

    Funk Shui 30

    Tracklist: 1. The Eminent Stars - Mrs Phillips ..2. The Blassics - Nurona Bilhatu..3. Muito Kaballa - El Joven..4. Kaleta…

    Funk shui - 21/11/2019

  • PlayStop

    Tazebao di gio 21/11

    Tazebao di gio 21/11

    Tazebao - 21/11/2019

  • PlayStop

    Note dell'autore di gio 21/11

    Note dell'autore di gio 21/11

    Note dell’autore - 21/11/2019

  • PlayStop

    Cult di gio 21/11 (seconda parte)

    Cult di gio 21/11 (seconda parte)

    Cult - 21/11/2019

  • PlayStop

    Cult di gio 21/11 (prima parte)

    Cult di gio 21/11 (prima parte)

    Cult - 21/11/2019

  • PlayStop

    37 e 2 di gio 21/11

    37 e 2 di gio 21/11

    37 e 2 - 21/11/2019

  • PlayStop

    Prisma di gio 21/11 (terza parte)

    Prisma di gio 21/11 (terza parte)

    Prisma - 21/11/2019

  • PlayStop

    Prisma di gio 21/11 (seconda parte)

    Prisma di gio 21/11 (seconda parte)

    Prisma - 21/11/2019

  • PlayStop

    Prisma di gio 21/11 (prima parte)

    Prisma di gio 21/11 (prima parte)

    Prisma - 21/11/2019

  • PlayStop

    Il demone del tardi - copertina di gio 21/11

    Il demone del tardi - copertina di gio 21/11

    Il demone del tardi - 21/11/2019

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di gio 21/11

    Rassegna stampa internazionale di gio 21/11

    Rassegna stampa internazionale - 21/11/2019

Adesso in diretta

Approfondimenti

Prove di un unico fronte anti-Assad

Le divisioni all’interno dell’opposizione sono state in questi anni tra i principali ostacoli a una soluzione diplomatica della crisi siriana. I Paesi occidentali, già scettici su un possibile intervento militare per far cadere il regime, non hanno mai trovato un interlocutore unico e affidabile, in grado di tenere insieme l’opposizione politica all’estero e la miriade di gruppi armati presenti sul terreno. Anche per questo motivo Europa e Stati Uniti non hanno mai aiutato sul serio i ribelli e non hanno mai spinto fino in fondo per l’uscita di scena di Bashar al-Assad. L’arrivo dell’ISIS ha poi peggiorato ulteriormente le cose.

Adesso il fronte anti-regime sta provando a parlare con una sola voce, in vista di un possibile negoziato di pace. Questa settimana, per la prima volta dall’inizio della guerra, si sono riuniti l’opposizione politica e diversi gruppi armati. La riunione è stata a Riyad, in Arabia Saudita, uno dei principali sponsor dell’opposizione siriana. Alla fine le parti si sono dette pronte a dialogare con il governo di Damasco già dal prossimo gennaio.

Sulla carta si tratta di un passo in avanti importante per fermare un conflitto che ha già fatto 300mila morti. Ma sicuramente nelle prossime settimane verranno a galla una serie di problemi, oggi ancora senza soluzione, sia all’interno del fronte anti-regime, sia sulla fattibilità di un negoziato di pace.

È la prima volta che i gruppi armati partecipano a una conferenza politica per discutere del futuro della Siria. Finora la rappresentanza dell’opposizione era sempre stata lasciata alla comunità siriana in esilio, che però non ha più alcun contatto con la popolazione rimasta all’interno del Paese. Seppur con gravoso ritardo la comunità internazionale ha accettato che il coinvolgimento delle organizzazioni armate che controllano il territorio e che hanno un importante appoggio sociale è indispensabile.

Significativo anche il fatto che la conferenza si sia tenuta in Arabia Saudita. Riyad è il principale sponsor dei ribelli siriani, soprattutto quelli legati a una rigida interpretazione della religione islamica. Si tratta di organizzazioni spesso estremiste, ma che allo stesso tempo hanno ottenuto i principali successi militari contro l’esercito di Damasco. Il legame tra l’estremismo islamico e i paesi del Golfo, che hanno usato la guerra in Siria in chiave anti-iraniana, è un elemento critico, ma alla fine sono gli stessi sponsor, Arabia Saudita in testa, che possono convincere i gruppi armati ad accettare un negoziato politico. Altri non lo potrebbero fare.

Miliziani di Al Nusra
Miliziani di Al Nusra

Ma la riunione di Riyad ha lasciato senza risposta diversi interrogativi. La stessa Arabia Saudita potrebbe aver usato quest’occasione per accrescere la sua leadership all’interno della comunità sunnita in Medio Oriente, senza cercare sul serio una soluzione al conflitto siriano. Il rischio c’è, e solo il tempo ci dirà come sono andate sul serio le cose.

A Riyad, poi, non erano presenti tutti i gruppi ribelli. Non c’erano i curdi e gli islamisti di al-Nusra, il braccio siriano di al-Qaida. In quest’ultimo caso si tratta di un’assenza “giustificata”. Pur essendo al-Nusra legata ai paesi arabi del Golfo, soprattutto Arabia Saudita e Qatar, la sua natura la rende impresentabile in un negoziato condotto dalle Nazioni Unite. Con l’occidente terrorizzato dalle azioni dello Stato Islamico sarebbe a dir poco bizzarro invitare alle trattative per il futuro della Siria un’organizzazione legata ad al-Qaida. Ma ancora una volta si tratta di un gruppo che controlla un’importante fetta di territorio, la provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria. Alcuni gruppi presenti a Riyad sono alleati militari di al-Nusra, e loro potrebbero rappresentare il collegamento con il processo politico. Alla conferenza, seppur con una posizione molto critica, ha partecipato per esempio un importante gruppo islamista, Ahrar al-Sham.

I curdi, invece, pagano la posizione della Turchia. Essendo in guerra con i curdi del suo paese Ankara si considera in guerra anche con i curdi siriani, seppur in questi anni abbiano combattuto contro il regime e soprattutto contro l’ISIS. In un modo o nell’altro i curdi, che controllano il nord-est della Siria, andranno coinvolti.

Infine il documento firmato a Riyad dice molto chiaramente che ci può essere un negoziato politico solo se Bashar al-Assad lascerà il potere all’inizio della transizione. Una posizione che si scontra non solo con quella del regime, ma anche con quella dei suoi due principali sostenitori, Russia e Iran.

Il processo è molto complesso e al momento non si riesce ancora a ipotizzare come governo e opposizione possano dialogare. Pesano i fallimenti del passato e le ferite profonde della guerra, che con il tempo è diventata anche una guerra settaria. Ma non ci sono alternative al dialogo. E per poter dialogare è necessario che ci siano gli interlocutori, con le idee chiare e una posizione forte. Per questo la creazione di un’unica coalizione che rappresenti il fronte anti-regime è una condizione alla quale non si può rinunciare.

  • Autore articolo
    Emanuele Valenti
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni