“Sul Nanga Parbat si è fatta la storia”

“Voglio dedicare a Gunther Messner, che rimase sul Nanga Parbat quando ormai era alla base della parete, e a tutti i veri sognatori la mia quarta prima invernale a 8.000 metri. L’impossibile è e rimane l’alibi di ogni nostra resa e debolezza”.
Di suo pugno, a poche ore dalla storica impresa, Simone Moro vergava questa dedica per la Gazzetta dello Sport.
Era il 26 febbraio quando l’alpinista bergamasco (terzo da destra nella fotografia), in una spedizione che comprendeva la bolzanina Tamara Lunger, il basco Alex Txikon e il pakistano Ali Sadpara, raggiungeva la cima di una delle montagne più alte e più complicate del pianeta, il Nanga Parbat himalayano, che mai era stata conquistata prima nella stagione più fredda. Per lui era la quarta prima invernale sugli 8000, un record assoluto.
Da queste giornata di gioia e riposo al futuro dell’alpinismo, Simone Moro si racconta a Olio di Canfora.
Continua la lettura

La destra usa l’omicidio di La Spezia per propaganda ai pacchetti sicurezza. E nasconderne le incostituzionalità
17 gennaio 2026|Massimo Alberti

Il tabù di Gaza: dominanti e sottomessi
17 gennaio 2026|Marco Garzonio

Francia: Garonne, il fiume ricaricato dalla falda grazie al Canale Saint-Martory
17 gennaio 2026|Fabio Fimiani
