Convocato davanti ai giudici con 24 ore di anticipo, François Fillon è stato ufficialmente indagato per appropriazione indebita di fondi pubblici e malversazione, oltre che per mancate dichiarazioni all’autorità sulla trasparenza.
Il candidato del centrodestra alle elezioni presidenziali francesi si è rifiutato di rispondere alle domande dei giudici e ha preferito, come da suo diritto, leggere una dichiarazione che è stata resa pubblica dal giornale Le Figaro. In questo testo, Fillon ribadisce che il lavoro svolto da sua moglie Pénélope in quanto assistente parlamentare è “innegabile” e che non sta all’autorità giudiziaria valutare la qualità o il tenore di tale lavoro perché in questo caso non verrebbe rispettata la divisione dei poteri. Insomma, chiede ai giudici di “rispettare la legge” e dà per scontato che il fatto per cui è chiamato in causa non sussista.
La formalizzazione delle accuse in piena campagna elettorale era ormai considerata da tutte le forze in campo solamente una questione di tempo. Lo stesso Fillon, che il giorno dopo le rivelazioni del giornale satirico Canard Enchainé a fine gennaio aveva promesso di rinunciare alla corsa all’Eliseo nel caso fosse stato iscritto sul registro degli indagati, ha ribadito nelle ultime settimane che lui era e rimaneva l’unico possibile candidato della destra repubblicana e ha ottenuto, bene o male, l’appoggio dei suoi alleati.
Quello che cambia, adesso, è da un lato che i suoi avvocati avranno accesso alle carte e potranno formalmente chiedere la sospensione delle indagini o il ritiro delle accuse. Ma dall’altro la sua immagine pubblica è macchiata indelebilmente perché, anche se rimane presunto innocente per la legge, gli avversari politici non esitano a girare il coltello nella piaga: “Chi può immaginare il generale De Gaulle, ispirazione di Fillon, indagato per appropriazione indebita?”.
Come se non bastasse, stamattina il giornale Le Parisien ha rivelato che la figlia di Fillon gli avrebbe versato il 70 per cento del suo stipendio da assistente parlamentare, circa 33mila euro. E Pénélope è convocata davanti ai giudici il 28 marzo. Insomma, il feuilletton della destra francese non sembra destinato a finire presto.
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“La diversità è la spina dorsale degli USA”: gli americani The Sophs raccontano il loro debutto
Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.
Vieni con me è una grande panchina sociale. Ci si siedono coloro che amano il rammendo creativo o chi si rilassa facendo giardinaggio. Quelli che ballano lo swing, i giocatori di burraco e chi va a funghi. Poi i concerti, i talk impegnati e quelli più garruli. Uno spazio radiofonico per incontrarsi nella vita.
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I festeggiamenti previsti per il 50esimo compleanno della storica etichetta britannica Rough Trade e il mini live dei The Sophs, band indie rock losangelina in procinto di pubblicare l'album di debutto
A volo d'angelo nella guerra dei Balcani al Teatro della Cooperativa
Michelangelo Canzi e Federica Cottini sono giovani e non hanno conosciuto la guerra sanguinosa che si è consumata nei Balcani, ma hanno condotto approfondite ricerche e fatto sopralluoghi per saperne di più. Ne è nato un testo, firmato da Federica Cottini che ne ha curato anche la regia e interpretato da Michelangelo Canzi, che si cala nei panni di una guida turistica che accompagna gli italiani nei luoghi della guerra in Bosnia. Un personaggio complesso, che restituisce i ricordi della sua gioventù trascorsa fra i combattimenti e i massacri con un lessico di grande attualità. Lo spettacolo è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e i due giovani artisti sono stati ospiti a Radio Popolare, di Il Suggeritore Night Live e di Cult, dialogando con Ira Rubini.
Considera l'armadillo di mercoledì 14 gennaio 2026 con l'artista @ Tiziana Pers di @Rave East Village Residency abbiamo raccontato la mostra da lei curata La scomparsa degli animali al borgo storico di Clauiano a Trivignano Udinese e degli altri animali presenti al RAVE, della salute di Copper, la cavalla più anziana con la polmonite, degli aiuti di cui c'è bisogno, ma anche di Kennedy e delle sue linee guida per gli statunitensi.
A cura di Cecilia Di Lieto.
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Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro!
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Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.
“Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.