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Ungheria, la rivoluzione nacque sul campo

“Sti chi ne ciapan ses”.

Era il 24 novembre del 1953 e nella sala stampa di Wembley Gianni Brera, non convinto dalle mosse decise dal ct inglese Winterbottom per arginare gli avversari, emise la sua profezia.

Il giorno dopo l’Ungheria battè 6 a 3 i padroni di casa: per la prima volta il tempio del calcio era violato da una rivale continentale.

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Brera, tra i pochi, aveva capito che quella operata da Sebes e Puskas era una rivoluzione calcistica. Cui un’altra rivoluzione, quella di parte del popolo ungherese contro il regime filosovietico, pose fine il 23 ottobre del 1956, 60 anni fa esatti. Ma c’è di più: la fatale sconfitta ungherese nella finale di Berna della Coppa Rimet del 1954 contribuì alla sollevazione popolare, fu una delle cause che portò ai moti di Budapest.

Questo è quanto racconta in un libro decisamente ben scritto il giornalista di Repubblica Luigi Bolognini. Il suo romanzo La squadra spezzata, vincitore nel 2008 del Bancarella Sport, è stato appena ripubblicato da 66th&2nd.

Questa la nostra chiacchierata con l’autore

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L’ossatura della Squadra d’Oro ungherese degli anni ’50 era formato dai giocatori della Honved, i Soldati, il club dell’esercito nazionale. Una società leggendaria, in cui oggi gioca l’italiano Davide Lanzafame. A allenare la squadra, al momento quinta nel campionato ungherese, è Marco Rossi, ex di Torino, Brescia e Sampdoria

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Ma che giornata sarà il 23 ottobre? L’anniversario arriva in un momento particolare per l’Ungheria, mentre il presidente “Viktator” Orban, pur sconfitto nel referendum anti-migranti, alza di nuovo il tiro.

Massimo Congiu, nostra voce da Budapest, è il responsabile dell’Osservatorio Sociale Mittleuropeo

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  • Autore articolo
    Dario Falcini
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