estrema destra in polonia

“Dio, onore, patria”. La marcia di Varsavia

lunedì 13 novembre 2017 ore 18:59

Desta allarme in Israele la massiccia ‘Marcia dell’Indipendenza’ che si è svolta sabato a Varsavia, cui hanno partecipato 60mila persone legate alle forze nazionaliste e xenofobe e in cui sono stati scanditi slogan anti-islamici e anti-ebraici. “Si tratta di una marcia pericolosa, organizzata da elementi estremisti e razzisti”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Emmanuel Nachshon. “Esprimiamo la fiducia – ha aggiunto – che le autorità polacche operino contro gli organizzatori. La storia insegna che questi fenomeni di odio razziale vanno affrontati rapidamente e in maniera determinata”.

La manifestazione ha ‘oscurato’ le celebrazioni ufficiali della giornata, l’anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, che ridiede sovranità alla Polonia cancellata per più di un secolo (123 anni) dalle carte geografiche.

In piazza l’estrema destra ha sfilato inneggiando allo slogan “Vogliamo Dio”, frase di una vecchia canzone tradizionale polacca, la stessa citata dal presidente statunitense Donald Trump nel corso della sua recente visita nel Paese. Gli oratori dal palco hanno lanciato strali contro i liberali e chiesto di difendere i valori cristiani. Alla marcia hanno partecipato soprattutto giovani, molti a viso coperto e con la bandiera verde filo-fascista degli Anni 30. “E’ stata un bel colpo d’occhio”, ha commentato il ministro dell’Interno Mariusz Blaszczak, mentre la tv pubblica Tvp ha descritto i manifestanti come “patrioti che hanno espresso il proprio amore per il Paese” e non estremisti.

La manifestazione ha richiamato attivisti da tutta Europa, compresi Tommy Robison, ex leader della England Defence League, e Roberto Fiore di Forza Nuova.

Esteri ha intervistato Cristina Carpinelli dell’Ispi, autrice insieme a Massimo Congiu del libro L’Europa dell’Est e i nuovi nazional-populismi, Bonomo Editori.

Tra i principali promotori della marcia c’è la Falange nazionale radicale, i cui militanti si definiscono “nazionalisti del XXI secolo”. Chi sono?

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Qual è il contesto in cui prendono piede queste manifestazioni?

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In Polonia è in corso una riscrittura della Storia. Un esempio eclatante è quello del Museo di Danzica. Che cosa è successo?

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Aggiornato mercoledì 15 novembre 2017 ore 16:20
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