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Referendum: chi vota fuori sede deve iscriversi entro il 5 maggio 2025

Referendum. Chi vota fuori sede deve iscriversi entro il 4 maggio 2025

SCHEDA VOTO FUORI SEDE

Dopo aver introdotto la novità del voto per gli studenti fuori sede per le elezioni europee dell’anno scorso, in occasione dei cinque referendum previsti per l’8-9 giugno è stata ampliata la possibilità di voto per chi non si trova nel suo luogo di residenza.

Infatti, oltre agli studenti, anche chi si trova fuori dalla propria provincia di residenza per motivi di lavoro e per cure mediche potrà votare nel comune in cui si trova temporaneamente. C’è però un requisito: bisogna trovarsi in un comune diverso per un periodo di almeno tre mesi, all’interno del quale ricade la data delle consultazioni referendarie.

Per poter esercitare il voto fuori sede bisogna presentare una domanda al comune di temporaneo domicilio. Il termine entro cui va presentata questa domanda è il 5 maggio. Sul sito del Ministero dell’Interno si può trovare anche un modello di domanda.

Alcuni comuni, tra cui Milano, hanno attivato la possibilità di presentare direttamente la domanda dal proprio sito internet con lo SPID o con una semplice mail. La domanda può essere presentata fisicamente al protocollo del comune di temporaneo domicilio, ma anche via PEC.

Alla domanda bisogna allegare:

  • la copia di un documento di riconoscimento
  • una copia della tessera elettorale
  • una certificazione che attesti la condizione di elettore fuori sede per motivi di studio, lavoro o cure mediche (la domanda prevede anche la possibilità di autocertificare questa situazione, con conseguenze penali in caso di falsa dichiarazione).

La domanda di ammissione al voto fuori sede può essere revocata entro il 14 maggio. Dopo la verifica con il comune di residenza, il comune di domicilio temporaneo rilascerà all’elettore fuori sede un’attestazione di ammissione al voto con l’indicazione del numero e dell’indirizzo della sezione elettorale in cui votare.

CITTADINI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO

Per i cittadini temporaneamente all’estero per motivi di studio, lavoro o cure mediche, c’è la possibilità di votare per corrispondenza nel luogo di temporaneo domicilio all’estero.

Per votare all’estero il cittadino deve presentare domanda al comune di residenza entro il 7 maggio. L’opzione potrà essere inviata al comune per posta ordinaria, per posta elettronica (anche non certificata), o consegnata a mano da una persona delegata.

La richiesta può essere scritta in carta libera, allegando la copia di un documento di identità valido dell’elettore. Deve contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale e un’autocertificazione in cui si dichiara di trovarsi (o trovarsi nel periodo indicato) all’estero per motivi di studio, lavoro o cure mediche.

Quindi la domanda è valida purché si sia all’estero per tre mesi, all’interno dei quali ricada la data dei referendum (8-9 giugno 2025), anche se l’interessato non si trovi all’estero al momento della presentazione della domanda.

ISCRITTI A.I.R.E.

In occasione dei referendum di giugno, potranno votare anche gli italiani residenti all’estero. Il voto avverrà per corrispondenza, con le schede recapitate all’indirizzo di residenza all’estero.

Era possibile richiedere di rientrare a votare nel proprio comune di residenza, ma la domanda andava presentata entro il 10 aprile scorso.

Per quanto riguarda le persone recentemente iscritte anagraficamente a Milano, per verificare la possibilità di votare nel comune, è consigliato contattare l’Ufficio Elettorale di via Messina 52/54.

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 15:30 Mail: DSC.Elettorale@comune.milano.it

In ogni caso, i nuovi iscritti possono usufruire dell’opzione del voto fuori sede.

  • Autore articolo
    Luca Gattuso
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    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

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